Chissà se Grasjan Aliù si rivelerà essere la punta da doppia cifra tanto agognata dai tifosi della SPAL e determinante per vincere il campionato di Eccellenza. Se si guarda al curriculum dell’attaccante italo-albanese le credenziali ci sono tutte, ma c’è anche la carta d’identità che dice 1989: a novembre le candeline sulla torta saranno 37 e bisognerà vedere se il peso degli anni e le aspettative del pubblico presenteranno il conto una volta in campo.
Nel corso degli anni, come succede un po’ ovunque nel calcio, la SPAL ha spesso pescato attaccanti Over 30 nella speranza di beneficiare della loro piena maturità di giocatori o di rivitalizzarne carriere apparentemente in discesa. In alcuni casi è andata bene in altri decisamente meno. Facciamo una rapida carrellata – del tutto soggettiva – partendo dal nuovo millennio.
La nostra top-10 (dal 2000 a oggi)
10° posto: Giuseppe Rossi (2021-2023), 34 anni
Sarebbe considerabile un flop per l’epoca che un po’ rappresenta, quella delle americanate e delle operazioni di mercato tutto nome e poca sostanza. Ma entra di sguincio nella top-10 perché in quella balorda stagione 2021/2022 l’ex centravanti della nazionale italiana, pur agli sgoccioli di una carriera luminosa e gravemente condizionata dai problemi fisici, mostrò lampi della sua classe e firmò tre gol fondamentali per salvare la baracca dalla retrocessione. A Cosenza con un’inusuale zuccata alla seconda presenza; a Vicenza con un saggio delle abilità dei giorni belli; in casa contro il Crotone già retrocesso in una partita che sarebbe potuta diventare uno psicodramma totale e invece fu un passettino stentato verso una soffertissima permanenza in serie B. Avesse chiuso così sarebbe stato da ricordare solo con affetto, invece tornò a febbraio della stagione successiva su insistenza di Tacopina, quando non aveva proprio più nulla da dare.

9° posto: Federico Melchiorri (2021/2022), 34 anni
Altro giocatore maturo, passato per Ferrara durante una stagione caotica e brutta, ossia la prima della gestione-Tacopina. Anche se col senno di poi è stata la meno peggio tra quelle della presidenza americana, il che è tutto dire. In un contesto di forte instabilità (Zamuner/Tarantino a decidere – avvicendamento tra Clotet e Venturato in panchina) Melchiorri alla fine si rivela affidabile, mettendo dentro 5 gol (meglio fecero solo Colombo e Mancosu con 6) e fornendo pure un paio di assist prima di proseguire con buon profitto altrove. Ancora oggi è in attività e sarà compagno di squadra di Senigagliesi nell’Aurora Treia, nel girone marchigiano di Eccellenza.

8° posto: Luigi “Gigio” Grassi (2016/2017), 32 anni
Vagnati ingaggiò il fantasista toscano a gennaio 2016 dall’Ascoli, mentre la SPAL era già ben indirizzata verso la vittoria del campionato di serie C. In quel momento ci si poteva permettere di aggiungere un elemento di lusso dentro a un attacco nel quale già c’erano Cellini, Zigoni e Finotto. Come tale venne presentato. Come tale si presentò lui, decidendo subito Pistoiese-SPAL 0-1 al debutto, dando vita al “Gigio entra e segna“. In campionato segnò solo un’altra volta, ma aggiunse qualche assist qua e là e un altro paio di centri in Coppa Italia di serie C. In serie B venne ritenuto di troppo e lasciato andare. Continuò a divertirsi e a divertire i suoi tifosi tra serie C, serie D ed Eccellenza nella sua Toscana.
7° posto: David Sesa (2006-2008), 32 anni
Serie A, serie B, campionato elvetico, 36 presenze in nazionale… David Sesa arrivò alla SPAL in C2, nel primo anno della presidenza di Gianfranco Tomasi, con una fama notevole. Trequartista elegantissimo e all’occorrenza seconda punta, arrivò a metà della stagione 2005/2006 e contribuì notevolmente con 6 gol in 15 presenze. Rimase anche nelle due stagioni successive – quelle delle eliminazioni ai playoff con Paganese e Portogruaro – facendo decisamente la sua parte a suon di reti e assist (rispettivamente 14 e 19).

