Come si sostituisce un giocatore determinante come Manuel Lazzari? Adattandosi, perché come lui se ne trovano pochi. La stagione 2019-2020 della SPAL riserverà qualche novità tattica, malgrado mister Semplici abbia già chiarito di voler conservare alcuni dei principi di gioco che hanno permesso alla sua squadra di conquistare due salvezze consecutive in serie A.

Nonostante la partenza di uno dei suoi elementi più rappresentativi, la SPAL nel precampionato ha mantenuto l’intelaiatura di base (352 in possesso, difesa a 5 in non-possesso), fondata sempre su una costruzione dal basso palleggiata, ricercata con ancor più convinzione nell’ultima stagione (con l’idea di prendere dei rischi in grado di pagare) e con una maggiore ricerca della profondità. In generale, i biancazzurri hanno cercato di velocizzare la fase di superamento della prima linea difensiva avversaria. Una scelta, quest’ultima, favorita anche dalla decisione di Semplici di impiegare da mediano prima Schiattarella e poi Missiroli, ossia due giocatori che hanno interpretato la posizione in senso più verticale, dando più fluidità alla fase di possesso della SPAL.

[Un riassunto sullo stile di gioco delle squadre dello scorso campionato, via Opta]
All’interno del 352 di Semplici, Lazzari rappresentava la chiave della fase offensiva della squadra, nettamente sbilanciato a destra.

[Elaborazione di Tacticsplatform sulla distribuzione dei tocchi di palla nella serie A 2018-2019]
Lazzari è stato anche il terzo miglior assist-man del campionato (dopo Gomez e Callejon) con 8 passaggi vincenti ai compagni, e si è distinto per una media di 7.68 cross a partita (2° assoluto, dietro a Pasqual dell’Empoli) e 8.2 duelli offensivi (7° assoluto) con il 53% di successo. A questi numeri, oggettivamente impressionanti, si aggiunge poi quello relativo ai metri guadagnati con corse progressive in media ogni novanta minuti: con 125.98 metri conquistati Lazzari è stato il migliore nella scorsa serie A e uno dei migliori in Europa.

[Elaborazione di CalcioDatato]
Per non essere troppo prevedibili e troppo dipendenti da un giocatore, pur il migliore della rosa a disposizione, già nello scorso torneo Semplici aveva progettato di riequilibrare la fase offensiva della SPAL e per questo era stato acquistato Fares dall’Hellas Verona. L’idea ha funzionato soprattutto nel girone di ritorno, ma purtroppo il lungo infortunio occorso all’esterno sinistro algerino ha scombussolato i piani.

Nel frattempo il difficile compito di occupare la zona presidiata per sei anni da Lazzari è stato affidato a Federico Di Francesco e Marco D’Alessandro. Si tratta di due giocatori dalle caratteristiche piuttosto diverse. Il primo è infatti un giocatore dalle caratteristiche più offensive, come dimostrano i dati InStat dello scorso campionato che lo vedono aver realizzato più gol (2 contro nessuno), più tiri nello specchio (0.57 a 0.12) e più expected goals (0.16 contro 0.04) a partita rispetto al suo nuovo compagno di squadra. Di contro, l’ex Udinese ha vinto un maggior numero di contrasti per match (4 a 1) e ha recuperato un numero maggiore di palloni in media a partita (2.9 contro 1.32) rispetto a Di Francesco. Tutto questo è frutto anche del fatto che D’Alessandro, nelle ultime stagioni, si è convertito ad esterno a tutta fascia, dimostrando anche di poter contribuire sia a destra che a sinistra.

È quindi evidente come, sulla carta, il 28enne romano sarebbe il più indicato per sostituire Lazzari. Tuttavia, non è da escludere un turnover in base alle situazioni e nemmeno un contemporaneo utilizzo dei due. Con Di Francesco in campo come esterno più offensivo, l’elemento chiave potrebbe essere rappresentato dal tentativo di Semplici di modificare la fase difensiva della SPAL, in modo da limitare l’apporto in non possesso da richiedere all’ex Sassuolo.

Proprio Semplici, nel corso della conferenza prepartita del match contro la Feralpisalò, ha parlato dell’intenzione di affrontare la prossima stagione con un sistema più fluido. In sostanza, l’idea è di mantenere tre difensori in fase di costruzione bassa, mentre a livelli più alti di campo, sarà possibile sia vedere giocate simili a quelli che hanno così ben funzionato le scorse due annate, sia qualcosa di diverso, magari all’interno di un sistema non più a cinque centrocampisti ma con quattro giocatori in mediana e due trequartisti a ridosso del centravanti, come accaduto nella partita col Cesena.

Di contro, in fase difensiva, contro squadre che non si schierino a specchio (cioè utilizzando anch’esse il 352), l’opzione sulla quale Semplici sta lavorando è quella che prevede lo scivolamento in fascia di uno dei centrali difensivi, per evitare ad un giocatore offensivo come Di Francesco di dover far troppi metri all’indietro per difendere. Questa soluzione è simile (pur all’interno di un sistema diverso) a quella utilizzata dalla Juventus con Cristiano Ronaldo e dal Parma con Gervinho. In entrambi i casi infatti, da un 433 in fase offensiva si passava ad un 442 in quella difensiva.

Analogamente a quanto potrebbe accadere con Di Francesco nella SPAL, al portoghese e all’ivoriano non era chiesto di rientrare: la loro posizione di esterno sinistro veniva invece presa dal movimento laterale dell’interno sinistro del centrocampo a tre. Chiaramente, nel caso della SPAL, si tratterebbe di far scivolare uno dei centrali (es.: Cionek), che diventerebbe un classico terzino della difesa a quattro, con l’altro quinto di centrocampo (es.: Fares e/o il suo sostituto) a lavorare come terzino sulla fascia opposta.

Una soluzione abbastanza lineare, che potrebbe permettere alla SPAL di mantenere intatti alcuni degli automatismi già codificati dalla squadra, aggiungendo qualche variante per sfruttare al meglio le caratteristiche dei nuovi arrivati.

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Sportiva e Toscana Tv, ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.



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