La partita non l’ho sentita particolarmente, al pari di tutte quelle giocate contro gli squadroni. Le partite che mi gonfiano già dal venerdì sono altre, io le farfalle allo stomaco le provo tutte le volte che entro al Mazza, sia che si giochi contro la Juventus, sia che si giochi contro il Saronno.

Parto un poco in ritardo dal paesello, avvito cinque viti nello scolapiatti e una brugola nel tavolino e parto, il mio due aste è in macchina. Sul ponte dell’Impero mi accorgo di non avere addosso nemmeno una sciarpa. Ciò non accadeva da… mai. Chissà perché sono riuscito a dimenticarle. Parcheggio a venti chilometri dallo stadio, causa infestazione da juventini. Arrivo un’oretta prima della partita, appuntamento con un amico al barino della Ovest, mi accorgo di strani personaggi che passano alla spicciolata con giubbotti chiusi come se fosse gennaio in Groenlandia, ma non ci do peso. Non mi interessa l’argomento. Solito posto, soliti amici, solita goliardia, sono a casa, sono tra la mia gente. La partita inizia, ed in effetti uno squadrone domina sull’altro, i ragazzi in tenuta bianco e azzurra corrono come gli ossessi dietro a delle multinazionali che fatturano come tutta le aziende della provincia di Ferrara, VM e Berco comprese, ma i metalmeccanici estensi aggrediscono i padroni del calcio italiano.
Grinta, cuore e agonismo. Noi. Da subito si capisce il perché molti sono venuti ad ammirare il sontuoso nr. 7, non vogliatemene, ma io li capisco. Movimenti sinuosi, passo leggiadro, visione di gioco… è vero, merita il prezzo del biglietto: Missiroli è proprio un gran bel vedere oggi.

Attacchiamo noi e segnano loro. In grada ci sono più gobbi che da Feo. Addirittura miei conoscenti mi riferiscono che alcuni personaggi, al posto delle patatine, mangiano delle boiles al gusto anice. Rob da matt! In mondovisione va in onda lo spettacolo della Curva Ovest: impavidi, indomiti, nessuna importanza del risultato o dell’avversario, cori nuovi, vecchi o vintage, in campo noi vogliamo gente che lotta (ed è così), sugli spalti noi vogliamo gente che balla ed è pure così. Dominiamo i dominatori della serie A, Valdifiori canta e porta la croce, Thiagone proletario rincorre un capitalista in pantaloni corti: siamo belli, ma la mia curva mi fa commuovere.
In alto in basso, ovunque, si narra di infiltrati in Ovest, ma non ce ne frega un cazzo, se le telecamere di Sky avessero un senso dovrebbero inquadrare il monumentale curvone, composto da eroi che hanno visto categorie assurde sempre e solo con la stessa passione. Di fronte una tifoseria da alee-ohoh, in stile Baglioni, roba da motovelodromo.

Noi giochiamo e loro segnano per la seconda volta. Ma siamo ancora lì. L’arbitro non vede un rigore ma aldaVar insiste. Petagone la mette sul dischetto e spiazza il portiere ospite. E la Ovest canta. Canta, balla e poga: quanto orgoglio esserci e farne parte, dieci e lode in basso, dieci meno in alto, curva da dieci, non sarete mai come noi. Cantiamo canzoni antiche: “noi abbiamo ancora quel sogno e quel sogno e rimasto lì…” l’umorismo ferrarese non ha eguali al mondo. Si inneggia all’utilizzo di sostanze psicotrope anche da parte del buon uomo in bianco, canzone per pochi, me compreso che la canto a squarciagola. Quanto orgoglio, quanto carisma, laggiù in basso, noi ci siamo e ci saremo. Chissà gli altri? Rimaniamo in partita fino alla fine, i punti sono sempre quelli ossia zero, ma poi è davvero importante?

Una giornata bellissima, fatta di consapevolezza, unità, voglia di partecipare, voglia di esserci. Come diceva il maestro “la libertà è partecipazione” e noi si, siamo una fantastica anomalia in un mondo cellophane, dove gli utenti gridano gol dopo l’urlo dello speaker. Io davvero, credeteci o meno, non baratterei i mille scudetti degli squadroni con le nostre vittorie in C2, C1 e B. Non baratterei le coppe Italia con la nostra supercoppa di Lega Pro, non baratterei il palmares di coppe europee di tutti gli squadroni con la nostra coppa dell’amicizia Italo-Svizzera. Giuro, sono serio. Essere spallini è un privilegio per pochi e noi fortunatamente lo siamo, lo siamo nati, lo saremo. Ovunque tu sarai, noi sempre ci saremo. Forza vecchio cuore biancazzurro.



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