foto ufficio stampa Ars et Labor Ferrara

È il giorno dell’attesa conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà della SPAL. L’imprenditore maltese Joseph Portelli è in citta con l’amministratore delegato Marcel Bonnici e altri collaboratori per conoscere l’ambiente biancazzurro e dare impulso alle prossime mosse in vista del campionato 2026/2027.

Di seguito il liveblog in tempo quasi reale di ciò che verrà detto nella sala stampa dello stadio “Paolo Mazza”. La scrittura avviene in presa diretta: potrebbero esserci errori o refusi di cui ci scusiamo anticipatamente.

Gli aggiornamenti vanno dal più recente al meno recente, in ordine di orario. Al termine della conferenza stampa la nostra redazione curerà un approfondimento maggiormente dettagliato.

Ore 12.05 – Federica Lodi chiude la conferenza stampa. Portelli e Bonnici si congedano dicendo di voler avere un rapporto schietto con la stampa. Il presidente manda tuttavia un avvertimento dicendo che se la verità verrà strumentalizzata o ci saranno “manovre” per danneggiare la società verranno interrotti i rapporti.

Ore 12.04 – Altro passaggio di Alessandro Sovrani, ultima domanda concessa nella conferenza stampa. Viene ribadito che il campionato va vinto senza alcuna scusa. Portelli sorride e replica: “Speriamo bene”.

Ore 12.01 – Domanda di Giulio Fratta di Estense.com sull’età media della squadra. Risponde Bonnici: “Nel calcio non c’è nessuna correlazione tra l’età media e i risultati. Si può fare bene o male in qualunque caso. La maglia della SPAL sicuramente pesa, ma la gestione della pressione dipende dalla personalità, non dall’età. La caratteristica numero uno che cerchiamo è la fame di giocare con la nostra maglia. Se viene un giocatore che parla di soldi come prima cosa non ci siamo. Vogliamo invece vedere ambizione e orgoglio”.

Ore 12 – Portelli anticipa che il 21 agosto ci sarà la presentazione ufficiale della squadra con un evento alla Nuova Darsena.

Ore 11.55 – Domanda di Francesco Dondi de La Nuova Ferrara sul rapporto con la città e più nello specifico con gli sponsor. Risponde Portelli: “Sicuramente gli sponsor sono importanti per il club e conto di incontrare i rappresentanti. L’obiettivo quest’anno è fare 500mila euro di raccolta dagli sponsor. Nella scorsa stagione erano 800mila ma c’erano accordi che non mi convincevano. Siamo fiduciosi su questo”.

Aggiunge Bonnici: “Stiamo gestendo il club ma i ferraresi devono essere protagonisti. Noi siamo degli umili servitori, ma la SPAL è della gente. Vorremmo che i tifosi facessero tutto quello che possono fare nel loro piccolo per sostenerci, anche solo col loro entusiasmo”.

Riprende la parola Portelli: “Con i tifosi ho discusso dei prezzi degli abbonamenti, spiegando che aspettative ho. Nella scorsa stagione l’abbonamento in curva era di 130, ma avremo due partite a porte chiuse. Ho proposto 100 perché voglio la gente allo stadio. Faremo anche agevolazioni per i bambini e le famiglie, perché sappiamo che per un nucleo familiare può essere costoso essere alle partite”.

Ore 11.52 – Portelli parla anche dell’incontro col sindaco: “Ho incontrato una grande persona e per me è fondamentale che Fabbri sia dalla nostra parte. Gli piace il calcio e anche questo è un aspetto importante. Siamo entrambi uomini semplici, a cui non piace stare in camicia tutto il tempo (ride, ndr). Ci siamo detti di collaborare il più possibile e gli ho chiesto di stare vicino alla SPAL quando ci saranno eventuali momenti difficili. Abbiamo condiviso tante idee.

Ore 11.48 – Domanda di Sergio Armanino de La Nuova Ferrara sul budget e sul mercato. Viene fatto un riferimento all’addio di Senigagliesi. Portelli sbotta: “Senigagliesi aveva un contratto già alto e voleva più soldi! All’Hamrun i giocatori prendono quasi tutti 5mila euro netti al mese, ma ce n’era uno che abbiamo pagato 10mila e questo ci ha fottuto la squadra. In serie A o serie B ha senso avere grosse differenze di contratto. Ma qui non ha senso”.

Risposta anche sulla separazione con Luca Pozzoni: “Sappiamo che è una decisione difficile, ma vogliamo essere noi direttamente ad avere i rapporti con i tifosi. Non vogliamo figure intermedie. Voglio comunicare io direttamente. Infatti ieri ho avuto un incontro a questo proposito. Spero poi che col tempo la gente si accorga della bontà delle nostre idee”.