6° posto: Nicola Bisso (2006-2008), 31 anni
Bisso giocò solo due stagioni alla SPAL prima di essere liquidato dalla nuova gestione-Butelli, ma in entrambe chiuse la stagione come miglior marcatore. Purtroppo senza raccogliere soddisfazioni di squadra. Venne prelevato dall’allora ds Andrea Mangoni dallo Jesolo, reduce da 18 gol stagionali in C2, e nonostante le turbolenze delle stagioni tomasiane fu abile a distinguersi nella aree avversarie con 11 gol nella prima stagione e 12 in quella successiva. In mezzo entra anche nell’altra storia, prendendosi cinque giornate di squalifica per un calcione rifilato a un avversario in SPAL-Reggiana 2-2 del 10 dicembre 2006, partita in cui per altro segna un bel gol di testa.
5° posto: Massimiliano Varricchio (2013/2014), 36 anni
Ne fanno ancora attaccanti così? Varricchio diventò il centravanti della SPAL nell’estate in cui la Giacomense subentrò alla scalcinata società di Benasciutti e Ranzani, e dimostrò coi fatti di essere ancora uno straordinario predatore d’area. In maglia grigiorossa aveva messo dentro 22 palloni per firmare la salvezza a Masi San Giacomo, al “Paolo Mazza” fa 20, prendendosi anche il titolo di capocannoniere della Seconda Divisione. Ancora oggi è l’ultimo degli spallini a potersi fregiare di questo titolo. Avrebbe potuto (e voluto) rimanere in rosa anche nella stagione successiva, ma la dirigenza lo convinse ad avviare una carriera da allenatore durata molto poco.
4° posto: Marco Cellini (2015/2016), 34 anni
Due anni dopo Varricchio arriva in biancazzurro Marco Cellini (1981) e segna lo stesso numero di reti (di cui 17 in campionato). Col contributo di altri due prolifici attaccanti più giovani (Zigoni e Finotto) regala alla SPAL una promozione in serie B sognata da 23 anni. Tutto questo comunque non basta per essere confermato l’anno successivo e quindi passa al Livorno per l’ultima annata in doppia cifra della sua bella carriera da giocatore. Nella scorsa stagione, da allenatore del Grassina, ha rischiato di sfidare la SPAL nella finale playoff di Eccellenza, persa contro la Santegidiese. Può sorridere lo stesso perché i rossoverdi sono stati ripescati in serie D.
3° posto: Sergio Floccari (2017-2021), 35 anni
Quando Floccari venne prelevato dal Bologna a gennaio 2017 ci furono parecchi mugugni tra i tifosi. Perché l’attaccante calabrese veniva da campionati non brillanti tra Sassuolo e Bologna e si vociferava avesse problemi fisici quasi irrisolvibili. Invece fu un’intuizione brillante di Davide Vagnati per rimpiazzare un acerbo Alberto Cerri. Di fatto Floccari fu la marcia in più per far volare la SPAL verso la serie A. Si presentò col 10 sulle spalle, segnando due gol storici nelle prime due partite giocate: all’esordio, di testa al Benevento sotto la Ovest, e sette giorni dopo replicando contro il Vicenza a tempo scaduto. Chiuse la trionfale stagione 2016/2017 con 7 reti. Non male per un quasi trentaseienne. Nel triennio di serie A ne segnò 9 tra campionato e Coppa Italia, sempre pesantissime. Perché se la gente si ricorda quella valsa la vittoria sulla Juventus, forse si è dimenticata la doppietta decisiva contro il Benevento in trasferta, in un momento dove la SPAL sembrava condannata alla retrocessione e invece riuscì a svoltare la stagione e salvarsi. Segna l’ultima rete della carriera con la SPAL il 20 marzo 2021 in serie B. Un gol che vale tre punti, visto che grazie alla sua zampata la SPAL batte il Cittadella di Venturato 1-0. Ma al di là dei gol resta una figura memorabile per abnegazione, intelligenza, leadership.
2° posto: Emanuele Cancellato (1997-2001), 33 anni
Onestamente: avrebbe tutti i requisiti per essere il numero uno della lista. Forse lo è, ma nello scegliere i primi due gradini del podio abbiamo voluto dare un peso alle categorie. Il “Cance” però rimane nel cuore degli spallini come il Fenomeno e questo probabilmente è abbastanza per farlo passare davanti a chi gli sta davanti. Questione di cuore. Arrivò alla SPAL alle porte dei 33 anni e negli anni Novanta questo significava davvero essere agli sgoccioli, mica come oggi in cui s’arriva quasi comodamente ai quaranta. Cattiveria, cinismo e un repertorio così vario di gol quasi sorprendente. Segna 19 gol nella prima stagione, 10 nella seconda, 19 nella terza e 13 nella quarta. 61 in totale. Vince un campionato di serie C2 e si fa apprezzare ulteriormente per un sorriso che ancora oggi dispensa con generosità quando si accomoda in tribuna al “Paolo Mazza”.

