Il primo round è andato: mercoledì 24 luglio sono regolarmente iniziate le perizie sulle coperture dello stadio Paolo Mazza, almeno per i settori messi sotto sequestro nell’ambito di un’indagine della Procura di Ferrara.

Le prove di carico, alla presenza di un’ampia schiera di tecnici e legali di tutte le parti coinvolte in questa intricata vicenda (Procura, aziende che hanno lavorato al cantiere, Comune e SPAL) sono iniziate dalla gradinata, e più specificatamente dalla copertura della parte Ovest, con l’installazione di un complesso sistema di martinetti idraulici che hanno il compito di sollecitare la copertura. Tra giovedì e venerdì verranno completati i test anche sulla parte centrale e sul settore Est, per poi passare alle due curve. Non è escluso che le operazioni possano proseguire anche nel corso del weekend, in modo da consegnare alla Procura tutti i risultati necessari per disporre o negare il dissequestro dei tre settori a cui sono stati apposti i sigilli.

Un piccolo capannello di curiosi si è radunato fin dalle 9 fuori dai cancelli del Paolo Mazza e più di qualcuno ha resistito stoicamente all’afa pur di riuscire a cogliere qualche indicazione sull’esito delle prove. Nessuno però ha voluto parlare in via ufficiale, visto che i risultati saranno noti solo tra qualche giorno. Nel caso la Procura dovesse disporre il dissequestro – come la SPAL ovviamente si augura – il club biancazzurro potrebbe sia riprendere la propria campagna abbonamenti (sospesa nella fase dei cambi di posto), sia programmare serenamente gli impegni di agosto che comprendono il terzo turno di Coppa Italia e (eventualmente) la prima del campionato 2019-2020.



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