foto Cristiano Pedriali

Termina al Rubens Fadini di Giulianova la corsa alla serie D per la SPAL. Con una delle prove più deludente in una dalle atmosfere più calde della stagione, gli uomini di mister Parlato si arrendono ad una Santegidiese che non rinuncia ad attaccare e a fare gioco già dai primi minuti. Sono ora d’obbligo riflessioni su quello che è l’operato della dirigenza e della direzione tecnica e sportiva, viste le ambizioni di ripartenza immediata con cui ci si aspettava che la SPAL avrebbe affrontato la stagione.

VOTO DI SQUADRA 4 – Peggior approccio alla partita probabilmente non ci poteva essere. Ci si aspettava una SPAL cattiva e che mettesse le cose in chiaro dopo l’epilogo di sette giorni prima e invece ci si è ritrovati di fronte a una Santegidiese che ha attaccato dal primo minuto con organizzazione e insistenza. Una sola vera e propria occasione da gol creata attraverso la manovra non può essere abbastanza per una squadra che aveva l’obbligo di ribaltare la sconfitta subita in casa. Nella seconda frazione, con Carbonaro al posto di Piccioni e Barazzetta a sostituire un Malivojevic totalmente fuori dal gioco, la squadra è parsa in grado di poter creare più pericoli, ma ormai il cambio tattico è arrivato quando lo svantaggio era doppio e la Santegidiese poteva pensare esclusivamente a difendere.

LUCIANI 7 – Incolpevole sul gol di Del Cason che si infila sotto l’incrocio dei pali. Attento invece nelle occasioni per gli abruzzesi con almeno un paio di interventi decisivi, su tutti quello sul bel diagonale di Mastrilli a inizio ripresa.

IGLIO 5 – Solita spinta sulla destra, ma la SPAL sembra affidarsi fin troppo alla sua capacità di corsa. Arriva infatti spesso in zona trequarti in evidente difficoltà e senza quel guizzo necessario a creare pericoli. La quantità c’è, la qualità un po’ meno. Sarebbe servita.

DALL’ARA 5,5 – Gli avversari arrivano da tutte le parti e mette pezze qua e là. Poca fortuna quando si lancia in avanti per i calci piazzati.

CASELLA 5,5 – Si perde Idoyaga che impegna Luciani al 13’ finalizzando in corsa una ripartenza della Santegidiese. Prende sicurezza con il passare dei minuti, quando la Santegidiese aspetta la manovra della SPAL e si concentra sulle sole ripartenze.

MAZZALI 4 – Buco su Idoyaga e pochi minuti dopo è il principale responsabile della palla spazzata male che finisce sui piedi di Dal Cason. Troppo timido anche in sovrapposizione offensiva dove sembra dare l’idea di poter mettere in difficoltà il diretto avversario.

RICCI 4,5 – Sorpreso in occasione del gol di Del Cason, visto che si aspettava la spazzata del compagno. Nervi tesi ad inizio ripresa quando discute animatamente con diversi avversari ad ogni offensiva della Santegidiese. Non riesce ad incidere come ci si aspetterebbe (dal 16’ s.t. PREZZABILE 5,5 – Inserito per aumentare un po’ il dinamismo e coinvolgere maggiormente la mezzala nella manovra, tenta di verticalizzare e dialogare con Moretti e Carbonaro. Nessuna iniziativa degna di nota).

MAZZA 4,5 – Più impreciso del solito, soprattutto nel primo tempo. Un pochino meglio nel secondo tempo solo perché la Santegidiese decide di gestire. Malissimo anche sui calci piazzati.

MALIVOJEVIC 3 – Poteva essere la carta a sorpresa con cui levare riferimenti alla Santegidiese, è stato un fantasma che vagava spaesato per il campo del “Fadini” (dal 1’ s.t. BARAZZETTA 5,5 – Il gioco si sviluppa prevalentemente sulla corsia destra e il suo apporto ne risente inevitabilmente, ma la sensazione è che quella di avere un esterno brevilineo e più rapido potesse essere la soluzione migliore per favorire la manovra offensiva).

COZZARI 5 – Come tutti i compagni di reparto dà l’impressione di soffrire l’iniziale disposizione della SPAL, trovandosi spesso fuori posizione. Cresce con il passare dei minuti e con il progressivo ritmo calante degli avversari, ma il suo apporto è insufficiente (dal 36’ s.t. MAMBELLI ng – Pochi minuti per provare a dare nuove energie alla squadra per l’assalto finale).

MORETTI 5 – La sua velocità è l’arma con cui potrebbe fare male ai possenti centrali degli abruzzesi, ma finisce per soffrire Scognamiglio, che da subito si impone fisicamente (con le buone e con le cattive). Meglio nella ripresa con compagni di reparto più propensi agli scambi palla a terra. Iovino gli toglie la gioia del gol con un gran intervento a metà ripresa, nel momento migliore della SPAL.

PICCIONI 3 – Non riesce ad imporsi nelle palle alte, in cui sarebbe stato utilissimo per completare le caratteristiche del compagno di reparto. Un po’ approssimativo e compassato nelle rarissime incursioni in area di rigore avversaria (dal 1’ s.t. CARBONARO 6 – Segna al primo minuto della ripresa, partendo però in posizione irregolare (dubbia), e c’è il suo zampino nella traversa colpita al minuto 89’. Il suo apporto è costante per tutto il secondo tempo. L’ultimo ad arrendersi, quantomeno).

PARLATO 5 – No Senigagliesi, no party. La formazione iniziale non riesce a reggere l’impatto di una Santegidiese brillante sin dai primi minuti, con diversi giocatori che faticano a trovare i rispettivi posizionamenti. Confusione tattica che si rispecchia inevitabilmente anche nel gioco, con la SPAL che non crea una singola occasione in tutti i primi 45 minuti. Meglio nella ripresa, quando però la Santegidiese abbassa i ritmi e la SPAL produce comunque troppo poco per pensare di poter rientrare in partita. E adesso?

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