Galvanizzata dal successo in Coppa Italia, la SPAL riprende il cammino in campionato in un derby sentissimo che da queste parti mancava dal 2015. Lunedì sera al Mazza (ore 21) arriva la Reggiana, il cui ritorno in cadetteria si sta rivelando tutt’altro che sereno. L’impegno sulla carta appare abbordabile, ma guai a sottovalutare qualunque avversario in questa serie B imprevedibile. Per capire se i granata hanno risolto i loro problemi abbiamo sentito il collega Roberto Tegoni, firma de “La Gazzetta di Reggio” e voce di “RadioReggio”    

La Reggiana arriva all’appuntamento nel suo peggior momento (7 partite senza vittorie, 5 senza gol all’attivo): le ricadute del focolaio di Covid-19 e i seguenti infortuni sono sufficienti a spiegare questa involuzione o c’è dell’altro?
“Diciamo che sono sufficienti a spiegarla per un buon 80%. In questo periodo i giocatori che si sono infortunati fanno parte di quella cerchia su cui faceva affidamento mister Alvini e forse sono anche gli elementi più pronti per disputare un campionato di serie B. Il mese di dicembre è stato un mese nero, con partite ogni tre giorni e senza la minima possibilità di svuotare l’infermeria. Penso a Rozzio, Costa, Rossi, in seguito s’è aggiunto anche Mazzocchi e pure Kargbo. Tutti elementi indispensabili per una rosa che non ha venti giocatori pronti per un torneo così difficile. Da quel che mi dicono, poi, per chi ha contratto il virus la ripresa non è stata affatto facile”.

Finora i granata sono stati tra i più attivi nel contesto di un mercato di serie B a dir poco piatto. Gli innesti di Yao, Del Pinto e Ardemagni saranno sufficienti per puntellare l’organico o servirà qualcos’altro? E c’è qualche possibilità di vedere i nuovi già da lunedì
“Se saranno sufficienti questo non possiamo dirlo. Partiamo dal presupposto che sono tutti e tre giocatori che non giocano una partita da settembre. C’è la grande incognita della tenuta nel breve. Sono sicuramente dei giocatori utili per dare un po’ di respiro alla base titolare. Yao in particolare lì dietro farà comodo. In difesa gli uomini sulla carta destinati a scendere in campo ci sono già, ma non c’è garanzia assoluta sulle condizioni fisiche. Del Pinto e Ardemagni si giocano grandi chance per entrare nella formazione iniziale, credo che potremo vederli già in campo nella partita di lunedì. Secondo il mio punto di vista si può fare qualcosa anche sulle corsie esterne, ma serviranno però delle uscite per puntare a qualche volto nuovo. Vedremo se ci saranno altre opportunità”.

In occasione dell’ultima partita (il recupero col Cittadella) la Reggiana presentava una lista lunghissima di infortunati: qualcuno sarà in grado di recuperare?
“In casa Reggiana tutto tace, ma sembra che Rossi, Rozzio, Kargbo e Mazzocchi siano recuperati, così come dovrebbe tornare disponibile Ajeti. Lunetta è rientrato solo da due settimane. Resta un grande punto di domanda per Costa”.

Mister Alvini è considerato in discussione? E l’opinione pubblica ha ancora fiducia in lui?
“Per quanto possano valere, il tecnico ha ricevuto apprezzamenti pubblici e sostegni da parte di tutta la società, dal presidente al direttore sportivo. Nell’opinione pubblica s’è levata qualche voce critica, ma nel complesso la città e la tifoseria sono tutte con l’allenatore. Non è tanto Alvini l’indiziato numero uno di questa crisi, ma più che altro una rosa non adeguata che ha palesato delle grosse difficoltà”.

Quali sono i punti di forza dai quali la SPAL si dovrebbe guardare nel match di lunedì?
“Domanda complicata. Se verrà recuperato Rossi al centro potremo vedere Radrezza in posizione più avanzata, praticamente a sostegno delle punte. Nel caso potrebbe lui a portare una buona dose di imprevedibilità. Menziono solo un giocatore perché attualmente la Reggiana vive un livello di autostima piuttosto basso, quindi prima di tutto bisognerà recuperare la fiducia. A inizio campionato un punto di forza poteva essere l’entusiasmo e la corsa, ma dopo un dicembre così dispendioso forse sotto quest’ultimo aspetto i granata sono un po’ calati”.

Nonostante i tanti anni di sofferenza in serie C (e anche D), il pubblico non sembra mai aver abbandonato la squadra. A tuo parere quanto sta incidendo l’assenza dei tifosi sul rendimento della squadra?
“Il pubblico non ha mai abbandonato la squadra, soprattutto dopo il fallimento. Con una nuova società di reggiani la piazza s’è nuovamente innamorata, ma la passione non è mai scomparsa effettivamente. Nell’ultimo anno del centenario la nuova dirigenza è stata affiancata da un altro pezzo grosso dell’industria locale e tutto questo ha aiutato a creare nuovo entusiasmo culminato con la promozione in serie B. Credo che l’assenza del pubblico di Reggio Emilia stia incidendo tantissimo nel rendimento della squadra, tuttavia non è la causa principale. I problemi riguardano altre cose”.

Quale formazione ci potremmo aspettare?
“Mister Alvini non s’è mai discostato dal 3412 o da un adattabile 352. In porta Cerofolini, in difesa Ajeti, Rozzio e Costa (se recupera). A centrocampo Libutti a destra, Lunetta a sinistra, Rossi in mezzo insieme al nuovo acquisto Del Pinto. Radrezza alle spalle dei due attaccanti, che credo proprio saranno Ardemagni e Mazzocchi”.

(3412) Cerofolini; Ajeti, Rozzio, Costa (Martinelli); Libutti, Rossi, Del Pinto (Varone), Lunetta; Radrezza; Ardemagni, Mazzocchi.

IN PIU’ RISPETTO ALLA PASSATA STAGIONE: Ardemagni (a, Frosinone), Del Pinto (c, Benevento) Yao (d, svincolato), Cerofolini (p, Fiorentina), Germoni (d, Juve Stabia), Mazzocchi (a, Südtirol), Muratore (c, Atalanta)

IN MENO RISPETTO ALLA PASSATA STAGIONE: Spanò (d, ritiro), Narduzzo (p, svincolato) Pellizzari (d, svincolato), Scappini (a, Modena ), Favale (d, Cesena), Serrotti (a, svincolato), Santovito (d, Renate ), Favalli (d, Perugia)

foto: ufficio stampa AC Reggiana 1919



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