A inizio campionato 556 lettori avevano partecipato al gioco “Mi a l’ea dit”, lanciato per il quinto anno consecutivo dalla nostra testata per provare a indovinare come sarebbe andato il campionato della SPAL. A nove mesi di distanza, come da prassi consueta, vediamo un po’ chi ci ha azzeccato e di quanto.
La SPAL riuscirà a vincere il campionato di Eccellenza?
A inizio settembre il 56% dei tifosi credeva (o forse sperava) che la SPAL avrebbe vinto il campionato e che l’umiliazione dell’Eccellenza sarebbe durata soltanto un anno. Inutile rivangare su com’è finita, almeno sul campo.

L’allenatore Stefano Di Benedetto e il direttore sportivo Mirco Antenucci rimarranno per l’intera stagione?
La SPAL non ha un tecnico che riesca a restare a Ferrara dalla prima all’ultima giornata dal campionato 2018/2019, quando Leonardo Semplici chiuse al 13° posto in serie A. Il 59% dei tifosi credeva che neppure Di Benedetto sarebbe riuscito a rimanere al timone per tutte e 34 le partite. La previsione è stata corretta: l’allenatore siciliano è stato esonerato il 25 gennaio, in netto ritardo secondo gran parte dell’opinione pubblica e della stampa. Il 91% dei votanti era invece convinto che Antenucci ce l’avrebbe fatta, salvo poi essere accompagnato alla porta a ottobre in modo non proprio elegante.

Verrà mai presentato ufficialmente il presidente di cui parlava Molinari a luglio?
A inizio stagione l’organigramma della SPAL era un’incognita. A settembre l’unica figura dirigenziale oltre al patron Molinari era il direttore generale Bruno Pradines, che però non era ancora stato presentato né alla stampa né ai tifosi. Il presidente Andrés Marengo è stato annunciato il 1 ottobre e presentato il giorno successivo. Il giorno del sondaggio, oltre la metà dei tifosi (55%) credeva che il presidente non sarebbe mai stato presentato. A conti fatti, le uscite di Marengo sono state ridotte all’osso ed è nostra opinione che qualche parola in più nel corso della stagione avrebbe giovato. Per la cronaca: anche Pradines è a quota zero interventi sui media.

La SPAL chiuderà il campionato col miglior attacco? E con la miglior difesa?
Rispettivamente il 74% e il 72% dei votanti dicevano di no. La SPAL invece ha chiuso col miglior attacco (55 gol, gli stessi segnati dal Mezzolara) e la seconda miglior difesa (22 gol, peggio solo della capolista che ne ha incassati 17).

Chi sarà il miglior marcatore della SPAL in campionato?
Il podio era composto da Carbonaro (28% delle preferenze), “qualcuno che arriverà a dicembre” (26%) e Senigagliesi (18%). Previsione azzeccata. Carbonaro ha segnato 11 reti, Piccioni – “l’uomo arrivato a dicembre” – ne ha segnate 8 e Senigagliesi, terzo, ne ha segnate 7, le stesse di Prezzabile.

La SPAL avrà il capocannoniere del girone?
L’ultimo biancazzurro a riuscirci è stato Massimiliano Varricchio, che nella stagione 2013/2014 si laureò miglior marcatore della Lega Pro Seconda Divisione con 20 reti. Un ricordo lontano che spiegava lo scetticismo dei tifosi: solo il 15% infatti credeva che qualche spallino avrebbe vinto la cannonieri. Gli undici gol di Carbonaro in campionato (di cui quattro su rigore) sono appena due in meno di quelli di Stucchi del Cava Ronco. Nel girone A dell’Emilia-Romagna ben otto giocatori hanno superato le 11 reti e il migliore (Grasso del Nibbiano & Valtidone) ne ha segnate 20.

Giacomel riuscirà a rimanere il portiere titolare per l’intera stagione?
Dal post serie A le porte della SPAL sono state tutt’altro che stabili: l’ultimo estremo difensore a iniziare e chiudere il campionato da titolare è stato Enrico Alfonso nel 2022/2023, in serie B. Il 72% credeva che Giacomel avrebbe interrotto la “maledizione”, visto soprattutto che il portiere veniva da 21 presenze in serie C l’anno prima. Sbagliato: complice un infortunio a difendere i pali ai playoff è toccato al secondo Luciani, che è stato peraltro l’unico sufficiente nella disastrosa semifinale di ritorno con la Santegidiese. Giacomel ha chiuso il campionato con 24 presenze (su 34 di campionato) e 2 espulsioni.

