La 19^ stagione di serie A della SPAL è andata in archivio dopo aver messo a dura prova nervi e sentimenti di tifosi e addetti ai lavori. Tre anni nel massimo campionato si sono chiusi in maniera abbastanza imbarazzante, con la squadra di Di Biagio ultima in classifica per distacco (-5 dal Brescia) e addirittura a 19 punti dal quart’ultimo posto. Il confronto con l’annata 2018-2019 è impietoso: -22 punti, +10 sconfitte, -17 gol fatti, +21 gol subiti. Tutto questo alla faccia della “squadra ottima, che andava solo caricata e preparata“.

Non sono mancate di certo le attenuanti: la surreale vicenda del sequestro dello stadio a inizio luglio 2019 (con relativo impatto su abbonamenti e sponsorizzazioni), le difficoltà sul mercato e il grave infortunio di Fares, seguito da quelli di D’Alessandro e Di Francesco a campionato iniziato.

Per quanto tutti vorremmo subito voltare pagina e pensare solo al futuro, come da tradizione andiamo prima a tracciare un piccolo bilancio di quanto hanno fatto i singoli elementi durante la stagione, cercando di essere il più obiettivi possibili a fronte di un risultato e di prestazioni decisamente negative.

EROI SENZA GLORIA: Berisha 7.5; Petagna 7

Berisha: Sceglie Ferrara per recitare un ruolo da protagonista anziché da comparsa come sarebbe successo a Bergamo con Gollini. Fino all’infortunio di metà giugno è il migliore per costanza di rendimento, salvando per diverse volte Semplici e i suoi da possibili goleade. A Di Biagio rimarrà il rimpianto di come sarebbe potuta andare con lui a disposizione: forse un po’ meno peggio.
La curiosità: l’assenza forzata nelle 12 partite post-lockdown ha congelato le statistiche del portiere albanese, che ha chiuso la stagione con una media di 4.04 parate a partita (5° assoluto in serie A) a fronte di 157 tiri complessivi indirizzati verso la sua porta.

Petagna: Che potesse essere il giocatore di punta della rosa lo si sapeva sin dall’inizio. Quello che non si sapeva era che il peso dell’attacco sarebbe gravato quasi esclusivamente su di lui. Per quanto i rigori sbagliati contro Udinese e Brescia nel girone d’andata avrebbero potuto cambiare leggermente il corso della stagione, i 12 gol a referto, molti dei quali decisivi e realizzati senza l’aiuto di una spalla degna di questo nome, lo piazzano nel gruppo di chi può salutare senza rimorsi di sorta.
La curiosità: per gran parte della stagione Petagna è stato il giocatore con la maggior incidenza di reti segnate in relazione alla produzione offensiva della propria squadra. Il difficile finale di stagione lo ha visto soccombere a Immobile (45,6% dei gol della Lazio) di appena un punto percentuale (44,4%).

SUFFICIENTI: Strefezza 6; Floccari 6.

Strefezza: Tornato dal prestito alla Cremonese, ha passato l’estate a cercare di convincere mister Semplici di poter essere adatto come esterno nel centrocampo a cinque. Un po’ per merito suo, un po’ per l’infortunio di Fares ad agosto, si è guadagnato la possibilità di far parte della rosa. Debutta in casa contro la Lazio e il suo ingresso cambia le sorti dell’incontro, regalando la prima vittoria stagionale ai biancazzurri. Disputa un buon girone di andata, impreziosito anche dal primo gol in serie A a Torino, ma col passare delle partite e dei risultati negativi finisce anche lui per incidere meno. Dovesse rimanere potrebbe essere molto prezioso.
La curiosità: è l’unico giocatore della SPAL a essere stato espulso per doppia ammonizione in tutto il campionato. Peraltro il secondo cartellino giallo gli venne mostrato per una simulazione, nel match interno vinto col Parma.

Floccari: Veterano, capitano, punto di riferimento. Non gli si chiedevano i gol decisivi, ma d’essere una presenza incoraggiante e ispiratrice all’interno dello spogliatoio. Quando ha potuto dare una mano in campo non si è mai risparmiato, dando un esempio spesso non seguito dai compagni. Segna il gol più bello di una stagione amara, beffando Donnarumma da quasi trenta metri nella partita di inizio luglio col Milan.
La curiosità: prima dell’ingaggio di Ibrahimovic da parte del Milan, Floccari era il secondo giocatore di movimento più anziano dell’intera serie A (38 anni e 8 mesi), separato da soli 6 giorni di differenza da Bruno Alves del Parma. 

