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Strette di mano, ampi sorrisi, battute, ringraziamenti. La presentazione di Joseph Portelli come nuovo proprietario e presidente della SPAL (formalmente Ars et Labor Ferrara) è stata piena di queste cose. L’imprenditore maltese, impegnato in una full immersion ferrarese di tre giorni, ha parlato per circa un’ora in conferenza stampa allo stadio “Paolo Mazza”, proseguendo poi con chiacchiere assortite nella successiva ora di aperitivo, che peraltro lo ha visto protagonista di un simbolico taglio di una torta in compagnia di… Simone Colombarini.

L’ex patron era in platea assieme ad altri imprenditori che sostengono materialmente la SPAL in qualità di sponsor ed è stato chiamato in causa –  anche nel botta e risposta tra i cronisti e i nuovi arrivati, soprattutto quando Portelli ha menzionato esplicitamente il desiderio di riportare la squadra in serie A nel giro di sei anni. Un auspicio, non una promessa. Ma comunque un’affermazione forte al secondo campionato di Eccellenza consecutivo, con l’obiettivo minimo di salire di categoria.

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La conferenza stampa è iniziata in perfetto orario, condotta da Federica Lodi, la nota giornalista ferrarese in forza a Sky Sport. Accanto a lei Portelli e ovviamente anche Marcel Bonnici, amministratore delegato del club e uomo di riferimento per tutta l’operatività. Dietro ai tre un’immagine aerea dello stadio “Paolo Mazza” e uno slogan: “Un futuro insieme – Passione, fiducia, ambizione”.

PRESENTAZIONE – Il neo presidente ha presentato la sua figura e quella di Bonnici: “Io e Marcel ci conosciamo perché eravamo presidenti di due squadre a Gozo. Dopo abbiamo deciso di metterci in gioco con un club più grande come l’Hamrun Spartans. Lui è diventato il CEO (amministratore delegato) e in sei anni abbiamo vinto quattro scudetti. Non era facile. In più siamo andati in Conference League, una cosa mai successa in 125 anni di storia del calcio maltese. Ora siamo qui per una nuova sfida”.

L’amministratore delegato ha poi voluto sottolineare la grande passione calcistica di Portelli: “Lavoriamo sempre con umiltà, rispetto e impegno. Personalmente non conosco nessuno che ami il calcio come Portelli. E per lui i tifosi sono tutto. Mentre stavamo trattando la SPAL ha visto il video della curva in Eccellenza e si è convinto definitivamente di voler investire qui. Si lascia trasportare dall’entusiasmo delle persone. Mentre io sono più razionale”.

Il presidente ha aggiunto: Io voglio sempre guardare la partita dalla panchina perché sono stato un giocatore e ho dovuto smettere presto. Ero giovane e sono diventato padre a 18 anni. Non avevo soldi e quindi ho cominciato a lavorare in un negozio. Stare in panchina in mezzo ai giocatori mi fa vivere il calcio dove ci sono più emozioni”.

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OBIETTIVI – “Dobbiamo assolutamente cogliere l’obiettivo della serie D. C’è pressione e ci ritroviamo a fare le cose in tempi ristretti, ma accettiamo queste difficoltà. Veniamo qui con passione e per fare qualcosa di grande. Ma per riuscirci servono le vittorie, quindi sappiamo di dipendere dai risultati. Gli obiettivi sono chiari: dove vado io voglio vedere vincere, non vivacchiare a metà classifica. Ci sarà un budget per farlo, ma i soldi non sono l’unica componente determinante. Se tutto andrà bene faremo sei anni per andare dall’Eccellenza alla serie A. Questo è il nostro obiettivo. Penso sia possibile, faremo del nostro meglio per riuscirci. A Malta l’abbiamo fatto. Quando presi gli Spartans dissi che non volevo vincere solo il campionato e infatti siamo andati in Europa, facendo una cosa mai riuscita agli altri. Se invece a un certo punto mi accorgerò di non essere in grado, me ne andrò”.

