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La sconfitta di Rimini non fa altro che confermare le tantissime difficoltà di una SPAL che già faticava a pieno organico e a maggior ragione soffre ora, priva com’è di diversi titolari e di ricambi adeguati.

VOTO DI SQUADRA 5 – Se i due risultati utili consecutivi avevano fatto sperare in una timida crescita dei biancazzurri, la sconfitta e soprattutto la prestazione del “Romeo Neri” rappresentano un passo indietro. Con un terzino adattato centrale, un attaccante a fare l’esterno e un trequartista messo da seconda punta accanto a un centravanti in affanno era lecito aspettarsi una partita complicata, ma ciò che colpisce è la totale incapacità di costruire azioni offensive degne di nota. Senza la sciocchezza di Tripaldelli si sarebbe potuto lucrare uno 0-0 quantomeno utile nella situazione d’emergenza.

ALFONSO 6 – Una sola parata nei primi 45 minuti, ma è più per la mira sballata degli avversari che per meriti della fase difensiva della SPAL. In avvio di ripresa non si lascia sorprendere da un calcio di punizione battuto a sorpresa sul suo palo, poi Morra lo trafigge su calcio di rigore. Aveva battezzato il lato giusto. Difficile attribuirgli colpe in una gara complessivamente attenta.

BRUSCAGIN 5,5 – Il ruolo di braccetto difensivo destro lo sgrava di quelle responsabilità che sembravano pesargli eccessivamente nelle ultime uscite da terzino destro, ma le incertezze continuano a esserci. Bene sulle palle alte, ma quando viene puntato palla al piede corre sempre il rischio di lasciare troppo spazio all’avversario di turno. Sicuramente non viene agevolato da un Orfei altrettanto distratto.

VALENTINI 6 – Si occupa di Morra e Cernigoi nei ripetuti tentativi di lanci lunghi del Rimini, facendo a sportellate e intervenendo con qualunque parte del corpo non fosse occupata in contrasto. Solidità e personalità, sempre uno degli ultimi a mollare.

TRIPALDELLI 4,5 – Fino all’entrata fatale su Lamesta era da 6, forse anche qualcosa in più grazie a buone chiusure, letture puntuali e ad un salvataggio in extremis. Poi l’istinto gli dice di andare sull’avversario diretto a fondo campo ed ecco fatta la frittata che decide la partita. Perde totalmente la lucidità, guadagnandosi un cartellino giallo per (inutili) proteste su una caduta in area di Orfei.

ORFEI 5 – Ha l’attenuante di un ruolo che non ha mai fatto e basterebbe questo per spiegare la sua serata. Tanta buona volontà ma poche giocate realmente utili, se non uno sprint che causa l’ammonizione di Leoncini. Esce poco oltre la metà del secondo tempo dopo aver battibeccato con i difensori avversari per un contatto sospetto all’interno dell’area di rigore dei romagnoli. (dal 28′ s.t. ROSAFIO 5 – Non combina alcunché di rilevante).

COLLODEL 5 –  Nei primi venti minuti deve preoccuparsi di più a rincorrere che a costruire. Sventa un potenziale pericolo in spaccata dopo un’azione sulla sinistra, per il resto davvero poco altro. Dopo aver preso un pestone si accascia a terra ed è costretto a uscire dal campo: sulla stessa azione si sviluppa l’assolo di Lamesta che decide la partita (dal 28′ s.t. ANGELETTI ng – Prova a fare qualcosina, ma gli avversari gli danno subito il benvenuto con un paio di contrasti decisi).

BERTINI 5 – Si abbassa fino al fianco di Valentini per favorire i movimenti di Bruscagin sulla destra e permettere di conseguenza ad Orfei di alzarsi sulla linea degli attaccanti, ma con scarsi risultati. Viene pressato sin dai primi minuti quando è in possesso e questo lo costringe alla giocata veloce. Colucci lo richiama spesso per sollecitarlo a girarsi più velocemente e guardare i compagni ai suoi lati. Non ha possibilità di incidere sui piazzati perché la SPAL ne conquista pochi.

CONTILIANO 5 – Molto meno dinamico del solito, accompagna in poche occasioni le azioni offensive e si presta molto di più a coprire giocando un po’ troppo spesso in orizzontale o all’indietro. Nella ripresa cerca di rimboccarsi le maniche come può ma, già ammonito per un intervento avventato nel primo tempo, è costretto a tenere sempre indietro la gamba nei contrasti. (dal 44′ CARRARO ng – Dentro negli ultimi minuti per far rifiatare il compagno stremato).

CELIA 5 – Partita inconsistente per l’esterno sinistro che non riesce a sfondare in fase offensiva e costringe Tripaldelli a dover alzare ulteriormente la soglia dell’attenzione. Stava per combinare un pasticcio al 32′: un tocco che avrebbe dovuto sgomberare l’area dopo il salvataggio di Valentini sulla linea porta Cernigoi a una conclusione facile. Non trova spunti nemmeno nella ripresa (dal 40′ s.t. PULETTO ng – Nemmeno il tempo di prendere confidenza con il campo).

MAISTRO 5 – S’era detto che ancora non sta bene e si vede. Mette a disposizione la fisicità per fare da spalla ad Antenucci, ma le cose migliori le fa vedere quando ha lo spazio per muovere il pallone e servire i compagni con la sua visione di gioco. Anche se la tecnica e i colpi sono da giocatore fuori categoria, non riesce ancora ad ingranare e ad essere quel giocatore di peso di cui la SPAL avrebbe immenso bisogno.

ANTENUCCI 5 – Colucci aveva ribadito in prepartita il dispendio fisico ed energetico del capitano e la prestazione di Rimini ne è la riprova. I soliti duelli con i difensori, pressing e palloni gestiti grazie alla sua esperienza, ma le gambe appaiono appesantite e le palle giocabili stentano ad arrivare. Esce visibilmente innervosito (dal 40′ s.t. DEME ng – Giusto il tempo di fare il suo debutto ufficiale tra i professionisti e lottare su qualche pallone).


COLUCCI 5,5
– Gli infortuni gli complicano enormemente la vita, ma della SPAL vista Rimini c’è poco o nulla da salvare. Va bene le difficoltà, ma la sensazione è che in campo si giocasse soprattutto per non prenderle. Troppi passaggi in orizzontale e troppe difficoltà nel raggiungere gli attaccanti. Come ripete senza sosta: c’è tanto lavoro da fare.



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