È un Semplici pronto a voltare pagina, dopo un inizio non brillante in termini di risultati, quello che si è presentato in conferenza stampa alla vigilia di SPAL-Lazio. Col tecnico biancazzurro, che domani avrà a disposizione l’intera rosa si è parlato non solo della Lazio, ma anche di quello che il mercato ha portato in dote alla sua rosa. Queste le parole del mister spallino, che potrà sapere solo domenica se avrà a disposizione Berisha, alle prese con problemi muscolari.

Mister, è arrivato il momento di fare punti.
“Sì, sarebbe ora. Sono contento che sia finito il mercato e da due o tre giorni ho la squadra al completo, per cui stiamo lavorando per trovare nuovi equilibri e dare una fisionomia più precisa e migliore rispetto a quella vista fino ad oggi, partendo già da domani dove affronteremo una formazione straordinariamente forte”.

Cosa la preoccupa di più in questo momento?
“Sono abbastanza fiducioso. In questi venti giorni mi sono divertito leggendo consigli, moduli critiche da vari personaggi. Come al solito ho detto ai ragazzi che sta a noi mettere tutti d’accordo, cominciando a fare punti e prestazione adeguate a quello che è il nostro obiettivo. Secondo me inizia il nostro campionato domani”.

Si parte dal modulo base di questi anni?
“Il modulo rispecchia le caratteristiche dei giocatori e non è cosi determinante. Quest’anno abbiamo detto che stiamo cercando, sia dall’inizio sia a partita in corso, di poter cambiare vari assetti, ma non è quello che determina il risultato finale, bensì quello che mettiamo dentro alla gara: dalla voglia di vincere che questi ragazzi sicuramente hanno a quella di migliorarsi quotidianamente. Il percorso è difficile come ogni anno, ma siamo fiduciosi di raggiungere l’obiettivo finale e indipendentemente dal modulo domani cercheremo di fare una grande prestazione. Volevo ringraziare la Curva Ovest per l’attestato di stima e di unità. Sappiamo l’importanza che ha avuto in questi anni l’essere tutti uniti, anche a livello di tifoseria e di stampa. Tutti siete sempre stati vicino a questi ragazzi, giustamente ci avete criticati quando era il caso, ma questo fa parte del nostro mestiere. La serie A a Ferrara è una cosa straordinaria, che abbiamo raggiunto con tanti sacrifici e bisogna fare di tutto per mantenerla, attraverso quell’unità che da quando sono arrivato ci ha permesso, tutti insieme, e lo ripeto, tutti insieme, di raggiungere che gli obiettivi prefissati e che se ci sarà, anche quest’anno ci permetterà di farlo”.

Con i nuovi tutti a disposizione, quali potremmo vedere domani? E, in caso di assenza di Berisha, toccherà a Letica o Thiam?
“Toccherà a Letica se non ci sarà Berisha, perché ha fatto partite sia a livello nazionale che internazionale e poi lui ora è il secondo portiere. Per quanto riguarda gli altri, qualcuno è stato in nazionale, qualcuno è in ritardo di condizione e stiamo valutando se farli scendere in campo subito o dargli una settimana in più di allenamenti per farli calare meglio nel nostro gruppo. Sono contento di chi è arrivato e ora sta a me metterli nelle migliori condizioni e cercare di favorire il loro inserimento”.

Pensa che Reca sia adatto per affrontare Lazzari o quali altre soluzioni ci sono? Con Reca e Sala il reparto è stato completato in modo adeguato?
“Il reparto è completo, poi ci sono giocatori da portare al giusto livello fisico e tattico. Abbiamo poi un giocatore come Strefezza che ha fatto molto bene e ha solo bisogno di tempo per capire la serie A, ma questo lo potrà fare solo giocando, quindi starà a me usufruire di lui e di altri nel modo migliore, mettendolo nelle giuste condizioni e con equilibrio di squadra che possa sostenerlo. Lazzari lo conosciamo, ma pensare solo a lui è riduttivo. Sappiamo il suo valore, speriamo che dalla prossima partita faccia bene, e che magari una bella accoglienza lo intimidisca un po’. Ci aspetta una partita contro una squadra che ha qualità sopra la media sia tecnicamente sia fisicamente, dopo le prime tre ci sono loro. Sono anni che giocano insieme e la partenza testimonia quello di buono che si dice di loro. Servirà grande attenzione e migliorare la fase di non possesso che ha destato più preoccupazione, non permettendoci di portare a casa punti. Ci stiamo lavorato perché per una squadra che vuole salvarsi è determinante”.

