foto Filippo Rubin

Com’era ampiamente prevedibile l’esperienza in Nazionale maggiore di Salvatore Esposito (2000) ha amplificato notevolmente l’esposizione mediatica del centrocampista della SPAL, rendendolo il principale asset di mercato a disposizione del club. Lo conferma anche l’approfondimento proposto da La Gazzetta dello Sport nell’edizione del 18 giugno, con tanto di richiamo in prima pagina dal titolo: “Tutti pazzi per Esposito (pure De Rossi)“.

Nell’articolo a pagina 22, curato da Alex Frosio, Esposito viene sostanzialmente candidato a salire di categoria con un cambio di maglia: “Salva ha esordito con l’Italia senza aver mai giocato un solo minuto in serie A: era successo con Nicolò Zaniolo, e in questa tornata anche a Gnonto e Zerbin. La Nazionale si sta trasformando in una sorta di vivaio per il calcio italiano. Dimostra che i talenti li abbiamo e meritano spazio nei club. Se possono giocare qui, perché non in A? E infatti anche per Esposito si muove qualcosa: Sampdoria, Sassuolo e Monza gli hanno messo gli occhi addosso, come il Cagliari in B. Ma il salto in alto Salva se lo merita. Non ha mai giocato in A ma di certo non gli manca calcio nella testa e nelle gambe“.

Un’ambizione che va di pari passo con quella del giocatore, che ha già reso noto (da tempo) la sua intenzione di proseguire altrove la propria carriera, preferibilmente in serie A. La SPAL ovviamente non ha intenzione di opporsi, ma nemmeno di svendere. Per questo il ds Lupo attende l’offerta adeguata, che potrebbe anche arrivare a luglio quando inizieranno i ritiri precampionato. Diverse testate hanno ipotizzato un affare del valore approssimativo di 3-4 milioni di euro.

Chissà che ad alzare la quotazione di Esposito non possa contribuire anche la narrazione tendenzialmente enfatica della sue gesta e delle sue qualità: “Il suo modo
di giocare – scrive ancora Frosio – è da centrocampista evoluto. Sembra un torero. La sua giocata caratteristica lo vede arretrare tra i centrali di difesa per impostare – aspetto in cui eccelleva De Rossi – e in conduzione di palla ama farsi arrivare addosso l’avversario, aspettando l’ultimo momento utile per passare il pallone e saltare così una linea di pressione. Come un torero che aspetta l’incornata e poi con un guizzo la evita. Un rischio solo in apparenza. ‘Non sono tipo da sentire la pressione’, ha sempre dichiarato. Forse perché quel modo lì di giocare se lo porta dietro da quando passava ore al campetto sotto casa, a Castellammare di Stabia. A Ferrara con Pep Clotet ha imparato anche ad alzare l’intensità: non solo costruzione, ma anche rincorse, e il fisico non da corazziere non inganni. Nemmeno Jorginho, altro riferimento, è un colosso“.

Nell’ultima stagione Esposito ha chiuso con una media voto del 5,81 da parte delle testate giornalistiche che assegnano abitualmente le pagelle ai giocatori della SPAL (Gazzetta, Corriere dello Sport, Resto del Carlino, Nuova Ferrara, Telestense, Estense.com, LoSpallino.com).



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