foto Filippo Rubin

Il presidente Joe Tacopina è stato l’ospite della puntata 22 della rubrica A Bordo Campo condotta da Carolina Stramare sulla piattaforma Helbiz Live. Registrata a salvezza matematicamente acquisita dopo la bella vittoria casalinga ai danni del Frosinone, l’intervista fa affidamento sulla scenografia del Paolo Mazza per una chiacchierata di una trentina di minuti su diversi temi di attualità di casa SPAL.

LA STAGIONE – “Non è semplice, ma non posso che dare un 6 come voto a questa mia prima stagione alla SPAL” – ha esordito il presidente dopo aver dato il benvenuto alla conduttrice in tribuna autorità. Non è semplice perché ci siamo salvati in una situazione divenuta più complicata del previsto, giocando una partita decisiva e dando tutto ciò che si poteva per 94 minuti, il che mi ha comunque dimostrato che la squadra aveva un cuore e un anima. Non posso negare che dal punto di vista sportivo questa stagione sia stata deludente, ma con l’obiettivo salvezza raggiunto possiamo partire da una base stabile su cui ricostruire e costruire il futuro”.

Il livello della serie B di quest’anno penso sia stato particolarmente alto rispetto agli standard. Mentirei se dicessi che la competizione era su questi stessi livelli quando ero presidente di Bologna e Venezia. Questo rende il campionato sicuramente più entusiasmante e certifica come il numero di investitori anche nella serie cadetta sia aumentato e generi una maggior competitività delle squadre. Penso che questo instaurerà un meccanismo per cui anno dopo anno la serie B sarà sempre più competitiva e agguerrita e questo non può che essere un bene per il calcio italiano in generale“.

PERCHÉ LA SPAL – “Cosa mi ha convinto? Prima di tutto, questo: osserva il Paolo Mazza. Un gioiello. E poi le strutture ed il centro di allenamento: qui l’infrastruttura è al top, roba da Serie A. Qui c’è tutto per fare bene, impianti sportivi straordinari e una città meravigliosa in cui i tifosi sono qualcosa di speciale. La loro presenza dà ai giocatori un vero e proprio vantaggio e penso penso che la partita contro il Frosinone ne sia stata la prova più tangibile. Ma il bello è l’attaccamento, nella buona e nella cattiva sorte, il loro appoggio c’è e si sente. Questo mix tra città e tifosi è sensazionale. Poi il settore giovanile è un altro dei punti su cui possiamo e vogliamo spingere molto: è già tra i migliori d’Italia e può crescere ancora. Un sostegno insostituibile per la prima squadra, con giocatori che si integrano sempre più“.

I tifosi? Sono davvero il dodicesimo uomo in campo. Non saprei dare altre definizioni. La loro energia è unica e nella partita contro il Frosinone l’hanno sprigionata tutta. Ci serviva il loro appoggio e loro hanno superato ogni aspettativa di tifo che potessimo avere con l’ennesima enorme espressione d’affetto, pur lottando per un obiettivo, la salvezza, che non era ciò che ci aspettavamo. Nonostante questo i tifosi ci hanno sostenuto partita dopo partita e dopo la vittoria col Frosinone sembrava avessimo vinto lo scudetto per quanto si è festeggiato allo stadio. Nessuno ha lasciato il proprio posto per più di un’ora dopo la partita continuando a cantare. Un mio partner mi ha fatto notare: ‘Pensa se un giorno dovessimo vincere qualcosa come sarebbe qui’. Questi sono stati i festeggiamenti semplicemente per il mantenimento della categoria, non vediamo l’ora davvero di poter regalare alla gente qualcosa di grande e di magico. Lo meritano e faremo di tutto“.

SERIE A – “Non mi piace fissare scadenze, non deve essere una forzatura, ma so che succederà e lo voglio. Magari non sarà il prossimo anno e sarà tra due, o tre, ma la mia missione è riportare la SPAL in serie A. Su questo non c’è dubbio e non ci sono obiezioni. Vedremo quando succederà, ma so che succederà. Dobbiamo giocare per vincere e competere ai massimi livelli, ripartendo da ciò che di buono abbiamo, ovvero una società solida. Sappiamo tutti che il closing è effettivamente arrivato solo il 13 agosto e abbiamo potuto costruire una squadra in pochissimi giorni prima dell’inizio della stagione. Questo è l’aspetto che probabilmente ha limitato l’impatto sulla struttura societaria: dopo la stabilità, è il momento del rilancio per alzare gli obiettivi per tutti i componenti del club“.