Murgia finora non ha avuto molto spazio. Potrebbe essere il suo turno domani considerando anche le motivazioni extra?
“Murgia è un ragazzo di grande prospettiva e domani potrebbe essere la sua domenica, ma non per l’aspetto della rivalità, bensì perché per noi è un giocatore importante”.

Davanti ancora la coppia Petagna-Di Francesco?
“Stiamo valutando. È tornato Floccari, c’è Paloschi che è rimasto e Moncini che scalpita per trovare spazio. Ho diverse alternative e a seconda del momento e delle partite vedremo”.

Si aspettava di avere ancora in rosa Paloschi e come pensa di gestirlo?
“Paloschi secondo me è un giocatore importante, ha caratteristiche che non sempre secondo la mia idea di calcio sono congeniali con la squadra, ma se lo metti nelle giuste condizioni, negli ultimi trenta metri può fare dei gol e starà noi metterlo in condizione di sfruttare questo aspetto, e a lui, come già ha fatto, di giocare più con la squadra e essere più partecipe al gioco”.

Come ha visto la squadra dal punto di vista fisico?
“Se riguardiamo i dati siamo la squadra che ha corso di più in serie A, ma questo vuol dire che la palla spesso ce l’hanno gli altri, quindi bisogna abbinare alla quantità anche una maggior qualità. I ragazzi stanno bene, sono stra-contento del gruppo, forse è il gruppo più bello da quando sono qua, simile a quello che ha vinto la Lega Pro. Si stanno allenando al meglio, le voci che ci danno già per retrocessi ci stimolano a metterci in discussione e a ribaltare ancora una volta i pronostici iniziali”.

La lotta salvezza si dice sarà ristretta a SPAL, neopromosse e poche altre squadre. Perché scommettere sulla SPAL?
“Perché la SPAL ha esperienza diversa, un’esperienza di lavoro con lo stesso allenatore diversa da altre squadre, ha una società che ha fatto passi da gigante ed è molto seria. Ci sono dei punti di vantaggio, tra cui anche l’unità che abbiamo dimostrato. Nelle sconfitte ci siamo cementati, nonostante delle belle scoppole, ma nonostante tutto, giustamente, la società non è mai stata messa in discussione. Siamo sempre ripartiti più forti e meglio di prima. Sappiamo che quando ottieni certi risultati la speranza è sempre di migliorare e magari non so se da parte di chi ci sta attorno ci sarà la pazienza di subire qualche sconfitta come è accaduto negli ultimi anni, rispetto alle neopromosse. Se guardiamo il nostro percorso, il primo anno abbiamo fatto sei sconfitta di fila, perdendo 4-0 con Milan e ci hanno applaudito. L’anno scorso siamo arrivati tredicesimi e ci si aspettava di poter fare di meglio. Noi ce la metteremo tutta, ma l’obiettivo sappiamo qual è bisogna stare vicino a questi ragazzi e a questa società perché quello che stanno facendo è sotto gli occhi di tutti”.

Ieri il ds Davide Vagnati ha paragonato il percorso di Bonifazi con quello che potrebbe fare Igor. Pensa che al momento sia un pronto per giocare nel suo ruolo naturale?
“Credo che già nella prime due partite abbia fatto intravedere qualità. Deve migliorare perché viene da un altro calcio, bisognerà inserirlo gradatamente e mi auguro diventi il Bonifazi della situazione. Ad oggi è stato buttato dentro perché avevamo urgentemente bisogno di lui e lui si è fatto trovare pronto. Ogni giocatore va messo in un contesto di equilibrio, dargli la possibilità di sbagliare. Noi ora possiamo sbagliare poco e devono scendere in campo quei quattordici più pronti, che possono darci un certo equilibrio di squadra e domenica dopo domenica vedremo quali correttivi fare”.



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