La SPAL prenderà altri svincolati prima di dicembre? Quanti giocatori verranno presi nella finestra di mercato di dicembre?
L’86% dei tifosi sperava in qualche ulteriore innesto prima di dicembre. Il 43% immaginava che il numero di questi rinforzi sarebbe stato di 1-3 giocatori, mentre il 44% propendeva per 3-5 nuovi arrivi. Le porte sono state girevoli, ma non più di tanto rispetto alle scorse stagioni: il 14 ottobre si è aggregato Moretti, il 28 novembre Piccioni e il 4 febbraio Rossi che ha giocato la miseria di 70 minuti totali.

In quale settore si renderà necessario intervenire ulteriormente?
Il conto finale dice: “tre acquisti, tre attaccanti”. I tifosi vedevano proprio nell’attacco il punto debole della squadra tanto che il 75% chiedeva ad Antenucci innesti nel reparto avanzato (e pure lui se li aspettava). Seguivano a distanza siderale la difesa centrale (11%), il centrocampo (9%), i terzini (4%) e la porta (1%), tutti reparti in cui non sono presi altri giocatori dopo il mercato estivo.

Arriveranno altri giocatori argentini oltre a quelli già presenti?
Il 50% dei tifosi ha risposto di sì. La stagione dei quattro calciatori argentini è stata a dir poco imbarazzante. 4 presenze per Juan Cruz Chazarreta, 8 presenze per Marcos Chazarreta, 6 presenze per Matias Alcade. Bottino complessivo: circa 600 minuti, 0 gol e 0 assist. Il quarto, Tobias Mora, è stato svincolato a dicembre (0 presenze).

Quante sconfitte casalinghe ci dovremo beccare su un totale di 17 partite?
La domanda più dolente del sondaggio. Dopo una stagione da 9 sconfitte c’era una leggera fiducia, col 48% dei tifosi che indicava tra 1 e 3 sconfitte casalinghe. La SPAL ha perso 3 partite in campionato, tutte e tre nel girone d’andata, di cui due in casa (Fratta Terme e Pietracuta) e una in trasferta (Medicina Fossatone). Hanno contribuito a far arrivare secondi i biancazzurri. Tuttavia a bilancio pesano anche la sconfitta nella finale di Coppa Italia Regionale col Nibbiano & Valtidone sul neutro di Correggio e la doppia sconfitta con la Santegidiese nella semifinale playoff.

La SPAL riuscirà ad arrivare in fondo alla Coppa Italia d’Eccellenza?
Vincere la Coppa Italia di categoria significava conquistare automaticamente un posto in serie D, ma già a settembre un terzo dei tifosi (63%) non credeva che i biancazzurri sarebbero riusciti a farcela. La previsione è andata addirittura peggio delle aspettative visto che la squadra non è riuscita neppure ad arrivare alla fase nazionale, venendo eliminata appunto dal Nibbiano&Valtidone. Per la cronaca, il trofeo è stato alzato dal Bisceglie il 9 maggio. I pugliesi hanno vinto 1-0 ai supplementari contro il Montecchio Gallo, formazione che aveva eliminato il Nibbiano&Valtidone ai quarti di finale nazionali.

Quanti allenamenti a porte aperte sarà possibile vedere da qui a maggio?
Al momento dell’insediamento della nuova società l’accesso del pubblico agli allenamenti era in larga parte interdetto, salvo qualche sporadica apertura comunicata un giorno per l’altro. Con l’avvicendamento in panchina tra Di Benedetto e Parlato e l’aggiustamento del programma voluto dal nuovo tecnico la situazione è migliorata. Aperture costanti dal martedì al giovedì, anche se per pochi fedelissimi. Un terzo dei votanti (66%) sperava che almeno una decina di sedute, in media una al mese, fosse aperta a tifosi e stampa.

In definitiva, il sondaggio a settembre fotografava una tifoseria divisa tra speranza e realismo: l’entusiasmo per un possibile ritorno ai vertici contro la cautela di chi ha vissuto anni difficili. Il campo ha dato ragione ai pessimisti, come accade ininterrottamente dal 2019.
nota finale (importante, a quanto pare): questi sono i risultati di un gioco fatto esclusivamente per divertimento e non costituiscono in alcuna misura un giudizio o un’opinione da parte della testata LoSpallino.com.








