foto Filippo Rubin

La tensione costante della serie A, la pandemia, la depressione post-retrocessione, ancora la pandemia: per un motivo o per l’altro negli ultimi quattro anni la SPAL non ha quasi consentito l’accesso del pubblico ai propri allenamenti al centro “G.B. Fabbri”, se non in rare e selezionate occasioni in cui è stato previsto il coinvolgimento del tifo organizzato. Magari quando era opportuno caricare la squadra in vista di sfide considerate fondamentali per la stagione.

La situazione però potrebbe cambiare presto. Un incontro organizzato da Luca Pozzoni, il Supporter Liaison Officer del club, ha riunito attorno a un tavolo i principali dirigenti dell’area tecnica/organizzativa della SPAL e i rappresentanti della varie componenti del tifo biancazzurro (ultras e club) allo scopo di discutere dell’argomento e trovare un giusto compromesso tra le esigenze di riservatezza della squadra e la legittima curiosità dei tifosi.

L’incontro, definito da tutte le parti cordiale e costruttivo, si è concluso con l’impegno da parte della SPAL di aprire le porte del centro sportivo per almeno un giorno a settimana, possibilmente in coincidenza con l’allenamento che prevede la classica partitella in famiglia.

È un passo nella giusta direzione – commenta Valentina Ferozzi, presidente del Centro Coordinamento SPAL Club – e siamo contenti che la società si sia voluta confrontare su questo tema. È senz’altro da apprezzare l’intenzione di riavvicinare i tifosi alla squadra dopo anni difficili: aiuta a creare un vero senso di condivisione“.

Nella scorsa stagione erano circolati propositi di riapertura, anche solo parziale, delle sedute quotidiane della SPAL. Ne parlarono sia il presidente Tacopina sia l’ex allenatore Clotet, ma di fatto la situazione rimase invariata anche per via di ostacoli di carattere organizzativo. A causa delle restrizioni governative legate alla pandemia globale il controllo degli accessi sarebbe dovuto essere subordinato a diverse misure. In tempi meno recenti quella delle porte chiuse per l’intera settimana era diventate una regola quasi inderogabile soprattutto dopo l’approdo della SPAL in serie A.

L’inversione di tendenza non porterà certo al ripristino di certe vecchie consuetudini dei tempi della serie C (se non più giù), ma consentirà senz’altro di riportare il pubblico a contatto con giocatori e staff fuori dal contesto degli impegni ufficiali. Una dimensione appropriata per un club di provincia che punta moltissimo sulla tradizione e sull’identità territoriale.

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