foto Roberto Manderioli

La linea del silenzio scelta da proprietà e dirigenti della SPAL (formalmente Ars et Labor) dopo l’eliminazione nei playoff nazionali di Eccellenza ha agitato ancora di più una tifoseria già di per sé poco entusiasta dell’operato di Marengo e soci. Nel lasciare il “Fadini” di Giulianova il direttore sportivo Sandro Federico aveva rimandato ogni considerazione pubblica alla giornata di mercoledì 3 giugno e in attesa di vedere se qualcosa si muoverà il primo colpo l’ha battuto la Curva Ovest, convocando un’assemblea pubblica davanti alla storica sede del club, il centro sportivo “G. B. Fabbri”.

Nel comunicato diffuso martedì 2 giugno gli ultras chiamano a raccolta la tifoseria per le ore 19.30 di giovedì 4 giugno: “La società deve rispondere alla tifoseria! In questi giorni lo sconforto e la delusione per aver di nuovo fallito, per il quinto anno di fila, anche in una categoria mesta come l’Eccellenza, sono stati devastanti per tutti. Ancora più devastante e straziante è stato il silenzio dell’attuale società di fronte a questa ennesima catastrofe, come se non gli importasse nulla di una tifoseria che li ha accolti sottoscrivendo più di 2.300 abbonamenti in Eccellenza, riempiendo più volte lo stadio con numeri invidiabili in serie B e con una media spettatori da alta serie C. Ci siamo davvero rotti il cazzo e ora pretendiamo che la società renda conto pubblicamente a questi tifosi“.

Gli ultras hanno fissato alcuni punti fermi: “Numero 1 – Vi dovete presentare. Non pensate di cavarvela anticipandoci con una conferenza stampa o un comunicato di merda. Dovete rispondere alle domande dei tifosi, di quelle che vi faranno i giornalisti non ci importa nulla. Se non vi presenterete sarà chiaro a tutti che tipo di società siete. Non accetteremo nessun tipo di scusante. Numero 2 – Presentatevi in quanti volete e mandate chi volete a rappresentare la società. Ma chi parla lo deve fare con pieno mandato del presidente. La sua voce deve valere come quella di Marengo e deve essere autorizzato a dare risposte precise e a prendere decisioni immediate. Numero 3 – Parlate con trasparenza e precisione. I ‘stiamo valutando’, i ‘stiamo decidendo in questi giorni’, i ‘queste sono cose che ancora non possiamo sapere’ e risposte di questo tenore ve le ficcate nel culo. Venite preparati e pronti a rispondere in modo chiaro, preciso e trasparente. Cominciate a riunirvi da questa sera e cominciate a lavorare seriamente. Numero 4 – Munitevi di adeguati strumenti audio. Tutti devono sentire chiaramente quello che direte. Parlerete nel piazzale del centro a tutta la tifoseria ed escludiamo nella maniera più categorica un dialogo privato con una nostra delegazione. Numero 5 – Non tentate di mettervi in contatto con nessun nostro responsabile. Non ci sarà nessuna mediazione. Queste sono le regole nel rispetto di una tifoseria che merita molto di più di quanto gli avete dato fino ad ora, e non solo in termini sportivi. Crescete! E in fretta“.

Dopo questa assemblea, nei giorni immediatamente successivi, ne seguirà un’altra di Curva Ovest aperta alla tifoseria per prendere decisioni collettive basate su quello che avrete detto o non detto. Siamo scesi in migliaia in piazza dopo il fallimento della società guidata da quell’americano gonfio del cazzo, è ora di rifarlo perché oggi come allora ne va del nostro futuro. Combattiamo per la nostra SPAL e per il rispetto che ci è dovuto“.

A meno che non vogliano esporsi per la prima volta i “consulenti” Triulzi e Piraino (ma sembra difficile), toccherà quindi al presidente Marengo, al direttore generale Pradines e al direttore sportivo Federico stare in prima linea per dare risposte. Marengo ha parlato pubblicamente solo due volte: a inizio ottobre 2025, a margine del suo insediamento ufficiale nel ruolo di presidente ed a gennaio 2026 dopo l’avvicendamento in panchina tra Di Benedetto e Parlato.
Pradines non è mai intervenuto sui media, anche se nell’edizione de La Nuova Ferrara del 2 giugno gli è attribuito un raro virgolettato volto a smentire un’ipotetica trattativa per la cessione della società all’imprenditore maltese Joseph Portelli. Federico è invece l’unico ad aver fatto apparizioni abbastanza regolari tra sala stampa e media locali.

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