foto Filippo Rubin

La trattativa per la cessione dell’Ars et Labor Ferrara a Joseph Portelli è entrata nella fase finale. La due diligence tra gli attuali proprietari (Andrés Marengo e Juan Martin Molinari) e i rappresentanti dell’imprenditore maltese non ha riservato sorprese negative e quindi a metà della prossima settimana arriveranno le ultime firme davanti a un notaio di Roma, da qualche settimana centro nevralgico dei colloqui tra i due gruppi. Sarà il vero e proprio closing che darà ufficialmente il via all’era-Portelli. Una volta sbrigate queste ultime pratiche arriveranno anche i comunicati da parte dei diretti interessati e il successivo passaggio di consegne al centro sportivo “G.B. Fabbri”.

A seguire il dossier è lo studio Lega&Partners, realtà romana specializzata in advisory per imprese. Lo studio riunisce professionisti con competenze economiche, finanziarie e giuridiche e opera abitualmente su operazioni straordinarie e riorganizzazioni societarie, affiancando imprese e stakeholder nei passaggi più delicati della vita aziendale. Per vincoli di riservatezza lo studio mantiene sigillato ogni dettaglio dell’operazione, ma anche da Malta ormai arrivano solo conferme sulla conclusione imminente dell’affare.

Da giorni è altrettanto palese come i proprietari argentini dell’Ars et Labor abbiano tenuto tutti all’oscuro di quanto stava accadendo sul fronte societario. Nel giorno in cui il dg Bruno Pradines e il ds Sandro Federico sono a Roma per presentare ufficialmente la domanda di ripescaggio in serie D, il quotidiano La Nuova Ferrara (che per primo ha dato conto della trattativa) ha riportato delle dichiarazioni decisamente all’insegna dello sconforto dello stesso direttore sportivo: “[…] Siamo in stand-by, senza certezze sul futuro. Continuo a fare il mio lavoro e lo faccio per la storia della SPAL, per ciò che ho respirato quest’anno. […] Noi addetti ai lavori siamo stati lasciati all’oscuro sulla cessione della società, questa è la vera amarezza. Ho sempre cercato di tutelare e difendere la proprietà, ma non è servito a un granché. Ho lasciato un incarico alla Clodiense per amore della SPAL, cosa che non è nelle mie abitudini. Proseguo comunque col mio lavoro e infatti abbiamo confermato Mazza e Dall’Ara. Abbiamo temporeggiato per avere maggiore chiarezza, ma non ci saranno problemi nemmeno con Mazzali e Senigagliesi. Dalla prossima settimana si lavorerà anche su nuovi acquisti“.

Non è chiaro chi ci dovrà lavorare nel concreto: da tempo sulla stampa e in città ricorre il nome di Mirco Antenucci, che nel caso rientrerebbe in società dalla porta principale dopo la dolorosa separazione di ottobre 2025. L’ex capitano non è stato direttamente coinvolto dal gruppo che fa capo a Portelli, ma rientrerà comunque in una rosa di persone che i nuovi proprietari vorranno incontrare a breve per capire il da farsi. Non è un mistero che Antenucci sarebbe disponibile a riprendere la sua esperienza da direttore sportivo, ma è altrettanto vero che lo farebbe solo a specifiche condizioni per evitare di mettere la faccia per un altro progetto poco chiaro come s’è rivelato essere quello del duo Marengo/Molinari. Sul piatto della bilancia di Antenucci ci sarebbe la conoscenza dell’ambiente SPAL, ma anche il rapporto diretto con molti dei giocatori ritenuti fondamentali da Carmine Parlato. Con tutta probabilità la decisione spetterà a Michel Bonnici, uomo di fiducia di Portelli che dovrà occuparsi della riorganizzazione societaria.

Anche sulle cifre dell’operazione è prematuro addentrarsi, in quanto restano troppe variabili aperte, ma un dato è già acquisito: al netto di risultati sportivi lontani dalle attese, la proprietà argentina lascerà Ferrara con una plusvalenza economica significativa. Non lo scenario immaginato dal sindaco Alan Fabbri e dall’assessore Francesco Carità al momento della scelta di luglio 2025, quando si parlava di progetti pluriennali.

La prossima settimana sarà decisiva anche sul fronte del marchio storico SPAL, con l’asta fissata per il 9 luglio, curiosamente nella stessa giornata in cui gli Hamrun Spartans – la società maltese di cui Portelli è presidente – debutterà nell’edizione 2026/2027 della UEFA Conference League contro i faroesi dell’NSI Runavik. I nuovi proprietari, che rappresenterebbero la terza proprietà straniera nella storia del club, potrebbero così ripartire ufficialmente con l’ovetto tanto atteso dalla tifoseria grazie alla collaborazione col Comune di Ferrara, che è in prima linea per l’aggiudicazione. E probabilmente avrebbero il tempo anche per il cambio di denominazione presso la FIGC per tornare a chiamarsi SPAL, visto che la scadenza per tale richiesta è fissata per il 15 luglio.

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