ACQUISTO DEL CLUB – “Abbiamo perso quasi due mesi con gli argentini per comprare il club e ora c’è pochissimo tempo per fare le cose come vorremmo. Sette o otto mesi fa ho iniziato a cercare una squadra italiana per fare il passo successivo del mio percorso. La SPAL è sempre stata tra le prime nella lista, ma a quel tempo non era in vendita da parte dei precedenti proprietari e abbiamo cercato altre società. Quindi abbiamo visitato altri cinque o sei posti. In tanti casi le società sarebbero state cedute gratuitamente. Spesso sulla stampa ci hanno anche attribuito delle trattative che non erano ancora state iniziate formalmente. Avevamo quasi chiuso con un club (la Nocerina, a febbraio – ndr), quando poi Marcel mi ha avvisato del fatto che la SPAL era in vendita. Quindi siamo venuti qui per incontrare gli argentini: gente non facile. Ho dovuto pagare 2 milioni per prendere il controllo, molti più soldi di quanto fosse l’effettivo valore del club. Gli argentini non mi hanno mostrato molto rispetto nella trattativa, ma adesso siamo qui”.

Sulle difficoltà nella trattativa con gli argentini: “Ci siamo ritrovati con contratti fatti all’ultimo di cui non sapevamo niente. Non voglio dare troppi dettagli, anche perché non voglio altri problemi. Però ci hanno fatto soffrire per niente. Hanno fatto un profitto di almeno 1 milione di euro. Ma hanno lasciato anche altri problemi. Uno degli argentini voleva vendere (Molinari – ndr), l’altro no (si riferisce a Marengo – ndr)”. 

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BUDGET – “Non darò numeri sul nostro budget stagionale. A Malta gli altri spendevano meno di un milione, noi abbiamo speso più di 2 milioni. Ho detto fin da subito: se non sono capace e vedo la mia squadra stare ferma lì so di dovermene andare. Ma vi dirò sempre la verità. Con gli Spartans siamo cresciuti progressivamente di anno in anno. Anche qui speriamo che i risultati parlino per noi”.

CALCIOMERCATO E COMPOSIZIONE DELLA ROSA – Portelli ha sottolineato le difficoltà nel costruire una rosa di alto livello considerate le tempistiche molto ridotte: “Non è una scusa, ma siamo partiti con grande ritardo. Nonostante questo vogliamo fare bene. Abbiamo preso giocatori di categoria superiore, solo uno viene dall’Eccellenza. Oggi non facciamo nomi di altri giocatori, ma ne abbiamo due pronti da chiudere nelle prossime 48 ore”.

Sull’argomento è poi intervenuto anche Bonnici: “Vogliamo farci conoscere per i fatti, non con gli slogan. Lavoreremo in silenzio perché abbiamo fiducia nelle nostre competenze e i nostri mezzi. Abbiamo dei consulenti che ci accompagnano da quattro anni, quindi abbiamo una dinamica interna già consolidata. Ora la priorità è completare la rosa”.

In questo passaggio è stato toccato anche l’argomento del mancato rinnovo di Luca Senigagliesi. Portelli ha commentato l’addio dell’esterno: “Senigagliesi aveva un contratto già alto e voleva più soldi! All’Hamrun i giocatori prendono quasi tutti 5mila euro netti al mese, ma ce n’era uno che abbiamo pagato 10mila e questo ci ha fottuto la squadra. Sono saltati gli equilibri interni. In serie A o serie B può essere comprensibile avere grosse differenze di contratto tra i giocatori. Ma qui non ha senso”.

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ETÀ MEDIA – Su questo tema è intervenuto Bonnici: “Nel calcio non c’è nessuna correlazione tra l’età media e i risultati. Si può fare bene o male in qualunque caso. La maglia della SPAL sicuramente pesa, ma la gestione della pressione dipende dalla personalità, non dall’età. La caratteristica numero uno che cerchiamo è la fame di giocare con la nostra maglia. Se viene un giocatore che parla di soldi come prima cosa non ci siamo. Vogliamo invece vedere ambizione e orgoglio”. 

MODELLO SPARTANS E SINERGIA TRA I CLUB – Portelli ha illustrato il modello societario innovativo portato a Malta: “Quando siamo arrivati lì il modello gestionale era quello del comitato direttivo. Noi abbiamo deciso di cambiare le modalità per avere un’impronta più professionale e con orgoglio abbiamo dato l’esempio per tutti gli altri club di Malta, che si sono rapidamente adattati. Questa è la conferma della bontà delle nostre scelte. Il livello del calcio a Malta è di bassa serie C, quindi ci sono giocatori degli Spartans che potranno dare un contributo qui. Già ora la squadra è forte, ma siamo aperti ad altri interventi”. 

