SPAL-Parma (7^ giornata di serie B) è finita 2-2, ma oltre al risultato com’è andata? Vediamolo nel dettaglio con un’analisi approfondita.

L’AVVERSARIO
I risultati delle prime sei giornate del Parma non sono allineati con quelle che erano le aspettative di inizio stagione: i crociati si presentano al Mazza con un solo punto di vantaggio in classifica sulla SPAL, ben distante dalla vetta. Al pari dei biancazzurri fanno i conti con una rosa profondamente rinnovata dopo la retrocessione, in cui l’allenatore sembra non aver ancora scelto una formazione tipo. Sono diverse infatti le soluzioni provate dal 1-4-2-3-1 al 1-3-4-3, coinvolgendo fin qui come titolari ben ventuno giocatori diversi. Per questa partita invece Maresca ha confermato per la prima volta gli undici titolari del turno precedente (1-1 col Pisa).

Formazione
1-4-3-3
Buffon;
Del Prato, Cobbaut, Valenti, Coulibaly (84’ Correia);
Vazquez, Schiattarella, Juric (60’ Sohm);
Brunetta (84’ Bonny), Tutino (65’ Inglese), Mihaila (60’ Busi).
Allenatore: Maresca

LA SPAL
Tendenza opposta per mister Clotet, che per dare continuità al lavoro e alle prestazioni incoraggianti sceglie sempre di cambiare il meno possibile. Solo due avvicendamenti per la SPAL rispetto alla partita di Terni: Tripaldelli nuovamente a disposizione dopo un problema muscolare ritrova la maglia da titolare sulla sinistra. Nuova chance per Latte Lath che prende il posto di Seck come trequartista, assieme a Mancosu e Crociata dietro all’unica punta Colombo.

Formazione
1-4-2-3-1
Thiam;
Dickmann, Vicari, Capradossi, Tripaldelli (71’ Celia);
Esposito, Viviani;
Crociata (59’ Seck), Mancosu, Latte Lath (80’ Ellertsson);
Colombo.
Allenatore: Clotet

LA PARTITA
Si è assistito ad una partita molto simile a quella di Terni, in cui gli avversari hanno preferito lasciare l’iniziativa alla SPAL, cercando poi di finalizzare le occasioni create da transizioni positive. Una considerazione supportata ad esempio dai dati relativi al possesso palla:
6^ giornata, Ternana-SPAL _ 29:56 / 36:45 ;
7^ giornata, SPAL-Parma _ 37:54 / 28:52 ;

Altra costante del gioco della SPAL è la frequenza con la quale si cerca il tiro in porta, non a caso la squadra risulta prima in tutta la serie B per numero di conclusioni tentate. Facendo riferimento al dato dei 15 tiri, di cui 9 nello specchio della porta, l’allenatore Clotet nel post partita ha voluto rafforzare ulteriormente l’impressione della supremazia della sua squadra, citando 28 come numero di tiri complessivi. Ciò significa che in realtà oltre ai 15 conteggiati, ci sono state altre 13 volte in cui dei tiri potenzialmente verso lo specchio della porta sono stati respinti dagli avversari.

Questi numeri possono essere indicativi di come oltre che per strategia tecnica, la ricerca del tiro in porta, specialmente quello da fuori, sia quasi obbligata: affrontando squadre che applicano pressione moderata rimanendo basse, in situazione di difesa organizzata è difficile trovare spazio alle spalle per attaccare la profondità.

La SPAL ha concesso la costruzione bassa agli avversari, che a loro volta hanno sfruttato due strategie principali. Partire da Buffon oppure utilizzare Cobbaut e Valenti per cercare le mezzali oltre il centrocampo. In alternativa sulle verticalizzazioni è stato delegato più il mancino dello stesso Valenti, con la ricerca di Mihaila sulla sinistra.

Nell’immagine seguente lo sviluppo di una transizione positiva della SPAL vede coinvolti tre giocatori. Mancosu dopo aver recuperato il possesso centralmente (con un contrasto con Schiattarella), sceglie di finalizzare con un tiro da fuori da circa 25 metri. Il tiro viene poi ribattuto dal difensore avversario che ha coperto correttamente lo specchio della porta.

Dopo circa cinque minuti si può osservare un’altra situazione analoga, sempre con tre giocatori spallini a sviluppare una transizione offensiva. Anche questa volta il possesso viene recuperato centralmente, ma sulla trequarti difensiva: Mancosu intercetta il passaggio di Cobbaut che si era spinto in avanti in conduzione. Latte Lath, dopo uno scambio con Viviani, si presenta nel punto da cui Mancosu aveva precedentemente tentato il tiro. Con Crociata che ha il tempo per occupare il campo in ampiezza, la scelta logica da parte del possessore è quella di premiare l’inserimento laterale. Anche in questo caso l’azione si conclude con il tiro ribattuto da Coulibaly, ma con una difesa avversaria messa decisamente più in difficoltà, visto che Schiattarella aveva inizialmente coperto centralmente la mancanza di uno dei due difensori centrali.

