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Dopo quasi un mese di campionato è toccato a Simone Rabbi diventare il protagonista di una lunga chiacchierata. Il giovane attaccante cresciuto nel Bologna si è messo decisamente in mostra con le sue prime prestazioni stagionali.

Qui trovate qualche anticipazione, per il resto potete dare una sbirciata su Substack, la piattaforma che usiamo per distribuire la nostra newsletter. Ci si può ovviamente iscrivere gratuitamente con il proprio indirizzo mail per ricevere la prossima edizione (arriverà nella prima decade di ottobre), ma anche consultare l’archivio fin da subito scegliendo l’opzione “Let me read it first“.

foto Lapedota

Quando sei stato ingaggiato ti abbiamo presentato come attaccante, ma Venturato sembra vederti di più come trequartista.
“Da quando ho iniziato ho giocato dappertutto: attaccante a destra, sinistra, centro, trequartista… quindi mi metto a disposizione del mister in base alle sue esigenze. Se lui mi vede sulla trequarti cerco di imparare a fare quel ruolo nel modo migliore, seguendo i suoi principi di gioco”.

Il Bologna, dove sei cresciuto, ti aveva mandato in prestito in serie C, ma poi non è sembrato credere del tutto in te.
“All’epoca avevo firmato un contratto di due anni con l’opzione per altri tre da parte del Bologna. Quello che ho trascorso a Piacenza era il secondo anno e a fine stagione mi è stato comunicato che non c’era l’intenzione di rinnovare per i successivi tre. Ho ricevuto una proposta diversa, ma non l’ho accettata perché non sentivo sufficiente fiducia. Quindi ho valutato altri progetti e quello della SPAL mi è sembrato il più convincente perché ho avvertito immediatamente le migliori condizioni per proseguire col mio percorso”.

Più di qualcuno inizia a invocarti come titolare dopo le belle prestazioni che hai fatto vedere di recente. Ti ci vedi o sei più a tuo agio come soluzione a partita in corso?
“Non sto tanto a pensare cosa sono, se un subentrante o un possibile titolare. Lavoro in settimana per mettermi a disposizione per il minutaggio che decide il mister e cerco di tenermi libero con la testa. So da dove vengo, so che sono l’ultimo arrivato e so chi ho davanti, giocatori forti di cui ho tantissimo rispetto. Devo fare un passo alla volta. Io punto a fare il mio massimo, dimostrando nei minuti che ho a disposizione di meritarmi lo spazio che c’è e magari anche di più. Ma credo debba essere un processo graduale”.

Hai impiegato solo quattro partite per segnare il primo gol serie B. Probabilmente sarebbero state solo due se non fossi andato giù al limite dell’area ad Ascoli.
“(Sorride, ndr) In quel caso lì dopo un po’ ho iniziato a dire che era colpa mia… Ero diretto verso la porta e ho fatto la scelta di rallentare leggermente per aspettare il portiere e giocarmi l’uno contro uno. Se non l’avessi fatto probabilmente l’avrei potuto scartare abbastanza facilmente. Invece ho atteso la sua uscita e così ho dato il tempo al difensore di rientrare. Solo che mentre caricavo il tiro sono stato sbilanciato. Credo fosse fallo e infatti ne abbiamo parlato molto nei giorni successivi. Riguardando il filmato ci siamo trovati tutti abbastanza d’accordo che lo fosse”.

Come detto, questa è solo una piccola parte della chiacchierata fatta con Simone Rabbi. Il resto lo trovate sul nostro profilo Substack, dopo aver scelto “Let me read it first. E non dimenticavi di iscrivervi, così la prossima volta riceverete direttamente la newsletter via mail.



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