La stagione regolare della SPAL si è chiusa con l’obiettivo sfumato della promozione in serie D. La serie positiva delle ultime dieci giornate ha portato a mettere un po’ d’ansia al Mezzolara ma non è bastato e ora si apre la delicata fase dei playoff.
Il primo ostacolo per la formazione di mister Parlato si chiama Young Santarcangelo, che quasi in parallelo con i biancazzurri è riuscita a uscire dalla zona playout e guadagnarsi un posto nei playoff nell’arco di pochi mesi. Per comprendere meglio il momento più che positivo dei romagnoli abbiamo fatto due chiacchiere con il direttore sportivo Luca Scattolari.
Domenica lo Young Santarcangelo arriverà al Paolo Mazza per giocarsi la prima gara dei playoff regionali contro la SPAL. In breve, può raccontarci com’è stato questo anno?
“Il primo anno in Eccellenza è stato… allenante. Sono mesi che lo dico ai ragazzi: questa stagione vale veramente tanto dal punto di vista esperienziale, per tutti quanti. Abbiamo tantissimi ragazzi all’esordio in questa categoria, che nel tempo dovevano imparare a convivere con un gruppo importante reduce da numerosi salti di categoria. In tutto e per tutto è stato un anno formativo: siamo molto orgogliosi del risultato finale, ma ancora di più di come lo abbiamo raggiunto. Ci abbiamo sempre creduto e abbiamo lottato con spirito di sacrificio e dimostrato di volerci togliere da una zona di classifica che non ci apparteneva. Il risultato conquistato, poi, assume ancora più significato perché questa squadra, per grande parte del campionato, ha dovuto guardarsi più indietro che avanti. In più ci siamo ritagliati un’altra occasione di giocare al Paolo Mazza in una cornice di pubblico strepitosa”.
Questa squadra ha già affrontato situazioni di questo tipo, che si sono concluse quasi sempre con una promozione. Quali sono gli ingredienti principali per raggiungere questi traguardi?
“Sono gli stessi che in ogni occasione buona cerchiamo di ricordare ai nostri giocatori: i nostri valori sono l’appartenenza, l’ambizione e la passione per il calcio. Questi sono stati gli ingredienti principali che ci hanno permesso di non mollare mai, nonostante la situazione pesante con una posizione in classifica che, con tutta onestà, non sentivamo nostra. Durante la stagione la squadra se l’è giocata con tutti e questo è oggettivo. Tuttavia i risultati non arrivano e questo poteva creare rabbia e frustrazione. In questi casi devi essere in grado di cambiare ritmo e di trasformare l’energia negativa in voglia di vincere. Questo gruppo lo ha fatto, allenandosi in silenzio e con spirito di sacrificio”.
Nel momento più difficile della stagione, quanto hanno inciso il cambio d’allenatore e l’esperienza del blocco vincente all’interno del gruppo squadra?
“Lo zoccolo duro del gruppo è stato fondamentale, perché sebbene questa società sia nata da relativamente poco ci sono dei giovani che sono ormai dei veterani. Quest’ultimi, poi, negli anni si sono trovati a fare sempre dei campionati di vertice e hanno avuto una mentalità vincente che hanno poi trasmesso a tutti. Questa voglia di vincere e di incidere ti aiuta a superare ogni allenamento e a uscire dalle zona paludose in cui abbiamo militato per qualche mese. L’allenatore (Luca Fregnani, ndr) ha portato nuove idee, questo è certo e quindi ci tengo a ringraziarlo. Tuttavia è doveroso dare grande merito ai nostri giocatori e alle persone che hanno lavorato in questi mesi, perché sono estremamente convinto che l’ambiente in cui giochi ti dia tanto. Tutti lavorano a stretto contatto con i ragazzi, senza farsi prendere dall’ansia e trasmettendo la voglia di uscire da un momento negativo, che peraltro riguardava solo i risultati e non le prestazioni”.
I playoff sono arrivati dopo un girone di ritorno strepitoso, che dal pareggio in casa della SPAL ha visto lo Young Santarcangelo ottenere 12 risultati utili su 14 partite. Cos’è cambiato?
