Subito dopo la pesante debacle casalinga del Kleb contro Treviso (72-98), sono intervenuti in sala stampa i coach delle due squadre, Andrea Bonacina e Max Menetti, e il capitano del Kleb Tommaso Fantoni, visibilmente contrariato dall’andamento della partita.

ANDREA BONACINA
“Siamo in salita, ora dobbiamo alzarci sui pedali e fare in modo che diventi una discesa. Il nostro non è un problema fisico ma mentale: se non difendi perdi. Anzi, dico di più, se difendiamo così arriveremo ultimi. Ma se qualcuno qui vuol fare dei funerali è pregato di andare da un’altra parte, perché settimana prossima andremo a San Lazzaro a combattere nel derby contro Cento per dare una risposta ai nostri tifosi, che oggi ci hanno fatto un grande regalo con lo striscione “Sesto Uomo” che avvolgeva tutta la curva. Forse però avremo dovuto chiamarlo il “primo uomo”, e noi dovremo essere bravi a trovare il secondo, il terzo, il quarto e il quinto uomo. Necessitiamo di uno scatto di energia e di orgoglio: non è accettabile uno scollamento mentale di questo genere in ambito difensivo. Faccio un applauso a Campbell e Ganeto per l’approccio che hanno avuto, adesso inevitabilmente dovremo essere bravi a gestire quella che è stata l’inattività di questi due ragazzi. Non possiamo accettare di essere così poveri mentalmente a livello difensivo”.

TOMMASO FANTONI
“Cosa posso dirvi? Senza orgoglio e senza energia non si va da nessuna parte. Onestamente credo che la difesa nasca tutta dall’uno contro uno e io prima di farmi battere dal mio uomo piuttosto mi faccio ammazzare. Mi auguro che d’ora in poi ci si renda conto che questo non è solo un gioco, perché io è da tanto tempo che mi faccio il culo per questo sport. Si dice che l’attacco vende i biglietti, ma è la difesa che ti fa vincere le partite e i campionati. Io sono stanco di vedere errori banali da minibasket, da cadetti, da pulcini. Non posso fare altro che chiedere immensamente scusa al presidente e ai tifosi, perché non si meritano questo spettacolo indecoroso. Sinceramente un presidente così penso di non averlo mai avuto in vita mia, una persona che arriva al palazzetto sempre col sorriso sulle labbra, propositivo, vicino a tutti noi. Sono in difficoltà, come capitano non riesco a capacitarmi di tante cose: loro erano acciaccati, noi invece di azzannarli come dei leoni abbiamo fatto la parte delle pecore. Dobbiamo tagliare definitivamente il cordone ombelicale con Mike Hall, perché Mike Hall non c’è più, e abbiamo le forze per sostituirlo in casa. Se avessimo vinto a Ravenna, a Verona e in casa con Forlì avremmo chiuso il girone d’andata a 16 punti, e nessuno avrebbe detto niente. Bastavano pochi dettagli. Scusate lo sfogo, ma questo è un messaggio per tutti i miei compagni di squadra”.

MAX MENETTI (all. Treviso)
“Arrivavamo da un momento molto delicato, anche perché non è stata una settimana semplice a causa della rescissione consensuale con Wayns. Abbiamo fatto una partita attenta, non ci siamo disuniti all’inizio dopo l’approccio energico di Ferrara, e a parte qualche sbavatura la nostra è stata una partita solida. Siamo riusciti a perseguire quelle due-tre cose che pensavamo ci avessero fatto vincere la contesa, e un applauso va ai nostri giovani per la loro intensità difensiva nei momenti in cui sono stati sul parquet.  Abbiamo centrato l’obiettivo di tenere a bada i loro tiratori, anche se non abbiamo limitato abbastanza Campbell, e lo abbiamo sofferto per tutta la gara. La chiave, oltre ovviamente al parziale del secondo quarto, è stata l’approccio al rientro dagli spogliatoi, perché non abbiamo mai permesso a Ferrara di tornare in partita. Sono sicuro che la Bondi, da qui in poi, sarà una squadra che darà filo da torcere a tutti”.

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