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È toccato al veterano Manuel Ricci inaugurare una nuova tradizione della SPAL dei maltesi, quella della doppia conferenza stampa settimanale dedicata ai calciatori. Il 36enne centrocampista, uno dei sei confermati della rosa della scorsa stagione, ha condiviso le sue impressioni con i cronisti locali quando mancano solo quattro giorni alla prima di campionato contro il Castellana Fontana (domenica 30 agosto ore 17.30 a Castel San Giovanni).

CONDIZIONE – “Personalmente sto bene e così anche la squadra. Vedendo le ultime amichevoli mi pare che stiamo iniziando a ingranare a livello atletico e non nascondo che abbiamo lavorato tanto e bene. Adesso i carichi di lavoro andranno via via diminuendo e siamo pronti per l’inizio del campionato“.

CENTROCAMPO – “Secondo me sarà come l’anno scorso quando tutti erano potenziali titolari. Valuterà il mister in base all’avversario e a chi sta meglio in quel periodo, ma credo che sia un reparto completo. La base tattica è quella, i principi anche. C’è continuità di lavoro e di metodo. Poi ci sono sempre delle variabili a seconda delle avversarie e di come stiamo noi in settimana. Questa è una squadra abbastanza duttile, con tanti giocatori che possono fare più cose e questo aiuta a preparare le partite nel migliore dei modi“.

MAZZA (uscito anticipatamente dall’allenamento di martedì, ndr) – “Leo ha preso solo una botta, è stata quindi un’uscita precauzionale“. 

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NUOVI COMPAGNI – “Conoscevo soltanto Alonzi, con cui ho giocato qualche mese a Trastevere quando avevo deciso di tornare a Roma. Sarà sicuramente un punto di forza per noiCon Gianluca (Zucchini, ndr) invece non ci conoscevamo, se ci avete visti arrivare insieme al raduno è perché ci siamo incontrati per la prima volta alla visita medica (e gli ho chiesto un passaggio perché ero senza macchina (ride, ndr)“.

ESTATE DIFFICILE – “Ho vissuto malissimo il post-play-off per com’è andata e le settimane dopo la partita con la Santegidiese sono state molto negative per me. Poi ho iniziato a seguire tutte le vicende societarie quasi da tifoso, perché ho conosciuto questo ambiente ed è bellissimo. Mi dispiaceva non sapere quello che stava succedendo di preciso. Quindi il passaggio societario l’ho vissuto con tanta incertezza perché c’è stato un momento in cui non si sapeva con chi parlare. Credo però che la vicenda si sia chiusa nel modo migliore per tutti e ora si riapre un ciclo. L’impatto con la nuova proprietà è stato positivo: il presidente si è già fatto vedere tante volte in poco tempo. È una persona sanguigna che ci tiene molto e che si fa prendere molto dai momenti; noi cercheremo di renderli tutti positivi”.

LA SCORSA STAGIONE – “Non credo che i momenti negativi della scorsa stagione abbiano un’unica spiegazione, ma sicuramente abbiamo avuto un momento di crisi tra la fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno in cui un po’ di aspetti negativi si sono concentrati tutti assieme. Lo stato di forma è un po’ calato, come capita a tutte le squadre del mondo, ma è combaciato con il periodo migliore del Mezzolara che ha guadagnato sempre più punti, con anche un pizzico di sfortuna per tanti pareggi incredibili che ci sono capitati. Fattori che tutti insieme ci hanno portato a ritrovarci a -10. La squadra, come tutto l’ambiente, dovrà essere brava nel caso di dover vivere quei momenti a remare tutti dalla stessa parte e fare unione. Quando passa quel momento in maniera positiva, c’è tutto da guadagnare”.

LA CONFERMA – “Il colloquio per il rinnovo del contratto penso sia durato 20 secondi. A 36 anni, dico la verità, c’era anche la volontà di tornare vicino a casa e in questo senso avevo anche ricevuto delle proposte importanti. Ma ho passato settimane a pensare di aver lasciato le cose a metà. Quando la SPAL mi ha proposto di restare ho cercato in tutti i modi tenere insieme tutto il resto che riguarda la mia vita e sono contentissimo di stare qui un altro anno per dare il mio contributo”.

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SUL CAMPIONATO – “Dopo l’esperienza dell’anno scorso non dobbiamo fare l’errore di pensare che le partite siano facili e che ci stendano il tappeto rosso perché siamo la SPAL. Dobbiamo fare come l’ultimo periodo dello scorso anno: pensare che ogni partita sia una finale, senza guardare al calendario e senza pensare alla storia degli avversari o alle loro ambizioni”.

L’ECCELLENZA – “Giocando in questa categoria ho imparato che si deve badare di più al concreto. Il risultato è troppo importante soprattutto per noi che siamo la SPAL. Il bel gioco lascia il tempo che trova, così come i tre gol invece di uno. L’importante sono solo i tre punti”.

L’OVETTO – “Sarà una grandissima emozione riaverlo sulla maglia in partita, ma adesso aumenta anche la responsabilità perché siamo la SPAL a tutti gli effetti. Non ci si può nascondere dietro a nulla e questo stemma e questa maglia devono essere rispettati ancora di più e portati il più in alto possibile”.

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