foto Filippo Rubin

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Qui trovate qualche anticipazione, per il resto potete dare una sbirciata su Substack, la piattaforma che usiamo per distribuire la nostra newsletter. Ci si può ovviamente iscrivere gratuitamente con il proprio indirizzo mail per ricevere la prossima edizione (arriverà nella prima decade di settembre), ma anche consultare l’archivio fin da subito scegliendo l’opzione “Let me read it first“.

foto Filippo Rubin

Non più tardi di due giorni fa hai compiuto 26 anni. In teoria l’età perfetta per un atleta professionista. Ma a che punto è Alessandro Murgia come calciatore e come persona?
“Sicuramente sono ad un punto in cui la maturità comincia a farsi sentire. Non mi sento né un ragazzino né uno in fase discendente. Quindi sto bene, sono tranquillo, sento di posso dare tanto come persona e come calciatore e lavoro con la consapevolezza di poter fare meglio, giorno dopo giorno”.

Alla fine della stagione 2020/2021 sei stato preso come esempio di giocatore che non ha onorato la maglia. Ti sei dato una spiegazione per quello che è accaduto?
“Per tanto tempo no, perché è stata una cosa dolorosa e mi è dispiaciuto vista la stagione non buona da parte dell’intera squadra. Essere preso come capro espiatorio non è stato bello. Però al tempo stesso mi ha fatto capire quanto le persone si aspettassero tanto da me, perché sanno quanto posso dare. Quel momento mi ha dato tanta forza e tanta maturità. Certo, mi ha fatto del male, però mi è servito per capire che devo dare di più per ottenere le occasioni in cui far vedere quello che valgo”.

A Dimaro, dopo la partita contro la Cremonese, gli ultras ti hanno sostanzialmente “perdonato”, mostrando fiducia nei tuoi confronti. Quanto è stato importante quel momento?
“È importante proprio per il principio che ho espresso poco fa: so bene che i tifosi vogliono bene della SPAL. Se hanno scelto di fare questa cosa mi fa super piacere e voglio ripagare questa loro fiducia in campo, allenandomi bene e cercando di dar loro delle gioie nelle partite. Le meritano per tutta la vicinanza che esprimono tutti i giorni nei confronti della squadra”.

Che ruolo puoi avere in questa SPAL?
“Parto col dire che faccio parte di un gruppo molto sano, sincero e voglioso di fare bene. Questa è la cosa più importante. Non c’è qualcuno che si sente migliore di un altro. C’è davvero un senso molto forte di condivisione. Poi ognuno ha il suo carattere e può mettere al servizio degli altri la propria esperienza ed è quello che cerco di fare io, soprattutto per i ragazzi più giovani. Il mio esempio è quello di un calciatore che si mette a completa disposizione del mister e dei compagni, sia per le questioni tecniche che morali”.

Ma sarai davvero parte di questa SPAL oppure lasci aperta la porta a una partenza prima della chiusura del mercato?
“Oggi sono qui e mi vedo qui. Mi vedo soprattutto dove ho la possibilità di giocare il più possibile. Quello che cerco è continuità e un progetto tecnico in cui essere coinvolto al 100%. Il mio obiettivo è trovarlo qui, poi si vedrà”.

Come detto, questa è solo una piccola parte della chiacchierata fatta con Alessandro Murgia. Il resto lo trovate sul nostro profilo Substack, dopo aver scelto “Let me read it first. E non dimenticavi di iscrivervi, così la prossima volta riceverete direttamente la newsletter via mail.



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