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Arrivato alle porte dei 27 anni – li compirà il 9 gennaio – Simone Edera (1997) vuole riprendersi il tempo perduto e soprattutto dimostrare di poter essere ancora un giocatore d’alto livello. Il nuovo attaccante della SPAL è stato presentato mercoledì 3 gennaio e di fatto rappresenta il primo innesto proveniente dal mercato invernale, anche se tecnicamente ha fatto parte dei convocati nella gara del 23 dicembre contro l’Olbia (senza entrare).

Ad aprire la conferenza dedicata al giocatore cresciuto nelle giovanili del Torino è stato il direttore dell’area tecnica Filippo Fusco: “Iniziamo l’anno presentando un nuovo acquisto. Sono molto contento che Simone abbia accettato di venire da noi. Ovviamente le parole sulla sua carriera sono superflue in questo momento, ma il fatto che si sia allenato con noi senza essere tesserato dimostra qualità che riteniamo fondamentali: l’umiltà e la disponibilità di mettersi in discussione nonostante le tante partite giocate in serie A e serie B. Questo è stato sicuramente il segnale più importante al di là delle qualità note di Simone. Il periodo in cui il giocatore si è allenato con noi non era un periodo di prova, ma solo una parentesi per conoscersi meglio reciprocamente. Quindi colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente perché sono convinto che farà grandi cose insieme a noi”.

La parola è successivamente passata a Edera che dopo aver ringraziato la società in tutte le sue componenti per la fiducia che gli è stata accordata, ha risposto alle domande che gli sono state rivolte: “Farò di tutto per ripagare la fiducia in ogni istante in cui metterò piede in campo: di questo sono sicuro al 100%. Sono molto felice di essere qui”. 

CARATTERISTICHE – “Ho sempre giocato attaccante esterno, ma posso ricoprire anche il ruolo di trequartista o di seconda punta in base anche alle necessità del mister. Mi metto quindi a disposizione anche se principalmente sono un attaccante esterno”.

SENSAZIONI – “Le sensazioni che ho provato da quando sono arrivato sono sicuramente belle e positive. Abbiamo un grande staff, un grande mister, un gruppo forte e competitivo che sicuramente deve lavorare tanto, ma che ha tanta voglia di rivalsa. Da qui alla fine abbiamo 19 finali e dovremo cercare di vincerle tutte, anche se poi ovviamente potranno capitare delle giornate storte in cui il risultato non sarà quello che vorremmo. Dovremo dare tutto in ogni singolo momento in cui sarà messo piede in campo, tutti noi 25 giocatori”.

BAGAGLIO D’ESPERIENZA – “Dalle mie esperienze mi porto dietro tanto perché sono passato per tante società ambiziose: Torino, Bologna, Reggina, Venezia e Parma che mi hanno dato tantissimo e mi hanno aiutato molto a diventare uomo. Quindi le ringrazio tutte per le opportunità che ho avuto, ma ora sono alla SPAL e farò di tutto per dimostrare al direttore e al presidente che hanno fatto la scelta giusta. Io mi metto a disposizione del mister, spero che mi faccia giocare già dalla prossima anche se poi è giusto che faccia lui stesso delle scelte. Penso che in uno o due settimane sarò completamente a disposizione per giocare anche 90 minuti”.

PERIODO POST INFORTUNIO – “La mia situazione è stata un po’ più particolare rispetto a quella di Bassoli. Io vengo da un anno e mezzo in cui sono stato completamente fuori per infortunio e sono tornato a giocare a gennaio dell’anno scorso (2023) grazie alla chiamata del Pordenone. Sono stati sei mesi di ripresa abbastanza difficili dopo questo lungo periodo di inattività. È stato difficile risollevarsi dall’infortunio in quanto la diagnosi è stata molto grave, molto più di quello che mi aspettavo. Però come mi hai insegnato il mio secondo papà Sinisa (Mihajlovic, ndr) se cadi sette volte non devi rialzarti otto, bensì dieci volte. Quindi lo ringrazio ancora per tutto quello che ha fatto per me”.

“Purtroppo quest’estate ho dovuto anche fare un post sui social in quanto continuavo a sentire direttori che parlavano con il mio agente e dicevano che non potevano prendermi perché non stavo bene fisicamente. Ho dovuto ribadire che stavo bene e per questo mi sono proposto a più squadre per allenarmi qualche giorno. Ho sempre detto che solamente una volta verificata la mia integrità si sarebbe poi eventualmente parlato di un contratto. Se non fossi piaciuto a livello tecnico sarebbero stati liberissimi di mandarmi a casa. Ad oggi sto bene, l’infortunio è passato, tanto che mi sono allenato prima due mesi a Pesaro e poi ho avuto l’opportunità di venire a Ferrara grazie alla chiamata del direttore Fusco. Oggi sono felicissimo di essere qui e voglio fare le fortune di questo club. Se sono qui è proprio perché sto bene e sono pronto a dimostrarlo al direttore e al presidente”.

SOCIETÀ – “La SPAL è una società forte con delle strutture pazzesche. Il club ha tanta voglia di rivalsa e soprattutto di ritornare ad alti livelli come lo voglio fare io. Abbiamo fatto un matrimonio in due e siamo contenti entrambi di aver firmato questo accordo. Negli anni di serie A c’era stata la possibilità di venire qui, ma poi non se n’è fatto nulla perché ero di proprietà del Torino e volevo rimanere a giocarmi le mie carte con quella maglia”. 

LAVORO – “Stiamo lavorando tanto in vista della ripresa perché ci sono stati i giorni di vacanza. Adesso siamo concentrati sull’importante partita del 6 gennaio a Pesaro. Principalmente stiamo lavorando con il 433, ma ci sono anche altri moduli che possiamo utilizzare a gara in corso e che in settimana proviamo. Dobbiamo solo lavorare bene e il mister sicuramente ci darà una grossa mano in questo”.



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