La SPAL affronterà la Fidentina Borgo San Donnino allo stadio “Dario Ballotta” domenica 8 novembre alle ore 14:30, in una partita in cui purtroppo non potranno essere presenti i tifosi ferraresi a causa di un divieto imposto dalla prefettura di Parma. La squadra di mister Parlato, dopo il pareggio interno con il Brescello Piccardo, vuole provare a tornare immediatamente alla vittoria per non perdere ulteriore contatto con la vetta e sfiderà una squadra determinata a uscire dal periodo negativo che sta attraversando. Per approfondire i temi della vigilia e capire come si sta preparando la squadra, abbiamo parlato con il presidente Gianluca Iemmi.
L’ultima volta che la SPAL ha giocato a Fidenza l’ha fatto col Fidenza, in serie D: come è nata l’unione tra Fidentina e Borgo San Donnino e come stanno andando le cose oggi?
“La fusione è avvenuta circa un anno e mezzo fa, principalmente per unire le forze e offrire alla città un obiettivo sportivo più ambizioso. L’intento era quello di affrontare campionati più competitivi, anche perché in precedenza vi erano due squadre in Eccellenza che si contendevano risorse, giocatori, spazi e tifoseria. Abbiamo quindi deciso di compiere il grande passo, creando una squadra unica per ottimizzare al meglio le risorse cittadine, unendo le forze anche su consiglio del Comune, che ci ha esortati a realizzare questa unione.”
A inizio stagione la Fidentina Borgo San Donnino veniva accreditata come una delle realtà potenzialmente di vertice: qualche KO recente però ha portato la squadra a -11 dalla vetta. Cosa si può dire del percorso fatto finora?
“Al di là della SPAL e della Vianese, etichettate come le due squadre favorite, e del Brescello, che si è confermato una piazza forte, riteniamo di avere un organico che possa lottare per un posto nei playoff. Nell’ultimo mese abbiamo collezionato tre sconfitte e una vittoria, attraversando dunque un momento complesso dal quale vogliamo rialzarci. La sfida contro la SPAL potrebbe darci la giusta motivazione per svoltare e invertire la rotta. Siamo leggermente indietro in classifica rispetto agli obiettivi prefissati; l’obiettivo non è la vittoria del campionato ma quello di raggiungere la zona playoff e chiudere tra le prime quattro o cinque posizioni”.
Curiosamente siete gli unici ad aver imposto la sconfitta alla capolista Brescello Piccardo: quello può essere un indizio sull’effettiva forza della squadra?
“La problematica attuale della nostra squadra è che siamo molto altalenanti: battiamo 3-0 il Brescello e poi perdiamo le ultime tre delle quattro partite. Alterniamo prestazioni molto positive a sconfitte inaspettate. Sicuramente non abbiamo la costanza che serve ad una squadra di alta classifica. È questo un po’ quello che ci sta mancando adesso”.
Dopo una decina di giornate che idea s’è fatto dei rapporti di forza all’interno del girone?
“Credo che la SPAL sia ovviamente la più forte, come organico e come società. La Vianese secondo me le è vicina, anche se è un po’ attardata. Il Brescello lo ritenevamo tutti un po’ la piazza forte del campionato: sta facendo molto bene, forse anche un po’ di più di quello che ci si aspettava, però credo che si meriti questo primo posto. C’è, poi, la Bobbiese, che è sicuramente una sorpresa in positivo. Per il resto credo che la classifica attuale rispecchi più o meno le griglie che gli esperti hanno fatto in estate. A parer mio le posizioni erano: SPAL prima, Vianese seconda, Brescello terzo. Adesso invece il Brescello è primo, la Vianese quarta e la SPAL seconda, ma solo per un punto. Quindi credo che la situazione in alto sia, bene o male, quella che ci si aspettava”.
Pensa che i movimenti di mercato di dicembre possano ridefinire gli equilibri? E per quanto riguarda la vostra società: puntate a fare qualche operazione?
“Secondo me no: ci saranno sicuramente operazioni di mercato, ma non credo che ribalteranno la classifica in modo esorbitante. Potranno esserci interventi migliorativi o peggiorativi, ma le posizioni non verranno stravolte. Per quanto riguarda noi, il nostro obiettivo è fare un bel campionato, ma senza l’obbligo assoluto di salire; se ci sarà l’occasione di fare qualcosa di allettante lo faremo, ma non è nei nostri piani, staremo a guardare. È un anno di transizione per noi, visto che abbiamo appena fatto la fusione: stiamo rimettendo a posto la società e lavorando su più fronti.”
Il pubblico spallino non potrà essere ammesso al “Dario Ballotta”: quanto vi danneggia questa situazione?
“Purtroppo è arrivata la comunicazione ufficiale alle 18:30 di giovedì. Ci è arrivata una PEC in cui si diceva che i tifosi della provincia di Ferrara non potranno entrare. Non è di certo una partita che si vede tutti i giorni. Siamo molto arrabbiati perché la troviamo una decisione senza senso: non c’è alcun pericolo e abbiamo uno stadio che, dopo il Paolo Mazza, è il più capiente del girone, senza problemi né di spazi né di capienza. Non è solo un problema di incasso, che è normale che ci sia, ma soprattutto perché per i nostri ragazzi sarebbe stato bello giocare con una cornice di tifosi colorati che cantano. Siamo davvero molto delusi”.
