Questa volta la gita in Friuli non riserva soddisfazioni alla Primavera. A Pordenone i padroni di casa s’impongono per 4-3, grazie ad un inizio letale di secondo tempo. La SPAL, in un match nervoso, contraddistinto da espulsioni e rigori, prova a reagire ma le reti di Cannistrà, Horvath e Babbi non bastano ad evitare il secondo KO consecutivo, che costa la momentanea uscita dalla zona playoff. Una gara che poteva sicuramente andare in maniera diversa, ma i ramarri sono stati estremamente cinici nello sfruttare i cali di concentrazione della retroguardia spallina, punendola senza esitare ogni qual volta se ne sia presentata l’occasione.

Mister Fiasconi conferma per dieci undicesimi la squadra che sabato scorso aveva affrontato il Milan, preferendo solo Minaj come punta centrale rispetto a Babbi, che comunque sarà protagonista (in positivo e negativo) nel secondo tempo. La SPAL parte bene, ma dopo un quarto d’ora di dominio territoriale è il Pordenone a passare in vantaggio. Il primo gol di giornata nasce da un rimpallo su tiro di Pinto, agganciato in area dal nigeriano Osayande che, da posizione defilata, incrocia sul secondo palo, bucando un incolpevole Meneghetti. Ma il momento sembra comunque essere favorevole ai biancazzurri. Infatti a Cuellar e compagni bastano cinque minuti per riaprire i giochi con Cannistrà, che svetta più in alto di tutti e devia di testa una punizione laterale di Zanchetta. 1-1 e palla di nuovo al centro. La SPAL chiude la prima frazione pascolando nella metà campo avversaria e concedendo solo qualche ripartenza, più o meno pericolosa, agli avversari, ma senza occasioni degne di essere riportate sul taccuino.

Nel secondo tempo il leitmotiv della gara sembrerebbe essere lo stesso, con la SPAL propositiva ed il Pordenone attendista. Le cose però cambiano in fretta con i friulani che segnano tre gol nel giro di un quarto d’ora e allungano sul 4-1. Dopo appena cinque minuti Bertoli anticipa il difensore di gran mestiere stoppa un cross sul primo palo dalla sinistra e incrocia in rete da posizione molto defilata. Poi Osayande firma la doppietta personale, inserendosi tra le linee per agganciare un passaggio filtrante e quindi fulminare nuovamente Meneghetti. Il poker è servito da Bric che, dal limite dell’area, raccoglie un traversone e di piatto appoggia in rete. La SPAL è alle corde e, con meno di mezz’ora da giocare, questo colpo metterebbe KO chiunque. Ma i ferraresi, come spesso accaduto in questa stagione, non si danno per vinti e ce la mettono tutta per provare a sistemare le cose. Tunjov dalla sinistra trova con un cross in area Horvath che controlla e marca il 4-2. Poi su un batti e ribatti in area Teyou si guadagna un rigore che Babbi trasforma, per il suo secondo centro stagionale, facendo tornare la sua squadra ad una sola lunghezza di distanza. Ma le eccessive proteste del centravanti a dieci minuti dalla fine, dovute ad un palpabile nervosismo che attraversa tutto il campo, non piacciono al direttore di gara, che lo allontana sventolandogli in faccia il cartellino rosso. La SPAL resta in dieci e pareggiare diventa ancora più difficile. Ma non impossibile, perché su calcio piazzato Cannistrà colpisce il palo. A volte conta anche la fortuna, ma questa volta l’angelo custode del centrale difensivo guardava da un’altra parte.

A fine partita, deluso per la sconfitta mister Luca Fiasconi ci racconta la sua sull’incontro: “Oggi è stata una sconfitta immeritata, per certi versi simile a quella di La Spezia. Prendiamo gol troppo facilmente. Contro il Milan, che sta facendo valanghe di gol a tutti, abbiamo tenuto, dimostrando che quando ci applichiamo poi facciamo bene. Oggi invece è mancata la concentrazione. Però vorrei sottolineare che concediamo poco, il problema è che ogni volta che concediamo qualcosa subiamo gol. Un po’ come quei portieri che stanno tutta la partita senza prendere un tiro e poi vengono freddati sull’unica conclusione concessa. Penso sia una questione del DNA di questa squadra. Nel primo tempo loro saranno stati massimo cinque minuti nella nostra metà campo, mentre noi ci siamo fatti vedere molto di più per volume di gioco. Però poi non siamo stati concreti sotto porta e parallelamente la nostra leggerezza in difesa ha fatto sì che in una delle poche volte in cui ci hanno attaccato abbiano segnato. Nel secondo tempo, dopo il secondo gol incassato, ci siamo innervositi troppo, con loro abili a perdere tempo e farci agitare. Abbiamo provato a reagire, a ricreare, fino a colpire un palo che sarebbe valso il 4-4. Ora cercheremo di analizzare gli errori, sperando che queste batoste servano a crescere”.

Pordenone – SPAL 4-3 (p.t. 1-1)

Pordenone (4-3-1-2): Ronco; Carraretto, Trentin, Tomasi, Yabre; Sbarani, Cotali, Pinto (dal 36’ s.t. Santo); Bric; Osayande (dal 42’ s.t. Secli), Bertoli (dal 27’ s.t. Banse). A disp: Dose, Basso, Capraro, Sautto, Pignata, Sautto, Morandini, Spader, Toffoli. All. Favaretto.

SPAL (4-3-3): Meneghetti; Iskra (dal 15’ s.t. Spina), Cannistrà, Farcas, Alessio; Sare (dal 28’ s.t. Teyou), Zanchetta, Tunjov (dal 44’ s.t. Campagna); Ellertsson (dal 15’ s.t. Horvath), Minaj (dal 15’ s.t. Babbi), Cuellar. A disp: Galeotti, Valesani, Pasqualino, Uddenas, Fregnani, Kryeziu. All. Fiasconi.

Arbitro: Sig. Zucchetti di Foligno (Ass.ti Ceolin e Torresan).
Marcatori: 14’ p.t. Osayande (P), 19’ p.t. Cannistrà (S), 5’ s.t. Bertoli (P), 14’ s.t. Osayande (P), 20’ s.t. Bric (P), 27’ s.t. Horvath (S), 31’ s.t. rig. Babbi (S).
Ammoniti: Ronco (P), Yabre (P), Cannistrà (S), Zanchetta (S).
Espulsi: Babbi (S) al 37’ s.t. per proteste; Campagna (S) a partita finita per proteste; Horvath (S) e Pignata (P) a partita finita per comportamento scorretto.



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