Osvaldo Bagnoli si è spento all’età di 91 anni a Verona, la città che lo aveva adottato dopo la straordinaria impresa dello scudetto con l’Hellas nel 1985. L’allenatore, originario di Milano, ebbe una gran bella carriera anche da giocatore e rappresentò una delle tante brillanti intuizioni di mercato di Paolo Mazza. Bagnoli arrivò alla SPAL nel 1964 dopo la retrocessione in serie B e diede subito un ottimo contributo per l’immediata risalita con 5 gol in 34 presenze. Restò per altri due anni in serie A, segnando altre 5 reti nella stagione 1965/66 e 2 in quella 1966/67. Un gol in particolare è rimasto negli almanacchi per la sua importanza: Bagnoli fissò il punteggio sul 2-2 in un Brescia-SPAL del 1966, completando una rimonta fondamentale per assicurare la salvezza.
Nel 2015 Bagnoli venne intervistato da Arnaldo Ninfali e spese parole molto belle per la SPAL e rispetto all’esperienza ferrarese in generale: “A Ferrara c’era una tifoseria calorosa che ci dimostrava un grande affetto. Devo dire che da parte mia quell’affetto era ricambiato, tanto che si può dire che ero innamorato della SPAL. Questo perché la SPAL mi aveva permesso di avvicinarmi a casa, cioè a Verona, città di mia moglie. Vi ero arrivato da Catanzaro, un’altra squadra di serie B. Così quella promozione ebbe per me, come professionista, un sapore speciale, perché mi faceva ritrovare quella serie A in cui non militavo dal 1958, anno in cui ero retrocesso col Verona. E poi, in quegli anni, fare parte della SPAL di Mazza era un onore, perché era una società che si faceva rispettare, in campo e fuori. Quando arrivava una chiamata da una piazza così, ci si andava di corsa. Anche perché aveva giocatori di prim’ordine: uno fra tutti – come si fa a non ricordarlo? – era Oscar Massei“.
“Alla SPAL sarei tornato più che volentieri, perché a Ferrara ero stato bene. È una città che mi ha lasciato ricordi indelebili. Amici come Capello, Reja, Pasetti e tutti i giovani del vivaio di Mazza che si sono messi in luce ad alti livelli. Non si dimenticano facilmente. Come non si può dimenticare Massei, un ragazzo eccezionale dentro e fuori dal campo; e Muzzio, col quale era nata una vera, profonda amicizia. Purtroppo se n’è andato troppo presto, poveretto“.
Bagnoli in versione allenatore fu spesso avversario della SPAL tra il 1976 e il 1982 con Como, Cesena ed Hellas Verona. Il record è di tutto rispetto: 6 vittorie e 6 pareggi tra campionato di serie B e Coppa Italia. La sua carriera terminò a 1994, a neanche sessant’anni, senza rimpianti.
“Nella mia carriera di allenatore sono stato esonerato due volte: la prima all’inizio di carriera, dalla Solbiatese; la seconda all’ultimo, dall’Inter. Il mio impegno coi nerazzurri terminò a marzo del 1994, avevo cinquantanove anni allora, e così, stando a casa con la famiglia, ha cominciato a piacermi il fatto di non avere più l’obbligo dei ritiri, degli allenamenti e compagnia bella. E mi sono detto che potevo anche smettere, e così ho fatto. Poi il calcio ho cominciato a guardarlo con gli occhi soprattutto dell’appassionato. Ed è chiaro che, per ovvi motivi, la mia simpatia vada soprattutto al Verona”.










