Dopo Bari-SPAL 2-2 Roberto Venturato ha affrontato il tema delle incertezze difensive della sua squadra con una considerazione che non lascia tantissimi margini interpretativi e che prescinde dalla singola partita: “Abbiamo commesso due ingenuità e siamo andati sotto 2-0 su altrettante ripartenze […] dobbiamo essere più bravi ad accorciare la squadra e a lavorare sulle coperture preventive“.

Partendo dai numeri la SPAL conta 6 gol subiti nelle prime 4 giornate, dato in linea con l’attuale posizione di classifica assieme allo stesso Bari, Cittadella, Venezia e Como. Peggio hanno fatto Palermo (7), Ternana (7), Perugia (7), Südtirol (9) e Pisa (9).

Pur considerando la stagione alle sue prime battute e il mercato appena concluso, si è potuta osservare già un’idea di gioco chiara e sempre coerente, a prescindere dall’avversario, dal risultato parziale o dalla difficoltà del momento. Focalizzandosi proprio sulla fase di non possesso, in primis è evidente come non sia mai mancato il pressing alto. Si può dire che non aver mai lasciato l’iniziativa agli avversari abbia fruttato generalmente un maggior possesso palla:

SPAL-Reggina 1-3, possesso 67,2% – 32,8% ;
Ascoli-SPAL 1-1, possesso 48% – 52% ;
SPAL-Cagliari 1-0, possesso 39,9% – 60,1% ;
Bari-SPAL 2-2, possesso 45,4% – 54,6% .

L’eccezione è rappresentata dalla vittoria casalinga contro il Cagliari, dove l’espulsione alla mezz’ora del primo tempo di Di Pardo ha contribuito a cambiare le dinamiche di gioco, conferma come ad un maggior possesso non sempre sia corrisposta una maggiore pericolosità offensiva.

XG (expected goals)
– SPAL-Reggina 0-3 / 1,37 – 3,06
– Ascoli-SPAL 1-1 / 1,59 – 1,67
– SPAL-Cagliari 1-0 / 0,74 – 1,39
– Bari-SPAL 2-2 / 2,55 – 1,25

Iniziando la fase difensiva più lontano possibile dalla propria porta, mantenendo il baricentro alto e la cosiddetta “squadra corta“, quand’è che la formazione di Venturato soffre maggiormente gli avversari? La risposta è la conseguenza di tutte le considerazioni fatte sopra: chi affronta la SPAL sia in maniera organizzata, sia in maniera casuale senza riuscire a uscire dal pressing, si trova a giocare molto in maniera diretta e verticale, scavalcando una linea difensiva spallina costretta a difendere anche 50 metri di campo alle proprie spalle. Questa scelta di modalità difensiva da una parte lascia agli avversari poche possibilità di gestire palloni puliti in fase offensiva, dall’altra ovviamente porta a soffrire contro squadre che schierano attaccanti veloci. La difesa della SPAL viene chiamata in causa diverse volte a partita in questo tipo di situazione, così maggiore è la sollecitazione e più viene esposta al pericolo di errori di reparto, alcuni dei quali si sono verificati in maniera ricorrente.

Con qualche contributo grafico ripercorriamo a ritroso il percorso in campionato, evidenziando alcune di quelle situazioni a cui si fa riferimento. Si parte dal più recente pareggio esterno di Bari, dove la squadra ha saputo uscire indenne da momenti di grande difficoltà, con atteggiamento e spirito giustamente sottolineati dal proprio allenatore.


Nelle immagini fornite dal VAR la posizione della linea difensiva all’origine del primo gol del Bari.


Sullo sviluppo dell’azione si nota la mancata coordinazione tra Meccariello (che fa un passo avanti per mettere in fuorigioco Cheddira) e Dickmann (che istintivamente segue il taglio di Folorunsho).


A pochi minuti dal vantaggio Cheddira – lanciato da Maita – riesce nuovamente a scavalcare la difesa e questa volta è Tripaldelli a intervenire in maniera efficace.


Su ripartenza in seguito ad un angolo a favore, Dickmann ferma fallosamente Cheddira e viene ammonito.


Ancora situazioni di pericolo molto simili per la SPAL: al 52’ (a sx) e al 65’ (a dx): sempre Cheddira oltre la difesa spallina a tu per tu con Alfonso.


Cheddira disturba Dalle Mura che, pressato, effettua un passaggio corto da raggiungere per Alfonso.


Alfonso in uscita riesce a chiudere l’azione in fallo laterale. La sua posizione di partenza evidenzia, così come in altre situazioni, la lontananza dalla propria linea difensiva e la conseguente difficoltà di intervento quando questa viene scavalcata.


Dopo un recupero palla con la SPAL in costruzione alta, Büchel cerca centralmente Gondo tra Arena e Meccariello, che in vantaggio riesce ad intercettare il passaggio.


Situazione simile alla precedente, sempre nel corso del primo tempo, in cui Meccariello questa volta in scivolata intercetta un altro passaggio pericoloso.


Ascoli-SPAL: sul finire della prima frazione Gondo riceve palla oltre la linea difensiva spallina, ma il difficile controllo nei pressi dell’area di rigore consente ad Arena di intervenire e recuperare il possesso.


Nel secondo tempo un’altra situazione ricorrente potenzialmente favorevole all’Ascoli: la mezzala Collocolo si propone inserendosi tra Meccariello e Tripaldelli, ma prima che Bidaoui possa effettuare il passaggio viene fermato fallosamente da Esposito, che pur venendo ammonito interrompe un’azione che sembrava essere molto pericolosa.


SPAL-Reggina: un pallone perso dalla SPAL sulla trequarti offensiva diventa pericoloso con Crisetig che verticalizza immediatamente per Rivas. In questo caso il lancio risulta lungo per l’attaccante ospite, partito troppo presto e qui colto nel momento in cui arresta la corsa per non finire in fuorigioco. Da notare Meccariello che anziché scappare segue Menez mentre si abbassa, con Rivas totalmente isolato. Dickmann era impossibilitato a recuperare l’avversario diretto.


L’inizio dell’azione che porta al momentaneo 0-2. Nel momento in cui parte il pallone la difesa spallina non è perfettamente allineata.


Arena scappando rimane a contatto con Menez ma senza accorgersi dell’inserimento di Rivas alle sue spalle che termina la corsa davanti a tutti, servendo poi l’assist da posizione decentrata proprio per Menez. Anche qui si può notare come Alfonso sia troppo lontano per poter intervenire.


Lo 0-3 nasce da una rimessa laterale per la Reggina battuta su Gori, che riesce a girarsi e lanciare in profondità Canotto, eludendo quindi la marcatura contemporaneamente di Viviani, Celia e Meccariello. Quest’ultimo è attirato ancora una volta fuori linea dal movimento incontro dell’attaccante avversario. Con Arena già tagliato fuori, gli avversari si trovano praticamente in vantaggio due contro uno, con Dickmann che non riesce ad impedire il tap-in di Rivas sul secondo palo.

Sergio Restano ha 32 anni, è allenatore UEFA B e ha la qualifica di match analyst professionista.



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