La stagione 2019-2020 si conclude con larghissimo anticipo a causa della sconfitta di Brescia, la 25^ stagionale. Perdendo al “Rigamonti” la SPAL ha certificato la propria retrocessione in serie B con quattro giornate d’anticipo. La caduta è ancora più fragorosa se si considera che la squadra 2018-2019 conquistò una bellissima e meritata salvezza con un anticipo di tre turni.

E’ meritata anche questa retrocessione, figlia di sfortune e d’errori di valutazione che si sono riflessi con allarmante frequenza sull’andamento della stagione. I numeri della SPAL, con quattro partite ancora da giocare, sono impietosi: 25 sconfitte su 34 partite, peggior attacco della serie A (appena 24 gol), terza peggior difesa (64 gol al passivo) in coabitazione col Genoa. La sconfitta di Brescia peraltro allunga una serie negativa di cinque partite che rischia di estendersi ulteriormente.

Il subentro del 10 febbraio di Luigi Di Biagio all’esonerato Leonardo Semplici non ha prodotto gli effetti sperati dalla dirigenza. Dall’insediamento dell’ex commissario tecnico dell’Under 21 la SPAL si è ulteriormente inabissata, collezionando la miseria di 4 punti in 11 partite. Certo, in mezzo c’è stata una pandemia con relativa sosta forzata. Ma dalla 23^ giornata alla 34^ la SPAL ha visto allargarsi pericolosamente il divario con le rivali: da 1 a 5 punti col Brescia; da 4 a 14 (!) col Genoa; da 7 a 10 col Lecce; da 8 a 22 con la Sampdoria.

Nel passaggio da Semplici a Di Biagio il problema dell’inconsistenza offensiva (0,73 gol a partita) è sostanzialmente rimasto tale (0,63), mentre la tenuta difensiva è peggiorata drasticamente, passando da una media di 1,73 gol presi a partita a un insostenibile 2,09.



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