Ore 11.45 – Domanda di Alessandro Orlandin de LoSpallino sulla due diligence con gli argentini e sul budget stagionale. Risponde Portelli: “Ci siamo ritrovati con contratti fatti all’ultimo di cui non sapevamo niente. Non voglio dare troppi dettagli, anche perché non voglio altri problemi. Però ci hanno fatto soffrire per niente. Hanno fatto un profitto di almeno 1 milione di euro. Ma hanno lasciato anche altri problemi. Uno degli argentini voleva vendere, l’altro no. Non darò numeri sul nostro budget stagionale. A Malta gli altri spendevano meno di un milione, noi abbiamo speso più di 2 milioni. Ho detto: se non sono capace e vedo la mia squadra stare ferma lì so di dovermene andare. Ma vi dirò sempre la verità. Con gli Spartans siamo cresciuti progressivamente di anno in anno. Anche qui speriamo che i risultati parlino per noi”.

Ore 11.40 – Domanda di Beatrice Bergamini de Il Resto del Carlino sulla scelta relativa al direttore sportivo, con riferimento ad Antenucci. Risponde Bonnici: “Comincio un po’ prima. Siamo qui da tre settimane. Rispettiamo il passato del club, che sia glorioso o meno. Quindi tutti quelli che hanno contribuito alla gestione della SPAL. Possono esserci annate buone e meno buone. Personalmente ho parlato con Antenucci: persona competente, appassionata e che rappresenta i valori della SPAL. Ho trovato un professionista serio e intelligente. Era mio dovere parlarci, come ho fatto con altri personaggi del passato. Detto questo pensiamo che in Eccellenza possiamo fare a meno del direttore sportivo e affidarci a consulenti tecnici con cui abbiamo un rapporto consolidato e grazie ai quali abbiamo colto dei risultati. Abbiamo fiducia in loro e penso che il tempo sia galantuomo”.

Ore 11.33 – Domanda di Alberto Benazzi di FerraraSport sull’eventuale continuità del settore giovanile e il settore femminile. Risponde Bonnici: “Il settore giovanile rimane come prima, sempre con Marco Aventi come responsabile. Se le cose hanno dato risultati non le cambiamo. Lo stesso vale per mister Parlato. Ha dato risultati e l’abbiamo confermato. Per il settore femminile ho incontrato ieri Silvia Chiellini. In due diligence con gli argentini non s’è mai parlato del progetto del settore femminile e abbiamo scoperto la cosa una volta arrivati qui. Non c’è il tempo materiale di organizzare una prima squadra femminile, quindi inizieremo dalle giovanili. L’idea è di avere un progetto con strutture adeguate, a partire da altri due campi. Al momento non c’è spazio a sufficienza”.

Ore 11.30 – Spazio alle domande. Alessandro Sovrani chiede chi sarà a comandare in sede in assenza dei maltesi. Risponde Portelli: “Si gioca ogni settimana e ovviamente vorrei provare a esserci per tutte le partite. Conto di esserci nel 75% o 80% delle partite. Marcel passerà molto più tempo qui. Ma ci sarà anche il nostro responsabile finanziario Eric. Quindi ogni 15 giorni ci sarà qualcuno di base a Ferrara”.

Portelli e Bonnici tornano su un altro argomento, non direttamente connesso, parlando della decisione degli argentini di spendere dei soldi per il ripescaggio. “Non eravamo d’accordo perché sapevamo che c’erano zero possibilità. Non aveva nessun senso fare quella richiesta. A noi piace essere concreti e trasparenti”.

Ore 11.25 – Interviene Bonnici: “Lavoriamo sempre con umiltà, rispetto e impegno. Personalmente non conosco nessuno che ami il calcio come Portelli. E per lui i tifosi sono tutto. Mentre stavamo trattando la SPAL ha visto il video della curva in Eccellenza e si è convinto definitivamente di voler investire qui. Si lascia trasportare dall’entusiasmo delle persone. Mentre io sono più razionale”.

Subentra Portelli: “Io voglio sempre guardare la partita dalla panchina perché sono stato un giocatore e ho dovuto smettere presto. Ero giovane e sono diventato padre a 18 anni. Non avevo soldi e quindi ho cominciato a lavorare in un negozio. Stare in panchina in mezzo ai giocatori mi fa vivere il calcio dove ci sono più emozioni”.

Ore 11.20 – Continua Portelli: “Il livello del calcio a Malta è di bassa serie C, quindi ci sono giocatori degli Spartans che possono dare un contributo qui. Ora la squadra è forte, ma siamo aperti ad altri interventi. Ma ribadisco: se non vinceremo il campionato il mio posto non è qui e accetterò eventuali offerte per cedere, anche se dovessi rimetterci. Magari non troppo (ride, ndr). Se i tifosi si stufano di noi siamo fuori. Resto dove ho il piacere di restare. Sappiamo di aver causato una ferita lasciando fuori una persona (Luca Pozzoni, ndr) ma siamo qui per fare le cose per bene. Ma ci tengo a creare una legame molto saldo con i tifosi”.

