foto Rubin

Nella quarta e ultima amichevole del proprio precampionato, la SPAL pareggia 1-1 contro il Cittadella Modena: un test impegnativo e contraddistinto da un buon agonismo, nel quale entrambe le squadre hanno cercato di non sfigurare e in cui anche la condizione atletica dei biancazzurri è sembrata essere in miglioramento.

Per la gara contro i modenesi (settimi classificati nella passata stagione nel girone D di serie D), Parlato manda in campo i suoi con il consueto 4-3-3. In porta confermato Viscovo, linea difensiva con Cervoni basso a destra e Mazzali sulla corsia opposta, con il capitano Dall’Ara e Zucchini come centrali, a centrocampo Mazza perno centrale con Ricci e Monza ai suoi fianchi, mentre in attacco Aliù è stato il riferimento principale con De Grazia e Valenti a muoversi sugli esterni.

In avvio di partita, e tendenzialmente lungo tutto il corso del primo tempo, i modenesi (schierati con il 3-4-2-1) hanno cercato di imporre il proprio ritmo tramite dei fraseggi rapidi per attivare la ricerca della profondità e non disdegnando di contrastare con vigore, a volte troppo per gli standard di un’amichevole. La SPAL ha impiegato una decina di minuti per prendere le misure a un avversario forte e ben messo in campo, cercando soprattutto di tenere le giuste distanze in verticale e orizzontale,  ottimizzando i movimenti in pressione e i raddoppi in zona palla. Ne è scaturito un primo tempo combattuto e vivace, nel quale pure senza registrare occasioni clamorose da rete, si è potuta apprezzare una certa solidità difensiva, con la linea che si è mossa con compattezza e non ha sofferto gli sviluppi sulle corsie esterne del Cittadella Modena. Anche il supporto dei centrocampisti e degli esterni di attacco alla fase di non possesso è stato positivo, riuscendo quindi a limitare la pericolosità offensiva degli avversari.

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Nella seconda frazione di gioco l’andamento della partita è cambiato e la SPAL si è fatta preferire agli avversari: gli ingressi di Molossi, Caparros, Montanaro, Ruffo, Foresta e Alonzi hanno contribuito ad aumentare i giri della squadra. Se già nel corso del primo tempo la SPAL ha cercato di tenere una pressione alta con la linea difensiva, nella ripresa il maggiore dinamismo della linea mediana ha aumentato l’efficacia, garantendo una maggiore (e più precisa) gestione delle seconde palle che si è presto tramutata in interessanti sviluppi sulle corsie esterne. Ruffo e Valenti si sono fatti apprezzare per qualche cross in area e il portiere Mantini si è messo in mostra con almeno un paio di interventi non banali. Il gol del Cittadella Modena (all’unica vera occasione creata nei secondi 45 minuti di gioco) è nato da un errore di posizionamento della linea difensiva: il movimento di uscita di Dall’Ara sul portatore di palla sulla linea di centrocampo ha visto un cattivo scivolamento del resto del reparto, che rimanendo troppo largo ha consentito a Camarà di attaccare in campo aperto una palla filtrante trovandosi in uno contro uno con Viscovo.

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Bravi gli uomini di Parlato a cercare subito il gol del pareggio, che arriva dopo alcuni minuti di pressione sulla difesa modenese grazie all’ottimo lavoro di Foresta, caparbio e determinato a recuperare una palla sull’esterno e mettere un bel cross per Alonzi che da pochi passi rimette in parità la sfida. Da segnalare, dopo il vantaggio del Cittadella Modena, un cambio tattico di Parlato: squadra schierata con il 3-4-1-2 con Ramirez schierato in difesa con Dall’Ara e Zucchini, Caparros e Montanaro esterni a tutta fascia con Molossi e Foresta in mezzo al campo, Ruffo trequartista dietro Alonzi e Fiorini.

Elemento chiave. Gli ingressi di Foresta e Molossi hanno dato maggiore dinamismo a un centrocampo che nel primo tempo ha avuto passo lento: se Foresta aveva già dato buone indicazioni in termini di flessibilità tattica, qualità tecniche e caratteriali, Molossi è sembrato finalmente salire di condizione e la sua prova contro il Cittadella Modena è stata convincente.

Da rivedere: Il gol subito nasce dalla ricerca di un principio importante nel calcio moderno (pressione alta e aggressione nella metà campo avversaria), ma l’errore di reparto nel lasciare libero lo spazio lasciato dall’uscita alta di Dall’Ara, così come la mancata lettura della mediana sull’inserimento da dietro dell’avversario, merita una revisione attenta dell’automatismo, soprattutto considerando che spesso la SPAL si troverà in condizioni di gioco simili durante il campionato.

Campanello d’allarme: In fase di possesso con costruzione dal basso la SPAL mostra una buona circolazione tra portiere, linea difensiva e centrocampo, ma alle volte fatica nel portare la palla verso gli attaccanti, soprattutto negli sviluppi centrali. Se Aliù e Alonzi si sono ben comportati nella gestione delle palle lunghe, quando devono essere messi in condizione di attaccare la profondità o riempire l’area di rigore, sembra che non ci siano centrocampisti in grado di muoversi sulla trequarti cercando una giocata decisiva verso gli attaccanti.

 

— Andrea Coletta, 42 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

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