A novembre il confronto tra SPAL e Salernitana (2-0) sembrò dimostrare tutto il valore e il potenziale inesplorato della squadra di Marino, ma indusse anche qualche osservatore a predire il ridimensionamento dei granata. Niente di più sbagliato, visti i cinque punti di distacco che oggi separano le due squadre: gli uomini guidati da Fabrizio Castori sono ancora lì a lottare per la promozione diretta, mentre i biancazzurri sono nel bel mezzo di una crisi di difficile risoluzione. Per capire che aria tira a Salerno, abbiamo chiesto informazioni a Dario Cioffi, redattore delle pagine sportive per il quotidiano campano “La Città

Nel girone di ritorno la Salernitana ha quasi sempre pareggiato, trovando il successo solo contro l’Ascoli. La squadra ha leggermente rallentato per qualche motivo particolare o sta solo tirando un po’ il fiato dopo un ottimo girone d’andata?
“Un piccolo rallentamento c’è stato rispetto a un girone fa, probabilmente fisiologico in una stagione dai ritmi così serrati. Però l’altra faccia della medaglia mostra come la squadra di Castori sia imbattuta da sette gare, una serie positiva iniziata nell’ultima d’andata con il successo sul Pescara. Aggiungo che se a inizio campionato era stato conquistato qualche punto in più rispetto a quanto visto in campo (vedi la vittoria in casa del Chievo), stavolta la Salernitana è un po’ in credito con la buona sorte”.

Nella prima metà di campionato gli scettici avevano predetto che la Salernitana si sarebbe un po’ ridimensionata e invece è ancora lì in piena corsa per la promozione diretta. Quali sono stati gli ingredienti di questo rendimento?
“La Salernitana è la stessa da inizio stagione: una squadra umile, compatta, operaia e difficile da affrontare per chiunque. Apparentemente senza stelle, se si esclude forse l’impatto che nell’immaginario collettivo della B può avere il nome di Tutino, ha costruito un’identità forte. E infatti da fine settembre è sempre stata lassù”.

Il mercato invernale non ha riservato grandi colpi. E’ stato giusto non rivoluzionare troppo la rosa oppure si poteva inserire qualche elemento importante per puntare con più decisione alla promozione?
“Rivoluzionare non avrebbe avuto senso. Da osservatore esterno, come i tifosi che vorrebbero sempre il meglio, avrei ovviamente accolto volentieri un altro colpo in attacco che la Salernitana ha cercato, per esempio trattando La Gumina, salvo poi ripiegare sul giovane norvegese Kristoffersen. Ci sono tre punte importanti in rosa, va detto, perché Tutino-Djuric è una coppia eccellente e Gondo una valida alternativa. Ma il calciomercato, non a caso, è soprannominato ‘la fiera dei sogni’…”.

Nella partita d’andata il divario tra SPAL e Salernitana sembrò netto e gli scontri diretti con Monza ed Empoli hanno riservato altrettante delusioni: il punto debole di questa squadra può essere la tendenza a sbagliare la partita con avversarie teoricamente più quotate?
“Finora è stato così nei tre precedenti citati. Partite molto simili, nate male e morte in fretta per la Salernitana. Sono tutte sconfitte arrivate in trasferta. All’Arechi, anche se nell’anomalia d’un campionato senza pubblico, che appiattisce il fattore campo, i granata hanno fatto molto meglio, perdendo solo dal Pordenone e mettendo in fila 25 punti in 12 gare, miglior rendimento interno della B”.

La proprietà della squadra è sempre stato motivo di polemiche nel corso degli anni. Dalle critiche a Lotito per il suo presunto scarso interesse alle difficoltà di una gestione condivisa con la famiglia Mezzaroma. Il buon campionato di quest’anno sta facendo cambiare idea all’opinione pubblica?
“I risultati nel calcio governano molto gli umori, anche se non sono tutto. Il discorso è lungo, complesso e provo a sintetizzarlo in un concetto stringato, sicuramente riduttivo ma che dà l’idea dello stato dell’arte: alla Salernitana i tifosi, tutti, sebbene con argomentazioni e in modalità tra loro diverse, hanno ‘contestato’ fin qui il fatto di non aver mai lottato per la serie A. Oggi, purtroppo in una stagione di stadi a porte chiuse, per la prima volta sta accadendo. Toccherà alla squadra di Castori, se ne sarà capace, arrivare fino in fondo”.

Chi sono al momento i granata più in forma e quelli che invece stanno attraversando un periodo difficile?
“Resto sull’attacco: Tutino è già arrivato in doppia cifra, eguagliando il suo record in serie B, mentre Djuric non segna da oltre due mesi. Probabile, dunque, che Tutino ‘buchi’ la partita e Djuric faccia gol (ma è una battuta)”.

Che formazione potremmo vedere in campo martedì sera contro la SPAL?
“Credo un undici molto simile a quello che ha pareggiato venerdì scorso in casa della Reggiana. La Salernitana ha avuto un giorno in più per recuperare. L’assetto base, con un 3-5-2 apparentemente molto compatto (grazie a due esterni attenti alla fase di copertura quali sono Casasola e Jaroszynski) dà equilibrio. E per soluzioni più offensive e di qualità, vedi Cicirelli e Kiyine, potrebbe esserci spazio in corso d’opera”.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Adamonis; Aya, Gyomber, Mantovani; Casasola, Coulibaly, Di Tacchio, Capezzi, Durmisi; Djuric, Tutino.

IN PIU’ DOPO IL MERCATO INVERNALE: Mamadou Coulibaly (C, Udinese), Sanasi Sy (D, Amiens), Durmisi (c, Lazio), Carmine Iannone (A, Foggia), Sofian Kiyine (C, Lazio), Pawel Jaroszynski (D, Pescara), Reda Boultam (C, Triestina)
IN MENO DOPO IL MERCATO INVERNALE: Joel Baraye (Avellino), Marco Firenze (Padova), Edoardo Iannoni (Juve Stabia), Niccolò Giannetti (Pescara), Walter Lopez (Triestina



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