foto Rubin

Da Pierobon a Schiattarella, nell’ultimo quarto di secolo nella SPAL hanno lasciato il segno, umano e professionale, tanti giocatori iconici senza capelli. Non si può dire che sia valso lo stesso per chi stava in panchina, e la separazione tra l’Ars et Labor e il suo “primo” allenatore Stefano Di Benedetto è soltanto l’ultimo matrimonio finito male.

I dati empirici dicono una cosa: il binomio SPAL-allenatore calvo è sempre finito male, tra risultati pessimi, esoneri e obiettivi stagionali falliti. Numeri alla mano, degli ultimi cinque mister senza capelli contiamo tre esoneri, tre mancate riconferme e una retrocessione. Abbiamo pensato, in un momento di tristezza sportiva, di scherzarci un po’ su e andare a fare un riepilogo degli allenatori senza capelli che si sono seduti sulla panchina della SPAL negli ultimi anni.

IL PRIMO DELLA LISTA

Partendo dall’anno 2000 il primo allenatore calvo della lista è stato David Sassarini, che ha allenato la (Real) SPAL nella stagione 2012/2013, in serie D. A oggi rimane l’unico tecnico ad aver iniziato e finito una stagione senza essere cacciato nel mezzo. Mica poco. Allenatore molto preparato ma anche un po’ cervellotico, è stato comunque apprezzato dal pubblico perché si è ritrovato a lavorare con una società assai improvvisata in cui era necessario far fronte ai problemi con tanta buona volontà. Il Sax non portò a casa risultati memorabili, ma finché la barca riuscì ad andare riuscì almeno a dar l’impressione di poterla condurre con un’idea di gioco all’attacco.

Dopo la SPAL Sassarini continuò la sua carriera da cavaliere errante, dalla Brianza al Bosforo, mettendosi alla prova nel calcio maschile, nei campionati Primavera e infine nel calcio femminile, sia da allenatore che da vice. Una decina di anni fa si è anche tolto la soddisfazione di venire a vincere da avversario a Ferrara, con la Virtus Entella Primavera che sconfisse 2-1 la banda di Cottafava, eliminandola dalla corsa playoff. Attualmente allena il Napoli Women, a metà classifica in serie A.

voto alla pelata: 6 – da stress

EL MÀS GRANDE

Oscar Brevi ha allenato la SPAL per le prime sedici partite della stagione 2014/2015, prima di cedere le redini a Semplici, che avrebbe fatto decollare quella squadra con otto vittorie consecutive portandola al quarto posto e poi vincendo due campionati consecutivi. Il suo rapporto coi tifosi non è mai sbocciato, soprattutto a causa dei risultati e di un carattere introverso e spigoloso, anche in sala stampa. Oltre che per farsi esonerare, sedici partite gli furono sufficienti per farsi affibbiare il soprannome di “bisachina“, visto che la squadra prendeva legnate da tutti e lui (non) reagiva stando in piedi davanti alla panchina con le mani in tasca. La gara che gli costò l’esonero ebbe luogo in un freddo 6 dicembre 2014 a Pontedera. La SPAL perse 1-0 col Tuttocuoio per un autogol di Silvestri al primo minuto. Fu la terza sconfitta consecutiva per 1-0 dopo Forlì e Pisa.

Brevi ha collezionato cinque esoneri nelle ultime nove esperienze tra i professionisti, tutte in serie C. La migliore come risultato (forse non come aspettative) è stata quella col Padova 2016/2017, coi veneti sconfitti ai playoff. Al momento allena il Monza Primavera.

voto alla pelata: 7 – intimidatoria

L’UOMO DEI RECORD

Luigi Di Biagio arrivò gli ultimi sei mesi di serie A ad allenare una SPAL che navigava già in cattive acque, soprattutto a causa di un mercato estivo che non funzionò, di un Semplici probabilmente demotivato, dei tanti infortuni e dello scoppio improvviso della pandemia di Covid-19. Nonostante queste premesse, ci mise del suo e ad oggi detiene praticamente tutti i record negativi tra gli ex allenatori spallini. Negli ultimi anni, ogni volta che (purtroppo tante) un allenatore va male e scriviamo un articolo di confronto (valanghe di gol subiti, poche vittorie, tante sconfitte, peggiori partenze, media-punti etc. etc.), Di Biagio non lascia scampo alla concorrenza.

“Abbiamo preso un allenatore che già dal primo nostro incontro mi ha trasmesso subito una grande voglia di mettersi in discussione e provare a fare questa grande avventura. Siamo convinti che attraverso il lavoro del mister e del suo nuovo staff raggiungeremo i nostri obiettivi”.

Davide Vagnati, intervista 11 febbraio 2020

Ad ogni modo, dopo la SPAL si dedicò al padel con gli ex-compagni Totti e Vieri, allenò nel 2023 la Dinamo Tirana nel campionato albanese, salvo licenziarsi dopo un avvio di campionato non brillante (2-1-6). Dal 31 agosto 2024 è manager dell’Arabia Saudita U23 (5-4-5), che l’anno scorso ha vinto la non prestigiosa Coppa delle Nazioni del Golfo Under-23.

voto alla pelata: 8 – nazionalpopolare

IL PIÙ AMATO

foto Filippo Rubin

Se avete letto fin qui, potete capire come al momento del suo insediamento nell’estate 2023, i rapporti dei tifosi spallini con gli allenatori senza capelli fossero ai minimi storici. Alla fine però, pur dopo un inizio non idilliaco, Mimmo Di Carlo si è rivelato uno degli allenatori più amati dal post-Semplici, se non forse il più amato per la sua umanità, ma la sua avventura a Ferrara ha del tragicomico. Cacciato alla sesta giornata per prendere Colucci dopo un inizio zoppicante, viene richiamato dal ds Fusco qualche mese più tardi. Compie un mezzo miracolo, portando la SPAL dal penultimo all’undicesimo posto con poco più di una decina di partite a disposizione. L’anno successivo, nonostante stampa e opinione pubblica spingessero per riconfermarlo, il nuovo direttore Casella optò per affidare l’incarico a Dossena.

Hater social Di Carlo
Un estimatore (…) social Di Carlo su Facebook durante la sua prima parentesi spallina  (agosto-ottobre 2023)

Di Carlo da allora ha allenato Ascoli e Gubbio, panchina su cui siede attualmente. L’anno scorso coi rossoblù è arrivato ai playoff, dove si è arreso al primo turno contro l’Arezzo.

voto alla pelata: 7 – brillante

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