APPENA SOTTO LA SUFFICIENZA: Cionek 5.5; Vicari 5.5; D’Alessandro 5.5; Dabo 5.5; Kurtic 5.5; Valdifiori 5.5; Valoti 5.5; Di Francesco 5.5

Cionek: Pur in anno in cui la fase difensiva biancazzurra ha spesso fatto acqua da tutte le parti, lui è sempre stato uno dei giocatori più schierati, talvolta per la palese assenza di alternative. Con Semplici, causa penuria d’esterni, si è persino ritrovato a fare il ruolo che fu di Lazzari. Pur con i suoi limiti il suo ha sempre cercato di metterlo in campo, con qualche incursione offensiva in più rispetto al passato.
La curiosità: è il giocatore più ammonito tra i biancazzurri, con ben 11 cartellini gialli. Nella stagione precedente ne aveva rimediati 12, ma era stato battuto dal collega Felipe con 13.

Vicari: Una delle poche certezze sia per Semplici, sia per Di Biagio. Errori ne ha commessi pure lui, più di uno, e anche se i due autogol con Bologna e Milan hanno portato via punti preziosi, in molte partite è stato davvero uno dei pochi a fare una figura dignitosa. Non arriva alla sufficienza perché nel finale di campionato si è lasciato trascinare a fondo anche lui.
La curiosità: oltre a essere il secondo giocatore più schierato dalla SPAL (2.901 minuti), ha anche chiuso il campionato in seconda posizione per numero di tiri intercettati. Vicari si è opposto a 32 conclusioni degli avversari, meglio ha fatto solo Smalling della Roma con 33.

D’Alessandro: L’eredità di Lazzari sarebbe stata un peso notevole per chiunque e la sua stagione prende una svolta negativa con la rottura del legamento crociato del ginocchio destro nella partita di settembre contro il Sassuolo. Torna in campo dopo il lockdown e Di Biagio lo schiera sia da ala nel 442, sia come punta esterna nel 433. I due gol nelle partite con Torino e Fiorentina compensano parzialmente la sciocca espulsione rimediata contro il Milan e fanno ben sperare per il futuro, ammesso voglia rimanere.
La curiosità: il gol contro il Torino è arrivato a 1.030 giorni di distanza dal precedente, segnato in Benevento-Inter 1-2 del 1 ottobre 2017. In quella stagione D’Alessandro vestiva la maglia dei sanniti.

Dabo: Dopo più di sei mesi da spettatore nella Fiorentina, Vagnati punta su di lui per dare al centrocampo quella fisicità che è sempre mancata, in particolare dopo la partenza di Kurtic. Il suo dovere lo fa, anche se spesso sembra un po’ anarchico rispetto al contesto generale, mentre in altri casi eccede con giocate che vanno oltre il suo repertorio tecnico. Si toglie la soddisfazione di segnare un gol, al Brescia.
La curiosità: è stato il quinto giocatore di passaporto francese a vestire la maglia della SPAL. Gli altri nella lista sono Fares (Francia/Algeria); Ferretti (Francia/Italia); Fofana, Mendy e Diagouraga (Francia/Senegal).

Kurtic: Ha iniziato la nuova stagione col mal di pancia contrattuale e la sua insofferenza si è palesata per larghi tratti del girone d’andata. In termini di peso specifico i suoi due gol a Lazio e Napoli hanno regalato quattro punti alla causa spallina, ma le prestazioni sono sempre sembrate lontane da quelle a cui il centrocampista sloveno aveva abituato nell’anno e mezzo precedente. Il passaggio al Parma a gennaio gli ha permesso di voltare pagina.
La curiosità: pur avendo giocato solo 16 partite, Kurtic è tra i cinque giocatori della SPAL ad aver segnato più di un gol in questa stagione. Gli altri sono Petagna (12), Valoti (3), Di Francesco (2) e D’Alessandro (2).

