La SPAL supera l’Arcetana con un’agile 4-0 grazie a una prestazione brillante e solida, che permette di infilare la quarta vittoria consecutiva utile a restare in scia alla capolista Brescello, prossimo ospite dei biancoazzurri al “Paolo Mazza”.
Per la trasferta di Correggio Parlato conferma il 4-2-3-1 delle ultime settimane, riportando nell’undici iniziale Zucchini e Ricci che erano rimasti fermi nell’ultima uscita per squalifica: Viscovo in porta, linea difensiva composta da Cervoni, Dall’Ara, Zucchini e Mazzali, Monza e Ricci davanti la difesa, con Valenti, De Grazia e Gomez a muoversi dietro Aliu, confermato come riferimento offensivo.
Approccio positivo alla partita per la SPAL, che mette da subito in campo una buona pressione sui reggiani. In fase di non possesso i biancazzurri hanno mosso un pressing offensivo, attivato da Aliu sulla gestione palla della linea difensiva dell’Arcetana. Lo sviluppo della manovra dei reggiani si è limitato alla ricerca della punta Giuricich con palloni lunghi sui quali Dall’Ara e Zucchini hanno anticipato con puntualità, tenendo bene sotto controllo il propositivo attaccante dell’Arcetana. Sui palloni contesi dalla linea difensiva Ricci e Monza si sono fatti trovare sempre alla giusta distanza per contendere la seconda palla, riuscendo spesso a trasformare la transizione da difensiva in offensiva, molto ben supportati da De Grazia, rapido a stringere le distanze con i compagni della mediana. Sulle catene esterne difensiva buone le prove di Mazzali e Cervoni, raramente impensieriti dagli sviluppi della formazione reggiana. L’apporto alla fase di non possesso di Valenti e Gomez è stato positivo, sebbene non siano stati impegnati in ripiegamenti profondi.
In fase di possesso la SPAL ha ancora una volta mostrato una buona brillantezza fisica e di idee, che ha messo l’Arcetana in difficoltà da subito e lungo tutto l’arco della gara.
Lo sviluppo della manovra è partito quasi esclusivamente dal basso, con i centrali difensivi che hanno sempre avuto a disposizione lo sviluppo sulle catene esterne, oppure l’appoggio sui mediani Ricci e Monza che con costanza hanno abbassato la loro azione creando una zona occupata da De Grazia, in un automatismo che è apparso ben rodato e in via di ulteriore ottimizzazione. Il movimento della palla è stato rapido e gli spallini hanno lavorato per eludere la pressione dell’Arcetana con scambi veloci che, in molte occasioni, hanno concesso di trovare libero un terzo uomo creando diverse situazioni di superiorità numerica.
Se De Grazia ha fornito una prova tatticamente molto positiva ma poco appariscente, Gomez e Valenti si sono ancora una volta messi in mostra per l’esuberanza sulle corsie esterne, con costante ricerca dell’uno contro uno e della giocata risolutiva. Menzione speciale per Cervoni, che oltre a mettere in mostra una crescita in entrambe le fasi di gioco, si è sovrapposto con costanza sulla corsia destra. Buona la prova di Aliu, che come sempre ha messo in campo tanta corsa e tanto lavoro sui palloni sporchi ma che, dopo aver trovato la rete contro la Pontenurese, è in fiducia come dimostrano le due reti segnate all’Arcetana.
Con il primo tempo chiuso sul punteggio di 2-0, nel secondo tempo la SPAL ha gestito la partita per una decina di minuti prima di riprendere un controllo maggiormente attivo, concedendo una sola vera occasione da rete all’Arcetana su un errore tecnico del subentrato Kujabi al limite dell’area di rigore, episodio buono per far compiere a Viscovo un intervento notevole che mantiene, ancora una volta, la porta spallina imbattuta.
Elemento chiave: la vittoria è frutto di un’ottima prestazione di gruppo. Se è vero che alcuni singoli, per caratteristiche o posizione in campo, spiccano per le loro giocate, per i gol realizzati o gli assist forniti, è altresì vero che si fatica a trovare uno degli elementi scesi in campo che sia sembrato slegato o disconnesso con la squadra, con i principi di gioco o i concetti tattici. Sembra essersi creato uno stato di fiducia importante, sicuramente supportato dai risultati, e sembra essere questa la strada giusta da perseguire, al netto del risultato della singola partita, per cercare di arrivare in testa ad un girone che ha delle complessità e che difficilmente vedrà una squadra dominare in solitaria.
Da rivedere: soprattutto nel secondo tempo alcuni possessi palla al limite dell’area di rigore sono stati gestiti con eccessiva leggerezza. Oltre al già citato episodio di Kujabi (frutto di un normale errore tecnico), in altre circostanze la SPAL ha concesso all’Arcetana di alzare la pressione al limite dell’area di rigore, portando gli uomini di Parlato a dover allontanare frettolosamente il pallone quando, con una rotazione rapida della palla, si sarebbero potuti trovare spazi sulla corsia debole dell’Arcetana e completare il cambio di transizione con sviluppi potenzialmente pericolosi.
Campanello d’allarme: nessuno, altra notte serena per il popolo spallino.
— Andrea Coletta, 43 anni, è allenatore UEFA B dal 2013 e negli ultimi anni ha lavorato come direttore tecnico in ambito dilettantistico.

