Applausi, nonostante la sconfitta, per un Kleb che ha messo sul parquet tutto quello che aveva nella semifinale della Final Eight di Supercoppa LNP contro la corazzata Scafati. La squadra campana è riuscita a scamparla solo nel finale grazie alle magie del suo americano Thomas. La Top Secret ha dovuto rinunciare, oltre ai lungodegenti Hasbrouck e Pacher, anche Vencato e Baldassarre (da valutare i loro infortuni per la prima di campionato contro Forlì) eppure ha dato filo da torcere agli avversari fino alla sirena finale. Una prova d’orgoglio per un gruppo che potrà regalare ai suoi tifosi tante soddisfazioni nel corso dell’incerto campionato ormai dietro l’angolo.

LA CRONACA
Ottimo inizio del Kleb, decisamente più fluido in attacco rispetto al primo quarto contro Cento: prima Fantoni e poi Ebeling portano avanti la Top Secret, ma il capitano è costretto in panchina dopo appena 1’30” di gioco per due falli. Scafati è appunto corazzata, ha due americani decisamente da categoria superiore e non passa tanto tempo perché facciano vedere di che pasta sono fatti: Thomas domina sotto le plance, Culpepper è un giramondo che sa come farsi rispettare. Ferrara tiene botta con la difesa e non può fare altrimenti, viste le assenze di Hasbrouck e Pacher. Al 7′ Scafati conduce 17-12, ma il Kleb ha approcciato il match decisamente meglio rispetto al derby con Cento: unico neo i tiri liberi, ancora troppo imprecisi i ragazzi di Leka. Al primo mini intervallo è +5 Givova (22-17). Agli acciacchi della vigilia si aggiungono altri guai per il Kleb, perché Vencato subisce un brutto colpo all’anca ed è costretto a guardare il resto del match dalla panchina: gli estensi non demordono, ma dall’altra parte Scafati può contare su un cecchino dall’arco come Musso, mortifero dai 6,75. Stupisce come il Kleb rimanga in scia ai campani nonostante le assenze e i tre falli sulle spalle di Fantoni, Ebeling e Filoni a metà secondo quarto: segno della forza mentale che ha ormai sviluppato questo gruppo. Metro arbitrale decisamente rivedibile, ma ancora una volta Ferrara può contare su un commovente Baldassarre (già 11 per lui), che trascina Ferrara sotto soltanto di due lunghezze all’intervallo lungo (31-33).

Scafati prova a scappare ad inizio ripresa, d’altronde Ferrara è piena zeppa di falli e un minimo di spazio dietro deve lasciarlo: Thomas fa sentire il suo peso contro Ebeling, Culpepper sembra un centometrista. La vera forza della Givova sono i suoi due americani, un lusso per questa Serie A2, la Top Secret risponde con la ‘garra’, che di certo non manca a questa squadra. Al 27′ è ancora equilibrio, 45-45 dopo un contropiede da manuale gestito da Zampini e Filoni, allora questo Kleb ha davvero sette vite come i gatti. Tripla frontale di un monumentale Zampini, due liberi di Baldassarre e Ferrara mette addirittura il naso avanti a fine terzo parziale (54-50). Encomiabile la grinta che ci mettono i ragazzi di coach Leka nonostante le assenze, con 7′ sul cronometro la Top Secret è avanti ancora di quattro lunghezze: Scafati però ha talento ed esperienza da vendere, e in un amen riporta la contesa in parità sul 59-59. Anche Baldassarre accusa problemi fisici nel finale, e adesso a Ferrara serve davvero un’impresa: il Kleb ci prova con tutte le proprie forze, ma Thomas indovina il canestro della vita a 1’13” dalla sirena che taglia le gambe ad una Top Secret mai doma, che con tutti gli effettivi a disposizione potrà certamente recitare un ruolo da grande protagonista nel campionato che inizierà domenica prossima, con la trasferta di Forlì.

GIVOVA SCAFATI – TOP SECRET FERRARA 73-65
(22-17; 33-31; 50-54)

SCAFATI: Culpepper 12, Musso 14, Marino (k) 4, Festinese ne, Thomas 20, Sabatino, Rossato 4, Sergio 7, Benvenuti 9, Cucci 3. All. Finelli.

FERRARA: Galliera Ricci, Pacher ne, Vencato 2, Petrolati ne, Fantoni (k) 10, Baldassarre 16, Ugolini, Zampini 12, Panni 8, Fabbri, Ebeling 11, Filoni 6. All. Leka.



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