Il primo gol del Parma nasce dal tentativo spallino di finalizzare l’ennesima transizione positiva creata a centrocampo. Dopo aver momentaneamente recuperato un pallone sul possesso prolungato degli avversari Latte Lath non riesce a servire Colombo in verticale, potenzialmente senza opposizione. Riconquistando il pallone a contrasto con Schiattarella e Cobbaut, gli avversari riescono ad entrare velocemente in area, dove la SPAL aveva concentrato la propria densità riuscendo a respingere con Capradossi il primo tiro di Brunetta. Nel ripiegamento difensivo anche Crociata termina la sua corsa dentro l’area, di fatto precludendosi la possibilità di contendere un’eventuale seconda palla al di fuori. La ribattuta finisce proprio sui piedi di Tutino che con lo specchio della porta totalmente libero firma il vantaggio.

Su sviluppo organizzato la SPAL come sempre utilizza i terzini per mantenere la massima ampiezza, anche se poi la soluzione più cercata è quella centrale, con l’attacco che si schiaccia a ridosso della difesa avversaria. Nel fotogramma seguente si può vedere il momento in cui Esposito effettua un lancio a metà tra Mancosu tra le linee e Dickmann largo a destra. Il pallone viene calciato da Mihaila lontano dalla propria area e finisce a disposizione di Vicari a centrocampo, con Tutino unico giocatore del Parma rimasto sopra la linea della palla.

Proprio sul prosieguo dell’azione la SPAL ha forse la migliore occasione per portarsi sull’1-1. È lo stesso Vicari a riuscire a trovare il passaggio giusto per Dickmann, rimasto in proiezione offensiva. Il terzino, dopo aver vinto il duello ancora su Mihaila in marcatura, converge all’interno e poi effettua un passaggio a Latte Lath che spalle alla porta scarica su Esposito, che a sua volta di prima serve Tripaldelli. Qui il terzino sinistro da posizione decentrata calcia sul fondo dalla parte opposta.
Interessante come su questa combinazione, sviluppata in orizzontale e non in verticale, in tre passaggi siano stati coinvolti entrambi i terzini, riuscendo poi ad arrivare al tiro.

Al 67’ il Parma raddoppia con Vazquez all’altezza del disco del rigore, su un passaggio laterale all’indietro del terzino destro Del Prato. Nel fotogramma si può notare come prima Tripaldelli sia poco reattivo nel seguire l’avversario che chiude la triangolazione dietro le sue spalle, mentre nella zona centrale contemporaneamente Mancosu non ha seguito Vazquez che stava iniziando l’inserimento.

Dopo il gol del temporaneo 1-2, la SPAL ha trovato il pareggio definitivo durante il primo minuto di recupero. In una situazione simile a tante altre occorse durante la partita da quella posizione, Esposito prima finta il tiro per disorientare l’avversario, poi una volta liberata la traiettoria di passaggio serve Vicari dentro l’area che a sua volta si appoggia a Seck. Qui il numero 21 spallino è bravo a trovare Colombo, unico libero da marcatura che con il sinistro batte Buffon e fissa il risultato sul 2-2 finale. In questo caso occorre citare l’iniziativa personale di Esposito per quella che sembrava essere una palla chiusa, divenuta poi passaggio chiave all’interno dell’area di rigore grazie alla sua abilità nell’uno contro uno. Si può notare inoltre come la SPAL per la rifinitura scelga di ricorrere in modo limitato al cross: Esposito prima di puntare il diretto avversario al centro avrebbe avuto anche la possibilità di passaggio su Celia (che aveva sostituito Tripaldelli), rimasto completamente solo all’esterno.

SPAL IN POSSESSO PALLA
1-4-2-4
Agisce sempre con quattro uomini a tenere impegnata la difesa avversaria su tutta l’ampiezza. Nel momento in cui si entra in zona di rifinitura la densità viene spostata in zona centrale. Importante osservare che anche i terzini si alzano in modo da continuare a fornire ampiezza, pur entrando poche volte in possesso. Gli sviluppi preferenziali sono centrali da cui cercare il tiro in porta, ma l’alto numero di giocatori nell’ultimo quarto di campo permette di poter contendere eventuali seconde palle derivate da una respinta, o di essere più aggressivi con un pressing offensivo nel momento in cui l’avversario recupera il possesso vicino alla propria area.

SPAL IN NON POSSESSO PALLA
1-4-2-3-1
Organizzando la pressione in maniera moderata fino alla trequarti, la SPAL ha messo in condizione gli avversari di dover ricorrere spesso alla verticalizzazione in fase di costruzione. Mentre Colombo temporeggia prima di chiudere la linea di passaggio tra i due difensori centrali, indirizzando il gioco del Parma, la linea a tre composta dai due terzini e Schiattarella che si abbassa tra loro viene marcata a uomo dai trequartisti. A seconda del momento di gioco si possono trovare alti Esposito o Viviani, come in questo caso. In foto si può assistere al momento in cui Colombo riesce ad andare a contrasto contro il centrale avversario, che aveva rallentato per la mancanza di soluzioni di passaggio sicure vicino a lui. Sugli sviluppi il giovane centravanti non riuscirà a recuperare il possesso in maniera definitiva, obbligando comunque l’avversario ad eludere il pressing calciando il pallone lungolinea. La probabilità che gli avversari ricorressero a lanci lunghi per servire la propria linea d’attacco ha costretto la SPAL ad essere più lunga del solito, tuttavia la superiorità numerica creatasi ha permesso sia a Capradossi sia a Vicari di staccarsi centralmente diverse volte per seguire i diretti avversari in marcatura fino a centrocampo.


Sergio Restano ha 31 anni, è allenatore UEFA B e ha la qualifica di match analyst professionista.



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