STRATEGIE – “Stiamo lavorando, questo è quello che posso dire. Lavoriamo sodo per costruire la squadra: quello che so è che prenderemo un attaccante che ci garantisca almeno 15 gol a stagione. Questa è stata una delle nostre criticità di quest’anno. Non posso fare nomi perché sarebbe anti-strategico e il prezzo inizierebbe a crescere esponenzialmente rendendo noto un interesse concreto. Stiamo lavorando duro e non ci faremo cogliere impreparati, sappiamo cosa fare e come farlo“.

Innovazione? Penso che quello che abbiamo qui alla SPAL sia qualcosa di magnifico. Il centro Gibì Fabbri, lo stadio e anche in termini di persone abbiamo il lusso di avere in squadra uno come Giuseppe Rossi che ha giocato in club come Manchester United, Villareal e Fiorentina. Lui stesso ha detto che le nostre strutture sono tra le migliori che abbia mai visto. Abbiamo margini di miglioramento, ci sono ancora gli angoli dello stadio da sfruttare e riempire con attività come negozi, ristoranti ed eventi sociali con giovani e studenti che sono numerosissimi in città. Sta per arrivare uno spazio che dedicheremo alla ‘hall of fame’ del club vicino alla tribuna. Inoltre abbiamo in cantiere un progetto per un nuovo convitto per i ragazzi del settore giovanile. Abbiamo tante idee, tanti progetti: la base di partenza è davvero buona e questo ci permette di gestire al meglio le migliorie e rendere ancora più grande questo club“.

GIUSEPPE ROSSI – “Su Rossi le aspettative sono sempre alte, visto il personaggio di cui stiamo parlando. Purtroppo fisicamente ha avuto qualche acciacco e ha perso le ultime importanti sfide per un infortunio, ma il suo apporto alla stagione è stato esattamente quello che mi aspettavo nel momento in cui l’ho ingaggiato. Quando gioca fa sempre quello che si chiede ad uno come lui, basti pensare ai gol pesantissimi che ha segnato in questa stagione. Ha un impatto a 360° sull’ambiente, quindi è un punto di riferimento sia in campo sia in spogliatoio, dove fa da esempio per tutti, a maggior ragione per i più giovani. Sono orgoglioso di lui, di quello che ha fatto per noi e della persona che è: Giuseppe è un amico“.

Altri colpi del genere? Ho sentito Del Piero in questi giorni (ride, ndr). A parte gli scherzi, anche con Alessandro sono molto amico, abbiamo affari in comune a Miami dove si trova il suo ristorante. Non abbiamo piani di marketing in questo senso, Pepito non è venuto per la sua immagine ma per il contributo concreto che avrebbe saputo dare in campo e in termini di carattere. Quindi se si parla di giocatori esperti che sappiano dare un impatto importante sul campo e in spogliatoio, ben vengano“.

MENTALITA’ – “Credo fermamente nel potere della positività: quello che cerco di fare è sempre portare entusiasmo. In tutto ciò che ho fatto e realizzato nella mia vita, ho sempre avuto la stessa mentalità: positività ed entusiasmo come filosofia di vita. Quello che ho fatto a Bologna e Venezia penso sia stato proprio questo: oltre a cercare di prendere i giusti allenatori e giocatori, anche instillare la mia mentalità e la chimica necessaria al successo. La mentalità è la chiave del successo, io stesso sono un competitivo nato, devo vincere in qualunque cosa mi cimenti: non ci sono altre opzioni nella mia testa e questo è ciò che cerco di dare anche ai giocatori. Crederci e credere in noi stessi sempre, per ottenere il risultato che si desidera“.

SETTORE GIOVANILE – “Penso sia la chiave, sicuramente uno degli aspetti più importanti. Per raggiungere un certo tipo di risultati, penso sia fondamentale raggiungere obiettivi anche nel settore giovanile. L’Atalanta è il modello perfetto: negli ultimi dieci anni è riuscita a dare un contributo consistente alla prima squadra, sia in termini di nuovi calciatori in rosa, sia di giocatori con cui monetizzare o imbastire trattative per poi investire e rigenerare il ciclo. Il settore giovanile SPAL è cresciuto molto negli ultimi anni e ha dato alla prima squadra sempre più ragazzi di valore e risorse. Siamo veramente concentrati su questo aspetto, Catellani è il nostro responsabile e io cerco di essere presente più possibile, andando alle partite di ogni categoria, compatibilmente con gli impegni. I ragazzi devono essere consapevoli che sono presente e che tengo al loro futuro come tutta la SPAL. Si tratta di un aspetto fondamentale“.

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