1° posto: Mirco Antenucci (2016-2019 e 2023-2025), 31 anni
Antenucci arriva alla SPAL nell’estate 2016 con la fama di cavaliere errante del gol e tante responsabilità sulle spalle. Alla fine dei giochi, la sua storia in biancazzurro va oltre ogni aspettativa. Il primo anno è un fiume in piena: fa 20 gol e trascina un gruppo fantastico al ritorno in serie A. Nel biennio al massimo livello segna 11 gol la prima stagione e 5 la seconda, dove gioca più come seconda punta al servizio di Petagna. La sua cessione nell’estate 2019 resta probabilmente una delle cause (non l’unica) che porta alla retrocessione. Quanto fatto in questo primo capitolo in biancazzurro basterebbe già per garantirgli un posto nella storia del club, ma l’attuale direttore della X Martiri torna nel 2023, con la SPAL in C, per aiutare una collettivo totalmente senza bussola. Arriva per fare la quarta punta da “colpo finale” e si ritrova a essere la prima, con spesso novanta minuti sul groppone. Segna 16 gol in due stagioni, salvando sul campo la squadra prima del buio del fallimento.
La nostra flop-10 (dal 2000 a oggi)
10° posto: Luciano Pignatta (2012/2013), 32 anni
L’argentino classe 1980 arriva a Ferrara l’anno della serie D con la fama di essere una buona prima punta per quinta serie, tanto da essere andato in doppia cifra in due delle precedenti tre stagioni e aver vinto anche un campionato dilettanti con l’Ebolitana. Alla Real SPAL però, complice un infortunio, non riesce a incidere, nonostante Sassarini lo lanci come “9” titolare già dalla seconda giornata. La sua stagione finisce il 4 novembre, con tre presenze per neanche 150 minuti. A dicembre passa al Noto, con cui segnerà 5 gol. Probabilmente aveva capito in largo anticipo come sarebbe andata a finire quella scalcinata società.

9° posto: Mattia Finotto bis (2022-2023), 30 anni
Se dalla prima avventura alla SPAL (2014-2017) il giovane Finotto si congedava con una promozione da protagonista (14 gol) e una da buona spalla (3 gol), la sua seconda esperienza in biancazzurro risulta un buco nell’acqua, che comunque non cancella il buon rapporto costruito coi tifosi negli anni precedenti. L’attaccante torna nel gennaio 2022 voluto dal nuovo tecnico Venturato, da cui era stato allenato a Cittadella. Segna tre gol in sei mesi, ma non riesce a prendersi il ruolo da titolare che la sua abilità e la sua esperienza vorrebbero. Confermato la stagione successiva, le cose vanno anche peggio. Dopo l’unico gol alla quinta giornata inizia a giocare col contagocce, nonostante il rendimento non brillante dei compagni di reparto, fino alla sua prematura cessione a gennaio. Si toglie delle soddisfazioni con Cosenza e Carrarese e ancora oggi è in serie B.

