Dopo aver collezionato tre presenze con la maglia della SPAL, una da titolare e due entrando a partita in corso, Kalifa Kujabi ha incontrato i giornalisti per la classica conferenza stampa di presentazione.
OPPORTUNITÀ – “La SPAL è una piazza importante che ho visto giocare in serie A: essere qui è per me un privilegio. L’obiettivo comune è riportare la squadra dove merita. Per questo pensiamo a partita dopo partita, senza distrazioni. Io voglio aiutare, il mister e la società per ripagare la loro fiducia”.
CATEGORIA – “Avevo già giocato nel campionato di Eccellenza e negli anni ho militato anche in categorie superiori. Per gli standard attuali la SPAL è una squadra molto forte, al livello della serie C. Voglio usare la mia esperienza per aiutare la squadra anche se al momento non sono al 100%”.
POSIZIONE – “Nella mia carriera ho ricoperto tutti i ruoli in mezzo al campo. Posso giocare come mezzala o come mediano, per me non fa differenza. Tuttavia, so che giocare mezzala sarebbe per me faticoso. Il mister mi conosce e sa come gestire la mia situazione”.
VITA DA SVINCOLATO – “Ho avuto una frattura che si è trasformata in una frattura da stress. Il problema è sorto in Romania, dove avevo già giocato due partite senza che i dottori si rendessero conto della situazione. Per questa ragione il mio infortunio si è protratto così a lungo: ho lavorato tre settimane con un dolore molto forte e senza nemmeno l’aiuto delle stampelle. Tornato in Italia, ho ricevuto le cure adeguate e adesso sono qui dopo le terapie e tanto recupero. Devo ancora lavorare per raggiungere il 100% della condizione fisica. Nelle prossime settimane vedrete un Kalifa diverso. Per me la SPAL è una società di calcio professionistico e anche io devo comportarmi come tale. Sono pronto a fare la mia parte per restituire alla società e ai tifosi ciò che meritano”.
STORIA PERSONALE – “Ho attraversato situazioni molto difficili e ho fatto molti sacrifici. Sono arrivato in Italia con un barcone da pesca dalla Libia, ma mi ha sempre spinto la stessa motivazione: mio fratello ha sempre creduto che io potessi diventare un calciatore professionista e mi ha avviato a questo viaggio incredibile e molto complicato. Ora posso dire che aveva ragione. Sono arrivato fino a vincere un campionato di serie B, anche se per motivi burocratici non ho vissuto quella stagione da protagonista”.
OBIETTIVI – “Questa è una squadra davvero completa, dove tutti possiamo essere titolari. Anche quando sono mancati giocatori importanti, la squadra ha giocato bene e ha vinto. È importante che ognuno abbia la possibilità di giocarsi il posto. Questo darà grande soddisfazione all’allenatore, alla società e ai tifosi, che sapranno che la squadra può competere con qualsiasi giocatore a disposizione”.