“La partita contro la SPAL al Paolo Mazza ci ha dato tanta consapevolezza. Quella gara poi è stata la prima del girone di ritorno, perché quella col Pietracuta è stata spostata causa maltempo. Ci siamo trovati lì e negli spogliatoi ci siamo detti: basta alibi e basta scuse, ora dimostriamo davvero che non ci meritiamo questo posizionamento in classifica. Uscire da quel contesto lì con l’amaro in bocca di aver pareggiato vuol dire tanto e questo ce lo siamo portati dietro per tutto il girone di ritorno. Penso inoltre che tutto faccia parte del percorso, quindi questo momento pessimo ci ha aiutati sicuramente a rialzarci e a conoscere meglio la categoria e noi stessi. Aver disputato tante partite insieme e tanti mesi di allenamenti col gruppo ha permesso di metabolizzare meglio lo spirito di squadra e a stringerci sempre di più”.
A settembre lo Young Santarcangelo si approcciava a questa categoria come neopromossa, ma con l’ambizione di far bene. Si aspettava di ritrovarsi a maggio a giocarsi un’eventuale promozione in serie D contro la SPAL?
“Sugli obiettivi stagionali ci eravamo dati tre step: quello prioritario era mantenere la categoria; il secondo prevedeva di terminare il campionato nella parte sinistra della classifica, mentre l’obiettivo più ambizioso era giocarsi i playoff. Nel consiglio direttivo ci dividevamo tra gli ottimisti, i pessimisti e i realisti, anche se poi questi step sono stati un po’ stravolti dalla velocità con la quale questo campionato è cambiato. Nel giro di un mese siamo passati dal ragionare sull’obiettivo pessimistico a quello ottimistico (ride, ndr.). Io appartenevo al gruppo dei realisti: sapevo che questa squadra era da zone nobili della classifica, e man mano che incontravamo gli avversari io vedevo che i ragazzi riuscivano a regalare delle prestazioni positive. Nel calcio poi, si sa, tutto dipende anche da alcune variabili che non sono controllabili, purtroppo. Per questo bisognava concentrarsi sulla crescita e sulla maturazione dei ragazzi stessi e forse è stato proprio questo cambio di mentalità a portarci maggior leggerezza e concentrazione sulla prestazione stessa. Al termine del girone d’andata, io puntavo al 5°-8° posto posto al girone d’andata. io continuo a tenermi stretto questo gruppo. e fortunatamente è andata bene”.
Così come lo Young Santarcangelo, anche la SPAL ha cambiato passo nel girone di ritorno, arrivando a giocarsi la promozione diretta fino all’ultima giornata partendo da 10 punti di distacco dal Mezzolara. Per lei era prevedibile questo epilogo?
“Ho avuto modo più volte di seguire la SPAL, perché in un paio d’occasioni sono passati per Santarcangelo di Romagna per alcune gare contro il Pietracuta, ma non solo. L’ho sempre vista come una squadra dalle individualità eccellenti, ma piuttosto slegata. C’è da dire però che il cambio d’allenatore, solitamente, toglie alibi dai giocatori e li spinge a giocare meglio. Qui, con l’inserimento di un mister esperto come Parlato, c’è stato un consolidamento del gruppo squadra e una crescita di risultati importante. Sono anni che navigo in queste categorie e nei campionati dilettantistici il girone di ritorno è sempre un altro campionato. Sembra un modo di dire, ma alla fine è vero. Se diamo uno sguardo anche a questo campionato, si è notato come questa classifica è stata contrassegnata da un grandissimo equilibrio , n cui fino alla penultima giornata si poteva decidere praticamente tutto. Tante volte è successo, quindi in un certo senso non mi ha sorpreso”.
Sito ufficiale dello Young Santarcangelo: https://www.santarcangelocalcio.com/
La scheda su Tuttocampo.it: https://www.tuttocampo.it/EmiliaRomagna/Eccellenza/GironeB/Squadra/YoungSantarcangelo/1121978/Scheda
Il profilo Facebook: https://www.facebook.com/FCYoungSantarcangelo
Il profilo Instagram: https://www.instagram.com/fcyoungsantarcangelo/








