Un punto che alla fine accontenta entrambi gli allenatori quello tra SPAL e Napoli di oggi. Mister Semplici vede la sua squadra crescere passo dopo passo, mentre Carlo Ancelotti, nonostante l’occasione persa per accorciare in classifica, si è mostrato soddisfatto dalla prestazione dei suoi.

LEONARDO SEMPLICI
“Bisogna fare i complimenti ai ragazzi perché non era uno scontro facile, come poi si è dimostrato: il Napoli è una squadra di grande valore, che secondo me ha il miglior organico dopo la Juventus. Dovevamo fare una partita sopra le righe, lo avevo detto. Nel primo tempo abbiamo mostrato una grande personalità, perché dopo essere andati in svantaggio al primo tiro in porta, siamo stati bravi a non disunirci, cercando il pareggio e trovandolo con una bella azione. Nella ripresa siamo partiti bene e potevamo anche ribaltare il risultato, poi chiaramente è venuta fuori la differenza di valori. Siamo stati bravi a soffrire, da squadra, insieme anche al nostro pubblico che ci ha sostenuto e sospinto come sempre, cercando di limitare il loro potenziale offensivo, in alcuni casi anche con un po’ di fortuna come sul palo colpito dal Napoli”.

“La differenza di rendimento tra casa e trasferta è spiegabile con la crescita del potenziale di questa squadra. In casa, sospinti dalla nostra gente, riusciamo a tirare fuori quel qualcosa in più e a essere più incisivi. Si tratta di un percorso di crescita necessario, e mi auguro che già da giovedì riusciremo a migliorare anche le altre statistiche (quelle sui gol fatti e i punti conquistati fuori casa, entrambe ancora a zero, ndr), pur contro un avversario di grande valore. Quest’anno abbiano rinnovato poco e tanto allo stesso tempo, con giocatori venuti da stagioni di scarso utilizzo, da categorie inferiori o da campionati esteri. Serve pazienza per farli crescere ed entrare nella nostra mentalità”.

“Igor e Kurtic sono usciti entrambi per problemi muscolari – ha poi aggiunto a proposito delle sostituzioni – e quella del brasiliano al momento è la situazione che ci preoccupa di più. Domani comunque faremo gli esami del caso e vedremo cosa succederà”.

“Quando pareggi partite contro queste squadre non è mai per caso, vuol dire che ci sono il lavoro, la crescita dei ragazzi e l’intento di mettere le loro qualità sul campo. Piano piano ci stanno riuscendo. Sto cercando di coinvolgere tutti, come con Paloschi che non giocava titolare da un po’. Sappiamo che sarà un percorso lungo e difficile, ricco di sali-scendi, ma credo ci siano le qualità per provare a raggiungere l’obiettivo”.

“Nel primo tempo abbiamo sfruttato maggiormente il lato destro, dove gioca Strefezza, grazie a una situazione di campo che si è creata e che a noi è andata bene. Lui e Reca però devono crescere di pari passo, e anche se è difficile arrivare ai valori assoluti dello scorso anno, per come giochiamo devono migliorare sempre di più ed essere determinanti. Gabriel lo abbiamo preso tre anni fa e dopo averlo mandato a crescere in prestito abbiamo deciso di tenerlo perché pensavamo potesse essere utile, cosa che sta dimostrando domenica dopo domenica”.

CARLO ANCELOTTI
“Questo campionato è molto difficile, come dimostrano anche i risultati di ieri. Io dico che in classifica ci mancano tre punti: ma non sono i due persi oggi, bensì quelli col Cagliari. Non dobbiamo focalizzarci solo sul risultato, ma anche sulla prestazione. Oggi era difficile fare meglio. Abbiamo messo la SPAL nella sua metà campo, creando tante opportunità. Non è un’occasione persa, quelle lo sono quando la squadra gioca male. Poi sono consapevole di come vanno le cose e che saremo criticati perché non abbiamo vinto, ma le chiacchiere se le porta via il vento”.

Il mister del Napoli mostra poi molto fair play sul rigore fischiato e poi tolto dopo l’intervento del Var: “Il tocco di mano c’è, ma non è rigore perché le mani ci sono per forza. La regola dice che è rigore quando si amplia il volume del corpo, quindi è giusto cosi. Magari dispiace, perché a Firenze ne abbiamo preso uno simile contro, ma la decisione è corretta e la accettiamo, visto che da quel giorno le cose sono cambiate”.



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