foto Rubin

Un’altra possibilità, per fare le cose al meglio e con i tempi giusti. Questo chiedono ai tifosi i dirigenti dell’Ars et Labor Ferrara impegnati in questi giorni nella pianificazione della stagione 2026/2027. Con le voci su un possibile cambio di proprietà che ormai sembrano essere definitivamente diradate, nei corridoi del centro “G.B. Fabbri” si sente parlare di giocatori, gironi, possibile ripescaggio, temi gestionali. E per non dare l’idea di essere ferma la società ha convocato un punto stampa di carattere informale per mettere attorno al tavolo i cronisti locali e tre dei suoi principali referenti: Bruno Pradines (direttore generale), Sandro Federico (direttore sportivo) e Carmine Parlato (allenatore). Assente il presidente Andrés Marengo, già rientrato in Argentina.

BILANCIO GENERALE
La cornice dentro la quale si muove l’Ars et Labor Ferrara è quella della normalizzazione. Ossia l’idea che della stagione 2025/2026 in Eccellenza non sia tutto da buttare e che in fin dei conti non si possa parlare apertamente di fallimento del progetto argentino, ripartendo da una solida base. Le argomentazioni esposte stanno nelle attenuanti della partenza ritardata e degli scarsi margini di manovra per la costruzione della squadra hanno pesato. Anzi, c’è la convinzione di non aver fatto poi così male perché il bersaglio grosso (la promozione in serie D – in teoria l’obiettivo minimo) alla fine è rimasto lontano solo due punti. A questo si aggiunge la convinzione di essere stati colpiti da eventi sfortunati e torti arbitrali, soprattutto nel doppio playoff con la Santegidiese. L’ammenda per la scelta improvvida di Di Benedetto (“fortemente voluto dalla proprietà“) e la sua tardiva sostituzione con Parlato sono sostanzialmente inserite nella categoria “acqua passata”. Pur essendoci frustrazione e piena comprensione per la rabbia dei tifosi, viene chiesta pazienza perché ora c’è finalmente tutto il tempo di programmare una stagione vincente.

EQUILIBRIO DI GESTIONE
In via Copparo viene rivendicato il lavoro svolto negli ultimi 12 mesi per strutturare da zero una società nata dalle macerie e a questo tema si lega una riflessione sulla gestione. L’impalcatura è: anche solo essere la SPAL costa tanto e non tutte le risorse possono essere destinate alla squadra e agli eventuali ritocchi in corso d’opera. Perché, sostiene il dg Pradines, la proprietà ha sborsato di tasca propria all’incirca il 50% di un budget superiore ai 2 milioni di euro (compreso il contributo a fondo perduto per la LND) ed esporsi eccessivamente significa farsi del male sul medio-lungo termine. Al momento però non c’è un bilancio liberamente consultabile dalla stampa per corroborare queste cifre e ispezionare le varie voci. Forse verrà messo a disposizione nel futuro: sull’argomento l’ultima parola spetta a Marengo. Pradines e Federico hanno sottolineato gli sforzi fatti per ricostruire da subito il settore giovanile e l’imminente riavvio anche del settore femminile. Così com’è sotto gli occhi il lavoro in corso proprio in questi giorni per ripristinare il campo sintetico del “G.B. Fabbri” che aspettava un intervento di manutenzione da svariati anni. Pradines ha comunque confermato che i numeri per la stagione 2026/2027 non saranno molto diversi.

RIPESCAGGIO
La documentazione per la domanda di ripescaggio è in via di preparazione e verrà presentata entro la fine del mese, di sicuro molto prima della scadenza dell’8 luglio. Federico ha chiarito che i 50mila euro del contributo straordinario tornerebbero nelle casse della società nel caso in cui il ripescaggio non dovesse avvenire. La sensazioni in via Copparo sono all’insegna del cauto ottimismo, perché se è vero che in serie C c’è stata una sola defezione ufficiale (quella della già fallita Ternana), è altrettanto risaputo che i controlli Covisoc potrebbero anche riservare sorprese e in serie D ci saranno diverse situazioni da valutare attentamente a causa delle ristrettezze economiche che certe piazze si ritrovano a fronteggiare. Se ne saprà di più tra il 10 e il 12 luglio, quando la LND inizierà a rendere noto il quadro delle iscrizioni. Pradines ha comunque anticipato che l’eventuale acquisizione del vecchio marchio SPAL, anche in tempi brevi, non dovrebbe modificare il punteggio che la LND attribuirà all’Ars et Labor perché tutto ruota attorno al numero di matricola federale. Tuttavia la riappropriazione del marchio (attraverso la collaborazione col Comune di Ferrara) viene ritenuto un passaggio fondamentale per rafforzare la società.

SQUADRA
Parlato vuole ripartire dalle certezze. Quindi da 10-12 giocatori considerabili titolari reduci dall’ultima stagione, che in molti casi hanno già dato disponibilità a rimanere, al di là dei dettagli contrattuali. Il tecnico ha specificato di “voler cambiare il meno possibile“, inserendo al tempo stesso almeno mezza dozzina di volti nuoviper rinforzare l’organico a livello tecnico e caratteriale“. La strategia è chiara: ritrovarsi attorno al 20 luglio per l’inizio della preparazione atletica con un gruppo parzialmente già formato e nel quale andranno inseriti giocatori dalla mentalità operaia, quindi con una particolare attenzione alla fame agonistica e alla voglia di mettersi in mostra con la maglia biancazzurra. Molto probabilmente ci sarà un ringiovanimento generale per avere – testuali parole – una squadra “un po’ più tosta e ignorante, soprattutto in trasferta“. Verosimilmente l’impostazione tattica rimarrà quella del 433 ed  è sulla base di questa disposizione che si sta muovendo il ds Federico alla ricerca degli elementi giusti. Diversi contatti sono già stati presi da settimane, in tempi brevi potrebbero anche arrivare degli annunci. Può essere già considerata certa la separazione dal portiere Luciani (2006), che si trasferirà al Copparo 2015 in Promozione. Giacomel invece dovrebbe rimanere in forza del contratto biennale stipulato nell’estate 2025.

OBIETTIVI
Federico e Pradines hanno chiaro che nella stagione 2026/2027 il margine d’errore sarà pari a zero, ossia che nel caso il campionato fosse ancora quello di Eccellenza non potranno essere attenuanti di alcun genere per non essere davanti a tutti nel mese di maggio. Preferibilmente con un vantaggio molto consistente già accumulato nella prima parte di stagione. Parlato stesso è determinato a mettere insieme un gruppo in grado di dimostrare la sua superiorità fin da subito, a prescindere dalla collocazione geografica. Non è infatti scontato che l’Ars et Labor prosegua la sua esperienza nel girone B visto lo spostamento dell’asse regionale sulle squadre della Romagna. Resta da capire quale delle società dell’area di Bologna e Ferrara verranno “spostate” nel girone occidentale. L’Ars et Labor ritiene di poter essere una di queste.

ABBONAMENTI
La campagna abbonamenti 2026/2027 partirà nella seconda metà di luglio e non dovrebbe riservare enormi differenze di prezzo rispetto all’estate precedente. La società sta comunque studiando alcune agevolazioni.

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