foto Rubin

La SPAL vince per 1-0 contro il Medicina Fossatone e archivia la fase regionale dei playoff di Eccellenza. A decidere la gara è stata la rete del migliore in campo, Giuseppe Iglio, su assist di Barazzetta. Al termine del match il tecnico biancazzurro Carmine Parlato è intervenuto in sala stampa per condividere le sue impressioni su quanto visto in campo.

PRESTAZIONE – “Sapevo che il Medicina avrebbe giocato con un baricentro basso: è una squadra che lavora negli ultimi 35-40 metri, con tutti e undici sotto la linea della palla, ed era difficilissimo trovare spazi. I ragazzi sono stati bravi ad avere pazienza. Abbiamo sbagliato qualche passaggio tra le linee, ma andavano provati. Non c’è mai stato il rischio di prendere gol e non era facile. Loro avevano grande densità dentro l’area di rigore, erano almeno 7 o 8, mentre noi attaccavamo in 3 o 4. Erano anche bravi a ripartire, è il loro modo di giocare. Complimenti ai miei ragazzi che sono stati bravi, hanno avuto il self control nella gestione della palla, la capacità di scegliere quando alzare e quando abbassare il ritmo. A volte l’abbiamo fatto bene, altre abbiamo accelerato troppo sbagliando qualche passaggio, è una cosa normale”.

SENIGAGLIESI – “L’ho visto uscire sulle sue gambe, quindi penso stia abbastanza bene. Luca ha sentito una fitta e ci sarà un confronto con lo staff medico nelle prossime ore. Subito dopo l’uscita il dolore sembra essersi attenuato. Il momento è stato delicato per lui. Speriamo non sia nulla di grave”.

INVERSIONE BARAZZETTA-CARBONARO – “Barazzetta si trova meglio a sinistra, essendo un destro che rientra. Il ragazzo però può fare molto di più. Ha giocato poco, nell’ultimo periodo è entrato un po’ più frequentemente, ma è stato infortunato. Sta solo a lui credere nelle sue capacità, deve darsi da fare”.

CONDIZIONE FISICA – “Non mi preoccupa, abbiamo un bravo preparatore atletico. Credo che sia un insieme di fattori. Questi ragazzi stanno pedalando da quando sono arrivato io e l’hanno fatto pure nei mesi precedenti. Hanno bisogno di riposare e ricaricare le batterie in vista della partita successiva. Sono tutte partite con un dispendio di energie superiore alla media. Il fatto di giocare e costruire a differenza loro che hanno tenuto il baricentro basso ripartendo in 3 o 4 porta a un dispendio di energie per tutti e dieci i giocatori di movimento. Ho a che fare con dei professionisti che si allenano bene, riposano e mangiano bene e non sono preoccupato”.

REAZIONE ALL’INTERVALLO – “I primi 45’ li abbiamo fatti bene, ma non c’erano proprio spazi. Voi vedevate questo giro palla da destra a sinistra, però volevamo giocare in avanti. Solo che loro erano bravi, hanno questo modo di giocare. Dovevamo essere più veloci a giocare la palla tra le linee, è capitato a Prezzabile, ma non puoi avere un ritmo forsennato”.

INGRESSI DALLA PANCHINA – “Devo fare i complimenti a chi entra dalla panchina. Sono tutti importanti, anche chi gioca un solo minuto. È da un po’ di partite che chi entra, per atteggiamento, è come se giocasse dall’inizio. È questo che voglio, servono tutti. Chi va in panchina ci va perché vengono fatte scelte di continuità, ma c’è bisogno immediatamente dell’altro perché può capitare un infortunio o qualunque altro evento che richiede un subentro”.

PREVEDIBILITÀ SENZA SENIGAGLIESI – “C’è senz’altro una differenza, noi abbiamo visto sempre Luca in campo ed è il classico giocatore che ti crea superiorità numerica. È venuta meno questa sua caratteristica con l’infortunio e ci siamo dovuti adattare con un’altra caratteristica con meno tempo a disposizione. Barazzetta è entrato, ma ho dovuto sostituirlo perché avendo avuto l’infortunio che l’ha tenuto fuori due mesi non aveva troppi minuti nelle gambe”.

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