All’indomani della chiusura del calciomercato invernale 2021 le discussioni su eventuali meriti e demeriti della SPAL si sono inevitabilmente sprecati, sia tra gli addetti ai lavori sia tra l’opinione pubblica. La redazione de LoSpallino.com non fa eccezione, per cui ecco di seguito la varietà dei punti di vista. Nel 2020 non mancarono giudizi che in seguito si sono rivelati tendenzialmente infelici, ma ehi, chi è che non sbaglia mai?

Media di redazione: 5,95 – La sufficienza è lì a portata di mano. Stavolta pesano le grandi aspettative nate dalla trattativa per Diaw, perché aveva lasciato credere che la SPAL potesse davvero arrivare ad un profilo in grado di dare la spinta decisiva a una squadra già competitiva. Solo elogi per il mercato in uscita, condotto impeccabilmente con l’obiettivo di dare una sistemata ai conti in un momento storico complicatissimo per tutti, grandi squadre comprese.

A. ORLANDIN – voto 7
Punti forti: La rosa è stata sfoltita; la pressione sul bilancio allentata almeno d’un po’ (vitale liberarsi di Castro); sono arrivati giocatori che permettono di completare il processo di adattamento tattico varato da Marino. Occhio a Segre che pare essere un gran bel giocatore per la categoria.
Punti deboli: Tumminello e Asencio non sono Diaw e Donnarumma, per quanto sappiano anche loro come si fa gol: le incognite sulle loro condizioni fisiche pesano, al pari di quelle che si portano dietro Floccari e Di Francesco. Se le cose dovessero andare storte, Marino si ritroverebbe a fare affidamento sulle vene realizzative di Paloschi, Seck e Valoti.

A. MAINI – voto 5,5
Punti forti: L’essersi sgravati degli stipendi di giocatori che non sarebbero stati centrali nel progetto tecnico di Marino; gli innesti all’insegna dell’equilibrio economico e tattico vista l’adozione dell’ormai inossidabile 352.
Punti deboli: Tumminello e Asencio sono potenzialmente giocatori di qualità, ma il tempo potrebbe essere il peggior avversario per le loro possibilità di dare un contributo adeguato. C’è da capire anche quanto impiegherà Mora a tornare al meglio della condizione.

L. BISCUOLA – voto 5,5
Punti forti: Tutto il mercato in uscita, senza rimpianti. Dal punto di vista economico è stato un sospiro di sollievo.
Punti deboli: L’attacco necessitava di essere rinforzato a dovere e purtroppo non é stato fatto. Forse uno sforzo in più avrebbe potuto rappresentare una garanzia migliore di competitività.

F. MATTIOLI – voto 6,5
Punti forti:  Aver abbassato il monte ingaggi liberandosi di contratti insostenibili per la serie B. Il mercato in uscita è da voto 8. Centrocampo ben rinforzato con Mora e Segre.
Punti deboli: Asencio non è Donnarumma e Tumminello è una completa incognita dal punto di vista fisico. Ma almeno con dei prestiti c’è margine di manovra per gli anni a venire. Brucia l’epilogo della vicenda-Diaw.

P. MATARAZZO – voto 5,5.
Punti forti: Rosa depurata da ingaggi pesanti e giocatori non indispensabili al progetto (uno su tutti: Jankovic). Il ritorno di Mora non è un’operazione-nostalgia, sia per caratteristiche e voglia del giocatore, sia per la stima più volte manifestata per lui da allenatore, società e ambiente. Le conferme di Berisha e Valoti sono preziosissime.
Punti deboli: Non è arrivata la punta che ci si aspettava. Tumminello e Asencio hanno incognite legate alla condizione fisica e al rendimento spesso discontinuo, soprattutto nel caso dello spagnolo. Il mancato arrivo di Kragl o Petriccione (buoni giocatori) ridimensionano in apparenza un buon innesto come Segre.

R. RIZZO – voto 6
Punti forti: L’acquisto di Segre, oltre che essere di prospettiva, può rivelarsi funzionale al progetto tattico: da tempo mancava un giocatore con queste caratteristiche. Ottimo anche lo sfoltimento della rosa, in un momento storico in cui comprare e soprattutto vendere risulta difficilissimo.
Punti deboli: L’attaccante per la svolta offensiva non ha rispettato il profilo atteso. Raul Asencio si porta dietro più di qualche perplessità. Per una squadra che punta alla promozione forse serviva qualcosa di più.

E. BARONI – voto 6,5
Punti forti: Il taglio del monte ingaggi; gli arrivi di Mora e Segre per dare nuove energie a una squadra comunque risollevata nel morale dai giovani arrivati in estate.
Punti deboli: Murgia che è rimasto dov’è, ma in questo caso le responsabilità della società sono limitate. E’ mancato il botto in attacco che avrebbe potuto collocare la SPAL a pieno titolo sul livello di Empoli e Monza.

G. LUPI – voto 6
Punti forti: Bravo Zamuner a liberarsi di alcuni contratti pesanti. I giocatori che hanno lasciato non avevano finora dimostrato di poter essere decisivi.
Punti deboli: La campagna acquisti è troppo basata su scommesse come Tumminello e Asencio. Manca una punta di sicuro affidamento e forse un difensore dopo la partenza di Salamon.

L. ARMARI – voto 5,5
Punti forti: Le cessioni. Nonostante la surreale situazione contemporanea sono stati ceduti i giocatori con ingaggi pesanti dando respiro economico alle casse.
Punti deboli: Benché siano arrivati giocatori di talento e prospettiva, in attacco serviva una grande certezza per sopperire ai tanti infortuni ed aumentare la pericolosità sotto porta.

L. TESTONI – voto 5,5
Punti forti: Lo sfoltimento è da 8 in pagella, non fosse stato per la testardaggine di Murgia, sarebbe stato perfetto.
Punti deboli: Serviva un attaccante, preferibilmente forte. Non è arrivato.

G. POZZATI – voto 6
Punti forti: Piazzare così tanti esuberi non era facile, specie di questi tempi, ma Zamuner ha dimostrato di saper muoversi bene. La SPAL si alleggerisce da qualche ingaggio pesante ma al tempo stesso conferma gli uomini chiave in ogni reparto.
Punti deboli: Manca all’appello il famoso attaccante di livello (quello che fu Floccari nel gennaio del 2017). Ai tifosi interessano i gol e non i conti e molti si aspettavano uno sforzo che andasse oltre ai giovani.



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