Ore 11.13 – Riprende la parola Portelli: “I tifosi hanno rappresentato una componente fondamentale per scegliere la SPAL. Il messaggio deve essere chiaro: non sono qui per fare business. Vorrei invece far vincere qualcosa al club. Nei momenti di gioia, come dopo un gol, i soldi non contano niente. Il bello della vita è godersi certi momenti e vedere la gente felice, in questo caso attraverso il calcio. Ho incontrato i tifosi e gli ho detto che senza di loro la mia presenza qui non ha senso. Oggi è una bella giornata perché è l’inizio di un percorso, ma sappiamo anche che ci saranno momenti difficili. Veniamo qui con passione, per fare qualcosa di grande. Ma per riuscirci servono le vittorie. Quindi sappiamo di dipendere dai risultati. Gli obiettivi sono chiari: dove vado io voglio vedere vincere, non vivacchiare. Ci sarà un budget per farlo, ma i soldi non sono l’unica componente determinante. Se tutto andrà bene faremo sei anni per andare dall’Eccellenza alla serie A. Questo è il nostro obiettivo. Penso sia possibile. Faremo del nostro meglio per riuscirci. A Malta l’abbiamo fatto. Quando presi gli Spartans dissi che non volevo vincere solo il campionato e infatti siamo andati in Europa. Se a un certo punto mi accorgerò di non essere in grado, me ne andrò”.

Ore 11.12 – Bonnici parla del modello Spartans: “Quando siamo arrivati lì il modello gestionale era quello del comitato direttivo. Noi abbiamo deciso di cambiare le modalità per avere modalità più professionali e con orgoglio abbiamo dato l’esempio per tutti gli altri club di Malta. Questa è la conferma della bontà delle nostre scelte”.

Ore 11.10 – Ancora Portelli: “Non è una scusa, ma siamo partiti con grande ritardo. Nonostante questo vogliamo fare bene. Abbiamo preso giocatori di categoria superiore, solo uno viene dall’Eccellenza. Oggi non facciamo nomi di altri giocatori, ma ne abbiamo due pronti da chiudere nelle prossime 48 ore”.

Si inserisce Bonnici: “Vogliamo farci conoscere per i fatti, non con gli slogan. Lavoreremo in silenzio perché abbiamo fiducia nelle nostre competenze e i nostri mezzi. Abbiamo dei consulenti che ci accompagnano da quattro anni, quindi abbiamo una dinamica interna già consolidata. Ora la priorità è completare la rosa”.

Ore 11.07 – Sempre Portelli: “Ora siamo qui per una nuova sfida e sappiamo che dobbiamo assolutamente cogliere l’obiettivo della serie D. C’è pressione, ma la accettiamo. Abbiamo perso quasi due mesi con gli argentini per comprare il club e ora c’è pochissimo tempo per fare le cose come vorremmo. Sette o otto mesi fa ho iniziato a cercare una squadra italiana per fare il passo successivo. La SPAL è sempre stata nella lista, ma a quel tempo non era in vendita da parte dei proprietari argentini e abbiamo cercato altre società. Quindi abbiamo visitato altri cinque o sei posti. In tanti casi le società sarebbero state cedute gratuitamente. Spesso ci hanno attribuito delle trattative che non erano ancora state iniziate formalmente. Avevamo quasi chiuso con un club, quando poi Marcel mi ha avvisato del fatto che la SPAL era in vendita. Quindi siamo venuti qui per incontrare gli argentini, gente non facile, ho dovuto pagare 2 milioni per prendere il controllo. Gli argentini non mi hanno mostrato molto rispetto nella trattativa, ma adesso siamo qui. In tre settimane abbiamo cominciato a dare forma alla società e allestito la squadra”.

Ore 11.04 – Portelli si presenta assieme a Bonnici: “Io e Marcel ci conosciamo perché eravamo presidenti di due squadre a Gozo. Dopo abbiamo deciso di metterci in gioco con un club più grande come l’Hamrun Spartans. Lui è diventato il CEO (amministratore delegato) e in sei anni abbiamo vinto quattro scudetti. Non era facile. In più siamo andati in Conference League, una cosa mai successa in 125 anni di storia del calcio maltese”.

Ore 11.03 – Dietro a Portelli, Bonnici e Lodi c’è un’immagine che recita “Un futuro insieme – Passione, fiducia, ambizione”.

Ore 11.02 – Il responsabile della comunicazione Mirco Gadda specifica che ai cronisti verrà concessa una domanda a testa.

Ore 11 – Si inizia con perfetta puntualità. Portelli e Bonnici, entrambi con camicia bianca, sono rilassati e sorridenti. Portelli si dice sorpreso dell’affluenza in sala stampa.

Ore 10.55 – Siamo all’interno dello stadio “Paolo Mazza” in attesa della conferenza stampa. Nella giornata di lunedì Portelli ha incontrato non solo il sindaco Fabbri, ma anche i rappresentanti del tifo organizzato. Oggi per lui il confronto con la stampa. È prevista un’affluenza di cronisti superiore alla norma. A condurre le operazioni Federica Lodi di Sky Sport.

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