Sommariamente, cosa ci portiamo dietro dall’esito di Cagliari-SPAL oltre al risultato e la relativa coda di mugugni tra bar, piazze e social network?

*Le buone notizie*

ALCUNI INDIZI / I numeri non dicono tutto, ma possono fornire delle chiavi di lettura. Ad esempio dicono che la SPAL in trasferta non ha ancora fatto un punto (destino condiviso con Sassuolo e Sampdoria) e nemmeno segnato un gol (al pari dell’Udinese). Però dicono anche che la prestazione della Sardegna Arena ha fatto registrare dei progressi rispetto alle precedenti partite fuori casa. Non così evidenti, ma che sono empiricamente misurabili. Sotto il profilo statistico la SPAL a Cagliari ha migliorato la sua prestazione esterna in termini di: possesso palla, numero di tiri, di occasioni create, numero di palloni giocati e percentuale di precisione dei passaggi e ha ridotto (seppure non a sufficienza) il numero di tiri e occasioni concessi agli avversari. Alcuni saldi negativi rimangono comunque preoccupanti e richiedono ancora correttivi, ma l’analisi post-partita di Semplici non era affatto campata in aria. La SPAL ha approcciato bene la partita, salvo afflosciarsi dopo i primi 45 minuti. Resta quindi da capire se gli indizi forniti dai numeri possano essere rafforzati da prestazioni sempre più convincenti, soprattutto nella solidità difensiva e in costanza nella produzione offensiva.

VALDIFIORI / Il centrocampista di Lugo sembra essere tornato su livelli degni del suo curriculum. Le prove con Juventus, Parma e Cagliari – pur senza lampi decisivi – hanno dimostrato che può recitare una parte importante nella creazione del gioco, anche se il suo impiego rischia di far perdere qualcosa alla squadra nella fase di non possesso. Meno fisicità, ma più idee: sembra essere questa la strada che Semplici intende percorrere per dare più soluzioni ad una SPAL che in questo avvio di campionato ha faticato spesso a creare occasioni da gol, soprattutto lontano da Ferrara. Nella partita di Cagliari Valdifiori ha giocato 49 palloni, mandandone 44 a destinazione (di cui 6 nella metà campo avversaria). La sua qualità e la sua visione di gioco possono diventare preziosi per una formazione che al momento non sta ottenendo grandi risposte dal reparto esterni, anche a causa dei gravi infortuni capitati a Fares, D’Alessandro e in misura minore a Di Francesco (fuori comunque dal 25 settembre).

I RITORNI / Contro il Napoli sarà di nuovo a disposizione Strefezza e viene spontaneo pensare che Semplici intenda mandarlo di nuovo nella mischia, viste le difficoltà palesate ancora una volta da Sala nel presidio della fascia destra. L’ex Samp se l’è cavata tutto sommato bene nel contenimento di Pellegrini, ma ha offerto poco in fase di spinta. L’italo-brasiliano invece è uno dei pochi, almeno per il momento, a poter garantire situazioni di superiorità numerica e un significativo apporto di personalità che in una fase del genere è quanto mai benefico. In teoria anche Di Francesco potrebbe essere vicino al rientro: magari non con il Napoli, ma il turno infrasettimanale contro il Milan (giovedì 31, ore 21) potrebbe essere l’occasione giusta per rivedere in azione il numero 31. La sua imprevedibilità e il suo senso del gol sono mancati parecchio nell’ultimo mese e non sorprende che lo staff tecnico voglia essere sicuro di riaverlo al meglio prima di ributtarlo nella mischia.

*Le cattive notizie*

MAL DI TRASFERTA / La battuta di domenica scorsa di Francesco Colombarini (“Speriamo di guarire con un’aspirina“) come di consueto serviva per sdrammatizzare un dato preoccupante relativo al rendimento esterno. In tre trasferte su quattro la SPAL ha dato la sensazione di essere estremamente fragile, ma soprattutto incapace di trovare le forze necessarie per reagire alle avversità. Una lontana parente della squadra 2018-2019 in grado di portare a casa 20 punti su 42 lontano da Ferrara. Ma ciò che preoccupa maggiormente è che per larghi tratti i biancazzurri hanno offerto una spiacevole sensazione di passività che mal si concilia col profilo di una squadre che deve dare battaglia per raccogliere punti-salvezza. Le prossime tre tappe sono rispettivamente Milano (rossonera), Udine e Milano (nerazzurra).

LA CONCORRENZA NON MOLLA / Era opinione abbastanza comune che, una volta esaurito il serbatoio dell’entusiasmo, il primo mese di campionato avrebbe riportato le neopromosse con i piedi per terra. Non è così: Hellas Verona, Brescia e Lecce per quanto non stiano facendo faville in classifica (9, 7*, 7 punti rispettivamente) stanno dando l’impressione di avere motivazioni ancora solidissime e di poter far sudare anche squadre molto più quotate di loro (cioè tutte le altre). Dietro alla SPAL ci sono le due genovesi: non può essere considerata una bella notizia, visto che per organici, storia e peso istituzionale si tratta di due realtà che potrebbero essere solo momentaneamente impantanate nei bassifondi della classifica.

REBUS IN ATTACCO / Una certezza c’è: da qui a gennaio Petagna dovrà fare gli straordinari e avrà poche occasioni per tirare il fiato. Questa fu una costante anche nella scorsa stagione (3.116 minuti in campo, nessuno meglio di lui), ma il suo ruolo in questo momento sembra pesare ancora di più. Senza Di Francesco a garantire il suo apporto di gol, la SPAL si ritrova aggrappata quasi esclusivamente al numero 37. Le altre punte in rosa sono ancora a secco, Kurtic è fermo a 1 (6 gol nella scorsa stagione) e preziosi gol da calcio piazzato (13 nel 2018-2019) ancora non arrivano. Non ci sarebbe da sorprendersi se il primo obiettivo del mercato di riparazione diventasse proprio un uomo d’attacco.



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