8° posto: Gianmarco Piccioni (2025/2026), 34 anni
Il figlio d’arte classe 1991 arriva a dicembre 2025 con la nomea di centravanti esperto che può far vincere l’Eccellenza all’Ars et Labor degli argentini. Chiude con 8 gol in campionato e gli va riconosciuto di aver portato diversi punti e di aver risolto più di qualche partita con una sua stoccata, ma a conti fatti sparisce nel doppio confronto con la Santegidiese, dove sciupa occasioni importanti per cambiare il risultato, e soprattutto fallisce insieme a tutti gli altri l’obiettivo della promozione in serie D su tutti e tre i fronti (campionato, coppa Italia e playoff).

7° posto: Firmino Elia (2006/2007), 32 anni
Il giocatore napoletano (classe 1974) arriva a Ferrara come un attaccante affidabile per la C. Non uno spaccareti, ma un generoso al servizio della squadra che sa metterla dentro, come dimostrano le stagioni in doppia cifra con Lecco, Montevarchi, Palermo, Avellino e Pro Patria. Doveva essere un’ulteriore arma a disposizione di Leo Rossi assieme a Sesa, Bisso e Agostinelli. Complici un paio di infortuni segna soltanto 4 gol in una squadra che chiude il campionato col miglior attacco (57). Elia si piazza dietro a Bisso (11), Sesa (9) e Agostinelli (8), ma anche al centrocampista Di Loreto (5) e al difensore Turone (5). Lascia la SPAL dopo la bruciante sconfitta ai playoff con la Paganese, giocando da titolare entrambe le gare. Viene comunque ricordato con affetto per la sua personalità estroversa e genuina.

6° posto: Luca Siligardi (2023/2024), 35 anni
Quando Siligardi sbarca a Ferrara è un volto già abbastanza noto, avendo sfidato i biancazzurri diverse volte negli anni precedenti tra serie A e serie B, pur senza mai segnare. Ad agosto viene presentato dal ds Fusco come il fiore all’occhiello del mercato, tanto che il giocatore stesso in conferenza stampa dichiara di puntare alla promozione come obiettivo stagionale.
“Sono contento di essere qui anche per dare una mano al club a ritornare dov’è stato negli ultimi anni. […] L’obiettivo personale sarebbe quello di un’altra promozione dopo quella di Salò, sarebbe un’altra ciliegina”.
Luca Siligardi, intervista agosto 2023
Inutile ricordare che la SPAL non raggiunse neppure i playoff. A livello personale ha chiuso la stagione con un gol assolutamente inutile all’ultima giornata contro l’Olbia dopo aver perso metà delle partite per un grave infortunio. Oggi è ancora attivo in serie D con la Correggese.

5° posto: Cristian La Grottería (2007-2009), 33 anni
La parola d’ordine in questo caso è: “aspettative“. Sono quelle che, al di là dei numeri non particolarmente negativi, l’imponente attaccante di La Plata delude completamente. Dopo essersi affermato come elegante centravanti di categoria in C1 col Padova, La Grotteria scende di livello per diventare il giocatore di punta della SPAL di Tomasi. La prima stagione è semi-positiva: segna 11 gol ma non incide nella partita decisiva col Portogruaro, dove la SPAL viene assurdamente eliminata. Il giorno della partita di ritorno l’argentino è capitano e segna anche il gol del momentaneo 0-2, prima che la squadra venga travolta per 3-2. L’anno dopo, con la SPAL promossa d’ufficio e la nuova gestione Butelli, La Grotteria scompare progressivamente dai radar. Chiude la stagione con 3 gol, tutti segnati nel girone d’andata, venendo completamente oscurato dal giovane marocchino Arma. Sul suo rapporto coi tifosi hanno pesato anche alcuni atteggiamenti un pochino sopra le righe.

