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Quella ottenuta al “Granillo” di Reggio Calabria è la seconda vittoria stagionale in trasferta (tra l’altro consecutiva, dopo quella di Parma dello scorso 18 dicembre), ancora una volta ottenuta giocando una partita di grande sacrificio. Le analogia con la partita di Parma sono diverse e mister Daniele De Rossi ha ancora una volta sorpreso tutti con la sua decisione di escludere La Mantia dall’undici titolare in favore di una formazione più propensa al contropiede. Nella consueta conferenza stampa post-partita il mister ha espresso il suo punto di vista.

LA PARTITA – “Non penso che la SPAL abbia fatto meglio in trasferta che in casa: abbiamo disputato ottime partite al Mazza e raccolto troppi pochi punti per quanto fatto. In casa abbiamo fatto alcune brutte partite, ma sicuramente altre in cui avremmo meritato di raccogliere più di quanto abbiamo effettivamente raccolto. Siamo contenti di quanto fatto nell’ultimo mese soprattutto in trasferta, questo assolutamente“.

INZAGHI – “Non abbiamo avuto modo di vederci prima della partita se non quando avete visto tutti che ci siamo abbracciati. Dopo la partita abbiamo avuto modo di parlare, gli ho chiesto scusa se io e la mia panchina abbiamo fatto un po’ di casino, ma mi piace quando la mia squadra partecipa in questo modo. Pippo era tranquillissimo, la Reggina non meritava di perdere, ma noi meritavamo di vincere: è una cosa che dico spesso. Sotto il punto di vista del gioco e delle occasioni create non meritavamo, ma per quello che abbiamo messo in campo il risultato ci sta. Voglio rivedere la partita, ma penso che fino al momento del nostro vantaggio non ci fosse una squadra che dominava sull’altra. Loro avevano avuto sicuramente un paio di opportunità già nel primo tempo, con almeno una parata di Alfonso, poi dopo il vantaggio ci siamo abbassati un po’ troppo e loro hanno avuto modo di prendere più campo. L’abbiamo buttata un po’ sull’ignoranza, che secondo me nelle squadre serve sempre“.

TATTICA – “Reggina e Parma sono sicuramente le squadre che complessivamente ci hanno pressato meglio, ma gli avversari di oggi sono quelli che senza dubbio hanno studiato meglio il modo in cui usciamo e costruiamo dal basso. Oggi abbiamo sbagliato qualche uscita nel momento in cui venivano a prenderci uomo a uomo dal basso, abbiamo perso troppe volte la palla. La Reggina mi ha impressionato per la preparazione della partita di Pippo e per i 3-4 uomini che la stanno guidando nella classifica che ad oggi hanno come Rivas, Menez, Majer, Fabbian che fino a poco tempo fa non conoscevo, Hernani: tutti giocatori, se non siete scaramantici, da serie A“.

Dopo il vantaggio abbiamo pensato a difenderci e a ripartire piuttosto che costruire dal basso come facevamo nel primo tempo, appoggiandoci su La Mantia che è maestro del gioco aereo. La sensazione è come dicevo che fino al 60′ ci sia stato equilibrio: poi la Reggina è una squadra con dei valori, giocano bene e hanno un sogno da rincorrere. Io da allenatori come Inzaghi e altri ex colleghi devo solo imparare. La cosa un po’ buffa è che quando giochiamo meglio paradossalmente fatichiamo di più a creare le occasioni per segnare, come era successo soprattutto a Parma. Oggi un po’ meno“.

IL GRUPPO – “Ho fatto il complimenti ad Alfonso e a tutta la squadra. Un portiere forte si distingue perché fa le parate giuste nel momento giusto e lui le ha fatte. Penso però che l’immagine di questa partita sia il salvataggio di Dalle Mura sulla riga: le parate di Alfonso sono state fondamentali, ma senza i suoi compagni non avremmo portato a casa la partita. Dalle Mura ha compiuto l’intervento più evidente, ma tutti i compagni in ogni occasione hanno fatto qualunque cosa per salvare la porta e sventare ogni tipo di pericolo. Ci tengo davvero a sottolineare l’importanza di questo gruppo perché avete visto la partecipazione di Zuculini, Ayoub che fino a ieri è stato fuori lista ed è stato reintegrato e ha festeggiato con tutti i compagni. Tutti i fantastici ragazzi che aggreghiamo quotidianamente dal settore giovanile, Arena che era fuori da un po’ dopo che era stato rimasto un po’ fuori dal giro dei titolari per una partita giocata non al meglio e per diversi problemi fisici. Sono contento dei miei ragazzi e della mia squadra, lo dico sempre e lo dicevo anche stamattina: non so se per tutta la vita mi innamorerò in questo modo dei giocatori che guido, visto che sono ancora un novellino, ma questi ragazzi mi danno davvero tanto. Questa cosa mi commuove, gli voglio bene“.

LA MANTIA – “La Mantia inizialmente nei miei piani era titolare, poi abbiamo provato un’altra alternativa nei giorni scorsi e ho scelto di cambiare la formazione. Lui sta bene come sta bene Rabbi e tutti gli altri ragazzi in attacco. Poi ci sono stati dei discorsi extra-calcistici, non da parte sua, che dobbiamo imparare a gestire un po’ meglio. Non c’è alcun motivo particolare per cui abbia scelto Rabbi al suo posto. Ci tengo a dire che Andrea (La Mantia, ndr) è uno di quegli uomini che nello spogliatoio e a tavola accanto a me voglio sempre. Quello che ha fatto oggi, oltre ai duelli aerei e delle sponde che m’importano fino a un certo punto, dimostra che a prescindere da quello che sarà, se rimarrà qui o andrà chissà dove, che è un grandissimo uomo. Ha dato disponibilità incredibili anche in un momento in cui ci sono voci e la testa poteva essere benissimo altrove, me l’ha ribadita e me l’ha confermata anche in campo oggi lottando e partecipando. Quelli come lui, Zuculini, Ayoub, Pomini, giocatori che magari con me hanno meno spazio ma danno aiuto invisibile che in campo non si vede. Da quando sono allenatore mi rendo ancora più conto di questi aspetti“.

ACCIACCHI – “Maistro solitamente mi chiede il cambio al 60′ di ogni partita: oggi l’ha fatto al minuto 65, quindi speriamo di arrivare 5 minuti alla volta a finirne una (ride, ndr). Scherzi a parte ha corso tantissimo e ha speso tanto, quindi è uscito un po’ sulle gambe. Varnier credo non abbia avuto nulla di grave se non crampi, come anche Prati. Per loro posso fare lo stesso tipo di discorso: giocano o hanno giocato un po’ meno dei compagni in passato. Matteo (Prati, ndr) viene dalla serie D quindi anche la componente nervosa e psicologica incide: è uscito con i crampi dopo aver fatto un’ottima partita come i compagni di reparto Zanellato e Valzania“.



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