Con una prestazione convincente e matura la SPAL batte per 2-0 la Pontenurese al “Paolo Mazza” e centra la terza vittoria consecutiva in campionato, restando ad un punto dalla capolista Brescello Piccardo in attesa del turno infrasettimanale che mercoledì la vedrà sfidare l’Arcetana.
Alla ricerca di continuità, Parlato conferma lo schieramento tattico visto già nel corso della vittoriosa trasferta contro la Bobbiese, mandando in campo i suoi con il 4-2-3-1: Viscovo in porta, Cervoni, Dall’Ara, Lucarelli e Mazzali compongono il pacchetto difensivo, Monza e Kujabi sono i due mediani davanti alla difesa, Valenti, De Grazia e Gomez agiscono come trequartisti alle spalle di Aliu. Zucchini, Mazza e Ricci erano indisponibili per squalifiche e infortuni.
Ottimo approccio alla gara per i biancazzurri, che fin dall’avvio mettono in campo determinazione e tanta pressione sulla Pontenurese, che da parte sua appare subito in difficoltà nell’impostazione della propria azione. In fase di non possesso, nel corso del primo tempo, la SPAL ha tenuto un pressing offensivo molto ben guidato da Aliu che ha sempre chiuso con grande puntualità le linee di passaggio dei difensori centrali avversari. Con sviluppo sulle corsie esterne Valenti e Gomez si sono dimostrati altrettanto puntuali nel portare pressione agli esterni difensivi della Pontenurese, mentre De Grazia ha sia supportato la pressione sui centrali quando gli ospiti hanno insistito nella costruzione dal basso, oppure ha messo bene in zona d’ombra il centrale di centrocampo Acampora. Sugli sviluppi avversari con palla profonda, la partita è stata quasi banalizzata da Dall’Ara e Lucarelli che hanno sempre avuto la meglio su Pellegrini su palla alta, mentre sulle proposte sugli esterni Mazzali e Cervoni hanno gestito bene gli scorrimenti, andando raramente in difficoltà. Molto buona la collaborazione delle catene esterne. Monza e Kujabi hanno fornito una prova di enorme sostanza: tanti chilometri macinati dai due centrocampisti spallini, grande quantità di recuperi palla e una buon supporto nelle transizioni. Costante la riaggressione sul possesso palla perso.
In fase di possesso la SPAL è stata bella da vedere: la palla si è mossa rapida, giocate di prima, cambi di campo, e tanto movimento senza palla. Costruzione quasi esclusivamente sviluppata dal basso, con la linea difensiva sempre propositiva nel ricevere palla. Le catene esterne hanno lavorato con precisione e hanno costantemente creato superiorità numerica grazie alle continue sovrapposizioni di Cervoni e Mazzali, dando così modo a Valenti e Gomez di poter sempre avere a disposizione una giocata esterna o una centrale: entrambi sono stati molto propositivi ed hanno fornito una prova di qualità. Molto buona, finalmente, anche la prova di De Grazia, che partendo da posizione centrale ha svariato lungo tutto il fronte offensivo giocando molti palloni e riuscendo, con i suoi movimenti, a creare disordine nella retroguardia della Pontenurese. Aliu si è occupato sia del supporto alla costruzione, abbassando la propria posizione per favorire gli inserimenti delle mezzepunte in area di rigore, ma ha anche riempito la stessa, riuscendo anche a segnare il tanto atteso primo gol. Prestazione maiuscola di Kujabi, che ha quasi sempre fatto la scelta giusta in costruzione riuscendo a spostare palla nella zona debole dei piacentini. Nel corso del secondo tempo, con la SPAL avanti per 2-0, la squadra ha abbassato i ritmi entrando in modalità “gestione”: rispetto ad altre situazioni la sensazione è stata davvero di controllo, e sebbene abbia lasciato maggiormente l’iniziativa alla Pontenurese, tutti i movimenti in fase di non possesso sono rimasti fluidi, i reparti hanno continuato a lavorare con compattezza, concedendo una sola vera occasione agli avversari. Bravo anche Viscovo a contribuire a tenere la porta inviolata.
Elemento chiave: la vittoria della SPAL è senza dubbio frutto di un’ottima preparazione della partita, arricchita da una grande determinazione che, soprattutto nel primo tempo, ha visto la squadra sviluppare bene le proprie manovre, riuscendo ad alternare sviluppi sulle catene esterne e ricerca della profondità negli ultimi trenta metri. Bene anche la gestione dei duelli individuali: attenzione e carattere hanno permesso una rapida riconquista della palla anche nelle situazioni di pericolo. Tanti giocatori hanno fornito prove estremamente positive, a dimostrazione che con questo vestito tattico molti giocatori riescono ad aumentare la qualità delle proprie giocate.
Da rivedere: in una prova ampiamente positiva, forse ci si sarebbe aspettato di più dai giocatori subentrati. Se è vero che nel secondo tempo la SPAL ha badato a gestire il risultato, è altrettanto lecito aspettarsi un impatto dai nuovi entrati almeno in linea con quanto fatto dal blocco dei titolari. Soprattutto Ruffo e Foresta hanno dato l’impressione di essere entrati un po’ scarichi, risultando imprecisi nelle scelte ed un po’ in affanno a tenere il passo dei compagni.
Campanello d’allarme: con gioia, nulla da segnalare.
— Andrea Coletta, 43 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