Valdifiori: Nel corso del mercato estivo la SPAL non avrebbe certo disdegnato di cederlo, ma non se n’è fatto nulla. Nella prima parte della stagione Semplici lo utilizza abbastanza spesso e le sue prestazioni sono migliori rispetto a quanto si era visto in precedenza. Chi punta con più decisione su di lui è però Di Biagio, che lo vede come un perno per l’idea di calcio che ha in mente: gli impegni ravvicinati post lockdown lo costringono a giocare meno partite di quante lui e il nuovo mister avrebbero voluto. E’ in scadenza, saluterà.
La curiosità: nell’arco di appena 38 apparizioni in maglia biancazzurra, ha messo a referto 4 assist di cui 3 nell’ultima stagione. Meglio di lui, nel campionato 2019/2020, ha fatto solo Dabo con 4.

Valoti: Sembra quasi condannato a una carriera da giocatore ad alto potenziale inespresso. Poteva essere la sua stagione, con Semplici che inizialmente ha puntato su di lui in mezzo al campo con Missiroli e Kurtic, ma la scarsa propensione difensiva sua e dello sloveno hanno mandato all’aria l’esperimento dopo poche partite. Tra prestazioni buone e meno buone segna anche tre gol, tra cui quello decisivo per portare a casa una clamorosa vittoria a Bergamo. Errori come quello a tu per tu con Dragowski a Firenze però rimarranno impressi nella mente dei tifosi.
La curiosità: chiude come secondo miglior marcatore della squadra con 3 gol, e questo la dice lunga sui limiti offensivi palesati dalla squadra allestita nella scorsa estate.

Di Francesco: Non è tra gli insufficienti solo perché quando ha potuto giocare con una condizione fisica accettabile ha dimostrato di aver le qualità per fare la differenza, anche in un ruolo non suo come quello di seconda punta, segnando anche un paio di gol. I suoi continui infortuni sono stati un bel problema per una squadra che puntava su di lui per riuscire a salvarsi.
La curiosità: Nella stagione appena chiusa ha fatto registrare numeri identici a quelli della precedente al Sassuolo. 20 apparizioni complessive (19 in neroverde) per 1.085 minuti di gioco (1.081 con De Zerbi), 2 gol in campionato.

INSUFFICIENTI: Missiroli 5; Felipe 5; Igor 5; Letica 4.5; Cerri 4.5; Reca 4.5; Murgia 4.5

Missiroli: Semplici lo promuove a regista titolare dopo il bel finale della scorsa stagione, ma ripetersi non è facile, a maggior ragione quando la squadra ha molte meno certezze di prima. Si divide così il ruolo con il redivivo Valdifiori e, pur con prestazioni spesso non all’altezza delle sue qualità, è spesso uno dei calciatori su cui sia Semplici sia Di Biagio fanno affidamento. Mette a referto un paio di assist e un bel gol, per quanto inutile, nella partita di ritorno contro la Lazio. Scompare nelle partite post-lockdown, si presume per mancanza di brillantezza atletica.
La curiosità: il suo primo gol con la maglia della SPAL è arrivato alla 55^ presenza. Peraltro anche il suo ultimo gol col Sassuolo era stato segnato allo stadio Olimpico, ma contro la Roma, nel dicembre del 2017.

Felipe: Un altro degli elementi a cui Semplici e la società avevano deciso di affidare le chiavi delle spogliatoio. Mette insieme undici partite dal primo minuto, ma a livello fisico la serie A sembra stia diventando un campionato impegnativo anche per lui, nonostante l’esperienza gli abbia permesso di cavarsela in diverse circostanze.
La curiosità: con 377 apparizioni in carriera Felipe è attualmente al 7° posto nella classifica dei più presenti in serie A tra i giocatori ancora in attività. Davanti a lui ci sono Pazzini (383), Chiellini (392), Pandev (444), Quagliarella (467), Handanovic (478) e Buffon (649). 

Igor: Il brasiliano è stata una delle scommesse estive di Vagnati. Per essere un difensore centrale le sue migliori prove le fornisce come esterno del centrocampo a cinque, dove può sfruttare maggiormente progressione e qualità tecniche, nascondendo qualche amnesia in fase di marcatura. Il mercato di gennaio lo porta a Firenze, senza troppi rimpianti tra i tifosi spallini e con soddisfazione della società per una ghiotta plusvalenza.
La curiosità: alla Fiorentina il suo minutaggio si è praticamente dimezzato, passando dai 1.339 minuti in campo con la SPAL ai 609 messi assieme in maglia viola.

