Termina qui la rincorsa alla serie D per la SPAL (formalmente Ars et Labor Ferrara), sconfitta 1-0 a Giulianova dalla Santegidiese, che chiude il doppio confronto sul 2-0 complessivo. In sala stampa, oltre a Carmine Parlato, si è presentato il capitano Andrea Dall’Ara, che ha commentato così l’eliminazione della SPAL dai playoff nazionali di Eccellenza.
SCONFITTA – “È un peccato perché siamo partiti non come dovevamo partire, perché dopo pochi minuti abbiamo preso gol sempre su un errore nostro. È l’ennesimo episodio che regaliamo agli avversari. Questi errori li paghi a caro prezzo, soprattutto quando incontri una squadra che al primo sbaglio ti punisce. L’abbiamo già visto anche durante il campionato, non siamo riusciti a eliminare questi errori e ce li siamo portati dietro fino ad adesso. C’è tanto rammarico. Mi prendo io, in primis, le responsabilità di questo fallimento, perché parliamo di fallimento. Non vincere l’Eccellenza è, per tutto l’ambiente SPAL, un fallimento. Mi prendo le responsabilità di non aver portato a termine questo obiettivo, perché era quello prefissato a inizio anno. Mi dispiace, chiedo scusa a tutti da parte mia e da parte di tutta la squadra. Mi dispiace perché questa piazza merita un palcoscenico che non è questo. Forse non dovevamo neanche arrivare a questo punto, però ci eravamo dentro e dovevamo fare di tutto per portare a termine il risultato. Ripeto, parlo personalmente, ma parlo anche a livello generale, quello di oggi è un fallimento”.
TIFOSI – “Giustamente c’era poco da dire. La vostra storia la conosco abbastanza bene, so tutto quello che avete passato in questi anni. Il mio obiettivo, insieme a quello della squadra, era quello di darvi un po’ di gioie visti gli ultimi 6/7 anni, in cui purtroppo sono successe tante cose. Alla città di Ferrara, ma soprattutto l’ambiente SPAL. Il mio obiettivo era quello di riportare un po’ di entusiasmo, che si era un po’ perso negli anni e questo l’abbiamo fatto sì, fino ad adesso, perché abbiamo fatto i risultati, però non è bastato, perché non abbiamo raggiunto l’obiettivo”.
“Sappiamo che siamo tutti sulla stessa barca. Ho sempre detto, sin da quando sono arrivato alla SPAL, che in serie D non vanno solo i giocatori, ma ci va la città. Penso che l’ambiente SPAL non sia fatto solo di giocatori, mister o staff, è tutto. Dovremmo essere una cosa unica, l’ho sempre detto sin da quando sono arrivato qui. L’essere un ambiente unico e unito ha portato ad arrivare a questo punto, dopo aver recuperato otto punti al Mezzolara, però non è bastato. Dovevamo fare molto di più, perché l’obiettivo serie D era alla nostra portata”.
FUTURO – “Qui a Ferrara sto bene, sento l’affetto della della piazza. Mi piace giocare in certi ambienti, mi caricano. Io sono disposto a tutto pur di dare le gioie a questi tifosi che meritano. L’aspetto più brutto di oggi è stato il fallimento di tutti quanti. Noi non abbiamo dato la gioia a questa piazza di arrivare almeno al livello dilettantistico più alto per incominciare la scalata, che era una cosa che ci eravamo prefissati. Io a Ferrara sto bene e spero di rimanere anche l’anno prossimo perché voglio dare questa gioia alla piazza”.
ERRORI – “La testa, in queste piazze, è molto più importante del livello tecnico-tattico. Se tu non sei concentrato 95 minuti gli errori li paghi a caro prezzo, come li abbiamo pagati a caro prezzo anche all’andata. Se andiamo a vedere tutti i gol che abbiamo preso non c’è mai stata un’azione degli avversari che può lasciarci sbalorditi. Sono sempre stati errori nostri. Questo dimostra che le qualità tecnico-tattiche ci sono, il problema è mentale, la testa nel gioco del calcio fa tutto”.