4° posto: Fabio Bazzani (2009/2010), 33 anni
Esauriti i fasti della serie A e le occasioni in serie B, Fabio Bazzani (1976) arriva alla SPAL dopo tre stagioni deludenti con Livorno, Brescia e Pescara. Nonostante questo, da un giocatore che negli anni d’oro ha vestito addirittura la maglia della nazionale, ci si aspetta leadership, gol pesanti e assist, visto che comunque i piani della società sono di metterlo vicino a un 9 atipico come Giacomo Cipriani (1980), che alla SPAL lascerà tutt’altro ricordo, malgrado i problemi fisici ricorrenti. Chiude con la miseria di 3 gol (l’ultimo dei quali segnato a inizio novembre) nonostante la fiducia di Dolcetti e Notaristefano per l’intera stagione. Tra le principali immagini della sua deludente esperienza ferrarese c’è quella del rigore calciato sopra la traversa contro la Ternana, sotto alla Ovest. Negli anni successivi scende di categoria andando al Mezzolara, con tre stagioni consecutive in doppia cifra.
3° posto: Andrea La Mantia (2022/2023), 31 anni
Terminata l’avventura con l’Empoli, Andrea La Mantia (1991) si presenta a Ferrara come il numero 9 che era mancato la stagione precedente, accompagnato da un ingaggio faraonico che sarà sinonimo di problemi negli anni successivi. Tutte cose che lo mettono da subito sotto ai riflettori. Nonostante questo, ALM inizia bene, segnando 4 gol nei primi cinque incontri. Poi sparisce, soprattutto con l’arrivo in panchina di Daniele De Rossi. Chiude la stagione con 5 reti, un feeling coi tifosi mai nato e una retrocessione sul groppone. Il tutto reso più antipatico da un tira e molla puramente economico l’estate successiva. Un flop clamoroso a livello tecnico ed economico.

2° posto: Soufiane Bidaoui (2024/2025), 34 anni
Che la carriera dell’ala sinistra marocchina sia stata un grande rimpianto praticamente in ogni piazza è cosa nota per gli appassionati di calcio. Bidaoui viene ingaggiato con un biennale (!) da Alex Casella dopo un anno e mezzo di inattività con un doppio incarico: guidare i giovani D’Orazio e Rao nella prima stagione da protagonisti ed essere il lume che si accende nei momenti clou delle partite. Nessuno gli chiede 90 minuti ogni domenica, solo qualche sprazzo da giocatore di talento quale è, possibilmente nelle situazioni chiave. Nonostante le premesse e la fiducia iniziale di Dossena l’attaccante incassa lo stipendio e rimette le pantofole. Segna un gol (a novembre col Pineto) e dal 25 gennaio alza ufficialmente bandiera bianca per infortunio. Non è mai più sceso in campo da nessuna altra parte.

1° posto: Marco Borriello (2017/2018), 35 anni
Quando l’ex Milan-Juve-Roma Marco Borriello (1982) arriva a Ferrara dal Cagliari nell’estate 2017 è festa grande. Perché l’attaccante napoletano nella stagione precedente sembrava aver vissuto una seconda giovinezza con 20 gol in 38 partite e non sembrava affatto in parabola discendente. Quindi presentazione allo stadio in stile super-star e un gol all’esordio casalingo contro l’Udinese. Peccato che qualcosa si rompa presto, forse troppo presto.
“Adesso devo dimostrare che la società non ha sbagliato acquisto”.
Marco Borriello, intervista agosto 2017
Borriello inizia a mostrare un atteggiamento generalmente indisponente e gli animi si agitano, complice anche un ingaggio per niente in linea con quello che ci si aspetterebbe da una neopromossa che manca dalla serie A da 50 anni. Il culmine è l’applauso ironico alla Curva Ovest durante SPAL-Verona 2-2. Il numero 22 viene sostituito sullo 0-2 tra i fischi di un intero stadio che gli rimprovera scarso entusiasmo. Di lì a poco finisce ai margini, con la società che si ritrova a gestire la situazione con un certo imbarazzo. Ufficialmente Borriello è infortunato e lo dimostra con ripetuti certificati medici, anche se poi chiede di scendere in campo per la partita d’addio al calcio dell’ex compagno Pirlo. Nessuno saprà mai la verità e probabilmente nel 2026 a nessuno frega qualcosa di saperla. La SPAL 2017/2018 resta nella storia per essersi salvata coi gol di Antenucci, Floccari e Paloschi e lui finisce nel dimenticatoio.








