E’ un punto sudato e voluto quello ottenuto dalla SPAL contro il Torino. Un 1-1 nel quale i biancazzurri, nonostante il minor numero di occasioni create rispetto agli avversari, hanno mostrato la voglia di chiudere con un risultato positivo al “Mazza”.

VOTO DI SQUADRA: 6 – Per cinquanta minuti la squadra di Di Biagio tiene bene il campo, con una buona organizzazione complessiva, senza però rendersi pericolosa dalle parti di Sirigu. Appena è calata l’intensità a livello fisico il Torino ne ha approfittato, ma i biancazzurri sono stati bravi a inseguire un pareggio meritato, mostrando un orgoglio che ultimamente sembrava perso.

THIAM – Premiato con l’esordio dal primo minuto a causa delle recenti incertezze di Letica, vive un primo tempo tutto sommato tranquillo. Nella ripresa prima viene salvato dal palo sul tiro da fuori area di Verdi, poi si dimostra sicuro prima sullo stesso numero ventiquattro e poi su Zaza. Quando Verdi disegna il sinistro del provvisorio vantaggio può solo guardare il pallone che si infila in rete.

CIONEK – L’occasione più pericolosa del primo tempo arriva da un suo tiro che termina alto sopra la traversa. Tiene bene contro Ansaldi, nonostante un’ammonizione un po’ severa di Abisso. Con l’entrata di Iskra si sposta a sinistra soffrendo un po’ di più.

SALAMON – Di testa la prende tutte lui e questo strapotere fisico a volte lo porta a essere anche troppo irruento, con falli tranquillamente evitabili su giocatori spalle alla porta. Per il resto non sfigura.

VICARI – Più attento rispetto alle ultime uscite, con alcune belle chiusure come quella a inizio secondo tempo con Zaza lanciato a rete.

FARES – Torna in campo da primo minuto come terzino, un ruolo che ha ricoperto poco nell’ultimo biennio. Ci mette un po’ a riprendere confidenza col campo, ma col passare dei minuti concede poco a un avversario temibile come Berenguer (dal 13’ s.t. ISKRA – Senza ancora aver compiuto il diciottesimo anno di età, il polacco debutta con una bella personalità in serie A).

DABO – In mezzo al campo è sicuramente quello che si dà più da fare, con tanti inserimenti anche in fase offensiva. Ogni tanto eccede con la sicurezza, con colpi ad effetto abbastanza evitabili.

MISSIROLI – Regia con poche sbavature, con l’ulteriore onere di dover tenere d’occhio un Verdi che spesso si trova a gravitare nella sua zona di campo.

MURGIA – Partita abbastanza anonima. Non si risparmia in termini di impegno, ma sembra sempre faticare nel trovare la posizione giusta, sia in possesso che in fase di copertura.

STREFEZZA – Non è più il giocatore brillante della prima parte di campionato, ma si muove sempre molto, soprattutto in zona centrale, cercando di sfruttare le sue qualità (dal 39’ s.t. HORVATH s.v. – Pochi minuti per assaporare la serie A).

PETAGNA – Prima punta solo sulla lavagna tattica di Gigi Di Biagio: si muove come al solito su tutto il fronte d’attacco, facendo vedere alcune buone cose, ma senza mai tirare verso la porta.

DI FRANCESCO – Dopo cinque mesi, con pochi minuti giocati e un paio di infortuni muscolari superati, era difficile aspettarsi qualcosa da lui. Sfrutta l’ora in campo per riprendere confidenza col campo (dal 13’ s.t. D’ALESSANDRO – Entra molto bene, mettendo in grande difficoltà la difesa avversaria. Prima Abisso e il VAR non ritengono da rigore il contatto con Nkoulou, poi con un diagonale potente non lascia scampo a Sirigu: l’ultimo gol l’aveva segnato mille giorni prima, nel 2017).

DI BIAGIO – Nonostante la sua esperienza a Ferrara sia stata negativa sotto tanti punti di vista, in termini di professionalità non gli si può davvero imputare nulla. Incita e dirige i suoi per tutta la partita, cercando di correggere gli errori commessi.



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