RAPPORTO CON I TIFOSI – Uno dei fattori principali che hanno convinto l’imprenditore a rilevare la SPAL è sicuramente il sostegno popolare che la squadra riesce a generare. Tiene banco anche il tema della separazione con Luca Pozzoni, figura fondamentale nei rapporti tra società e tifosi. Portelli ha speso parole anche su questo argomento: “Se i tifosi si stufano di noi siamo fuori perché io resto dove ho il piacere di restare e sento di poter dare qualcosa. Sappiamo di aver causato una ferita lasciando fuori una persona (Luca Pozzoni, ndr) ma siamo qui per fare le cose per bene. Ci tengo a creare una legame molto saldo con i tifosi. Sappiamo che è una decisione difficile, ma vogliamo essere noi direttamente ad avere i rapporti con il tifo. Non vogliamo figure intermedie. Voglio comunicare io direttamente. Infatti ieri ho avuto un incontro a questo proposito. Spero poi che col tempo la gente si accorga della bontà delle nostre idee”.

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Il presidente ha appunto incontrato i tifosi nella serata di lunedì e si è soffermato sul prezzo degli abbonamenti: “Con i tifosi ho discusso dei prezzi degli abbonamenti, spiegando che aspettative ho in termini di numeri. Nella scorsa stagione l’abbonamento in curva era di 130, ma avremo due partite a porte chiuse. Ho proposto 100 euro perché voglio la gente allo stadio. Faremo anche agevolazioni per i bambini e le famiglie, perché sappiamo che per un nucleo familiare può essere costoso essere alle partite“.

PRESENZA DELLA SOCIETÀ – Portelli ha anche sottolineato come voglia essere più presente possibile in prima persona: “Si gioca ogni settimana e ovviamente vorrei provare a esserci per tutte le partite. Conto di esserci nel 75% o 80% delle occasioni. Marcel invece passerà molto più tempo qui. Ma ci sarà anche il nostro responsabile finanziario Eric. Quindi ogni 15 giorni ci sarà qualcuno di base a Ferrara, ma resteremo sempre aggiornati giorno per giorno“.

DIRETTORE SPORTIVO – Nell’organigramma societario per la nuova stagione manca però una figura, il direttore sportivo. Si è parlato del possibile ritorno di Antenucci, ma alla fine si è trattato di un nulla di fatto. Bonnici ha parlato così dell’argomento: “Rispettiamo il passato del club, che sia glorioso o meno, quindi tutti quelli che hanno contribuito alla gestione della SPAL. Personalmente ho parlato con Antenucci: persona competente, appassionata e che rappresenta i valori della SPAL. Ho trovato un professionista serio e intelligente. Era mio dovere parlarci, come ho fatto con altri personaggi del passato (es.: Walter Mattioli – ndr). Detto questo pensiamo che in Eccellenza possiamo fare a meno del direttore sportivo e affidarci a consulenti tecnici con cui abbiamo un rapporto consolidato e grazie ai quali abbiamo colto dei risultati. Abbiamo fiducia in loro e penso che il tempo sia galantuomo“.

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LEGAME CON LA CITTÁ – L’ultimo tema affrontato in questo incontro è stato il rapporto che la nuova società avrà con la città di Ferrara e con gli sponsor. Portelli ha commentato: “Sicuramente gli sponsor sono importanti per il club e conto di incontrare i rappresentanti. L’obiettivo quest’anno è fare 500mila euro di raccolta dagli sponsor. Nella scorsa stagione erano 800mila ma c’erano accordi che non mi convincevano. Siamo fiduciosi su questo”.

Bonnici ha poi aggiunto: “Stiamo gestendo il club ma i ferraresi devono essere protagonisti. Noi siamo degli umili servitori, ma la SPAL è della gente. Vorremmo che i tifosi facessero tutto quello che possono fare nel loro piccolo per sostenerci, anche solo col loro entusiasmo”.

Infine il presidente ha descritto l’incontro avvenuto nella mattinata di martedì 28 luglio con il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: “Ho incontrato una grande persona e per me è fondamentale che Fabbri sia dalla nostra parte. Gli piace il calcio e anche questo è un aspetto importante. Siamo entrambi uomini semplici, a cui non piace stare in camicia tutto il tempo (ride, ndr). Ci siamo detti di collaborare il più possibile e gli ho chiesto di stare vicino alla SPAL quando ci saranno eventuali momenti difficili. Abbiamo condiviso tante idee”.

ha collaborato Alessandro Orlandin

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