foto Taddeo

Tra il 2021 e il 2022 la curva Ovest è finalmente tornata in movimento, spostandosi tra gli stadi di tutta Italia per seguire la SPAL nelle partite in trasferta, nonostante limitazioni e comprensibili ansie legate alla pandemia. Si è trattato di un primo passo verso la normalità, anche se i numeri record pre-Covid rimangono ancora lontani. Lo ha spiegato nel dettaglio Angelo Barlati, uno dei massimi esperti di trasferte della tifoseria biancazzurra, col suo “La Ovest in numeri“, nell’ambito della serata di chiusura dell’edizione 2022 della festa della curva.

Secondo me questo il ritorno della tifoseria in trasferta è un risultato importante quasi come quello della salita in serie A. I numeri purtroppo non sono entusiasmanti, perché ci eravamo lasciati tre anni fa con una media di 1.100 persone a trasferta, al sesto posto in tutta la serie A. Un risultato veramente clamoroso essere dietro solamente alle cinque big. Oggi ci ritroviamo a metà classifica in serie B. Il calo è stato veramente importante. Ci sono stati tanti problemi: la pandemia, gli orari di gara difficoltosi, ma questo vale per tutte le tifoserie. Quest’anno ci troviamo con una media di 203 persone per ogni partita lontano da Ferrara. Le trasferte al nord sono state tutte piuttosto seguite: dai 300-400 in su, con un picco a Cittadella con 630 presenze. Invece al sud ci siamo ritrovati in pochi, a partire dai 30 di Reggio Calabria, 37 a Crotone e 70 a Cosenza“.

In trasferta, oltre a tifare SPAL, abbiamo avuto la possibilità di scoprire numerose specialità enogastronomiche dell’Italia, tant’è che abbiamo stilato una classifica dei piatti più buoni che abbiamo assaggiato. In cima c’è la focaccia di Recco, seguita dalla ciaccia umbra. E quest’anno si torna in Liguria perché ci sarà la trasferta col Genoa. Abbiamo stilato anche una classifica delle migliori trattorie: a vincere per distacco è stata la Giancarla di Magliano Sabina, ma una menzione importante va fatta al terzo posto del distributore di Ancona: un posto che si trova letteralmente accanto ad un distributore di benzina, che propone pesce e soprattutto costa poco. La vera sfida di quest’anno, almeno per i tifosi che io chiamo ‘goderecci’, non sarà tanto quella di trovare posti nuovi, ma di convincere i ristoratori a fare delle offerte con bevande incluse. Purtroppo iniziano un po’ a conoscerci e hanno capito che potrebbe non essere del tutto conveniente. Anche gli astemi hanno cambiato idea dopo aver assaggiato l’Aglianico tagliato col Fragolino che ci hanno proposto in Calabria“.

Barlati ha poi raccontato un aneddoto per far capire quanto fosse mancata la vita da stadio, ovviamente in trasferta, nell’anno e mezzo di chiusure: “Uno di quelli che ha fatto la trasferta di Ascoli, dove peraltro abbiamo goduto tantissimo cantando in faccia agli ascolani, è tornato a casa e mettendosi a letto ha provato ad approcciare la propria compagna. Lei lo ha respinto dicendogli che puzzava da stadio. Non di alcol, non di fumo, non di sudore. Di stadio. Per come la vedo io è la cosa più romantica che ci si possa sentir dire. Per cui l’invito che vorrei fare è questo: staccatevi dalle tv, alzatevi dai divani e venite a puzzare da stadio assieme a noi“.



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