Quasi certamente non sarà la prima cosa alla quale ha pensato dopo il fischio finale della partita di mercoledì, ma Massimiliano Alvini – allenatore del Perugia – era già passato attraverso un momento abbastanza simile qualche anno prima, sempre a causa della SPAL.

30 gennaio 2016, stadio “Melani” di Pistoia.
Pistoiese-SPAL, 20^ giornata del campionato di Lega Pro. La partita del “Gigio-entra-e-segna“. Quella di Luigi Grassi che entra al quarto d’ora della ripresa e poco meno di mezz’ora dopo sbatte dentro il gol decisivo su assist di Finotto, sotto ad un settore ospiti di tifosi infreddoliti che passano in un istante dall’apprensione al delirio. I tre minuti di recupero si giocano giusto per le statistiche e la SPAL si intasca i tre punti per consolidare il primato.

Alvini era l’allenatore di quella Pistoiese collocata quasi all’opposto della classifica rispetto alla SPAL. Gli arancioni lottavano per la salvezza (alla quale poi arrivarono con fatica), mentre la squadra allenata da Semplici volava verso la serie B che mancava da 23 anni.

Da allora di gol segnati allo scadere o quasi se ne sono visti diversi, a favore ed a sfavore, ma per ovvie ragioni rimangono impressi più frequentemente quelli che ci hanno fatto saltare, scivolare, agitare, urlare e alzare i pugni come se li avessimo fatti noi.

Qualche esempio?

Michele Cremonesi ammutolì (parzialmente) il “Manuzzi” di Cesena il 14 ottobre 2016, agguantando con una zuccata un insperato 1-1. Era la SPAL del miracolo che iniziava a ingranare, reduce dallo 0-1 di Pisa firmato Arini e rimasta in inferiorità numerica un minuto prima per l’espulsione di Mora. Quella sera i tifosi della SPAL presero parecchia acqua, ma tornarono a casa con un gran sorriso.

Forse IL gol allo scadere. Quello che ad ogni Vicenza-SPAL ci andiamo a riguardare da quanto ci ha fatti impazzire. E da quanto ha fatto impazzire, in negativo, i vicentini. È anche il gol nel recupero segnato più in là sul cronometro, quasi a ridosso del minuto 97 di gioco. E fu il secondo di Sergio Floccari nel giro di due partite dopo quello al debutto contro il Benevento.

Magari meno pesante, ma di sicuro non meno iconico. L’unico gol di Eros Schiavon della magica stagione 2016/2017, segnato sotto la Ovest, per chiudere una partita difficilissima contro il Novara alla giornata 34, in un momento cruciale del campionato e dopo la sconfitta inaspettata di Avellino. Con dedica speciale a Pietro Verri, un cuore biancazzurro che in quel momento lottava per mettersi alle spalle un brutto incidente.

La prima vittoria in serie A dopo mezzo secolo la firmò Luca Rizzo il 27 agosto 2017 con un gol spettacolare, al 93′, in coda a una partita che la SPAL rischiava di pareggiare dopo essere riuscita ad andare sul 2-0 con Borriello e Lazzari.

Forse uno degli ultimi ricordi felici della serie A 2019/2020, assieme alle vittorie di Torino e Bergamo. Jasmin Kurtic, in quel momento ancora uno degli uomini più rappresentativi della SPAL, che al 92′ della terza di campionato castiga una Lazio presuntuosa, che si era accontentata del solito gol di Immobile nel primo tempo. La rimonta era stata avviata da Petagna al 63′.

Se ci fossero stati i tifosi in curva Ovest questo cucchiaino di Lucas Castro avrebbe generato una magnitudo completamente diversa. Purtroppo era l’ottobre 2020 e ci si doveva accontentare di un migliaio di spettatori tutti collocati in tribuna, belli distanziati. Peccato, perché il rigore dell’argentino aveva messo il sigillo su tre punti che sembravano promettere delle belle soddisfazioni.

Nella stagione in corso c’era già stato un gran bel gol nel finale a stampare un pareggio sul tabellino. Quello di Lorenzo Colombo contro il Parma, segnato sotto la Ovest con un tiro di prima intenzione di rara potenza e precisione. Uno dei momenti più esaltanti della stagione per il giovane centravanti del Milan, che a Perugia purtroppo ha conosciuto uno dei punti più bassi della stagione con l’espulsione nel giro di tre minuti. Ma, come insegna l’andamento di Perugia-SPAL e di tante altre partite, per riscattarsi c’è sempre tempo. Basta crederci fino alla fine.



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