Letica: Dopo un campionato e mezzo trascorso saldamente in panchina, il destino gli riserva il ruolo di possibile protagonista con una lunga serie di partite da titolare dopo l’infortunio di Berisha. Non si può certo dire che siano stati i suoi errori a costare la salvezza a Di Biagio e ai suoi, ma la sensazione è che, dopo un discreto esordio col Cagliari, la sua sicurezza e il livello delle sue prestazioni siano andata via via scemando, fino all’avvicendamento finale con Thiam.
La curiosità: il triste finale di stagione gli ha permesso di conquistare un altrettanto triste primato, quello di portiere più bucato della serie A in relazione ai minuti giocati con 2,69 gol per ogni 90. Gabriel del Lecce si è fermato a 2,11; Radu del Genoa a 1,93.

Cerri: Preso a gennaio per palese mancanza di alternative e per far cambiare aria a Paloschi, arriva da infortunato ed è solo grazie al lockdown se Di Biagio ha la possibilità di utilizzarlo. Ce lo ricordavamo poco mobile e poco feroce: non è cambiato granché. In perfetta linea con le leggi di Murphy si frantuma una mano dopo aver segnato un gol da grande centravanti contro la Roma. Tornerà a Cagliari e chissà cosa ne sarà di lui.
La curiosità: anche nella precedente esperienza a Ferrara il suo apporto era stato di un singolo gol. Quella volta arrivò nell’arco di 15 presenze in serie B, stavolta si è fermato a 8.

Reca: Vagnati lo avrebbe voluto nell’estate 2018, ma se lo prese l’Atalanta. Approda a Ferrara con un anno di ritardo con un compito decisamente difficile: non far rimpiangere l’infortunato Fares. Il polacco ci mette poche partite per far capire perché Gasperini nella stagione precedente non lo avesse mai utilizzato, aumentando le perplessità di partita in partita, soprattutto quando si tratta di coprire la sua zona di campo. I suoi errori di posizionamento difensivo costano alla SPAL diversi punti.
La curiosità: malgrado prestazioni non esattamente entusiasmanti in biancazzurro, Reca è rimasto nel giro della nazionale polacca e aveva buone possibilità di rientrare tra i convocati per la fase finale di Euro2020. 

Murgia: La SPAL lo acquista a titolo definitivo dalla Lazio dopo gli ottimi cinque mesi della stagione precedente. Quello che si rivede a Ferrara però sembra il cugino scarso del Murgia visto in precedenza e non si ricorda una singola prestazione ai livelli del 2018-2019, malgrado la fiducia gli venga accordata sia da Semplici sia da Di Biagio.
La curiosità: a dispetto di convinzioni che circolano ancora oggi, Murgia non è arrivato alla SPAL nell’ambito della cessione di Lazzari, almeno non in forma diretta. Il suo cartellino è stato pagato 3,5 milioni di euro più 1,5 di bonus, mentre la cessione dell’esterno ha fruttato una cifra compresa tra gli 11 e i 15 milioni.

INSUFFICIENTI E IRRITANTI: Bonifazi 4, Tomovic 4, Sala 4, Castro 4

Bonifazi: Ormai è passato alla storia come mister 12 milioni. Vagnati fa all-in su di lui nel mercato invernale, rendendo il secondo acquisto più costoso della storia della SPAL dopo Petagna. Il rendimento però è tutt’altro che da acquisto milionario. La versione 3.0 del Bonifazi ferrarese è lontana parente di quella dominante vista in precedenza. Oltre ad arrivare in evidente sovrappeso, colleziona errori e prestazioni indecorose per uno con i suoi mezzi fisici e tecnici. Sei mesi del genere non cancelleranno quanto ha fatto prima, ma Ferrara si aspetta ben altro da lui.
La curiosità: non solo il contratto di Bonifazi è quello con la scadenza più lontana nel tempo tra tutti quelli dell’attuale rosa (2025), ma con la partenza di Petagna il difensore di Rieti diventerà anche il più pagato in assoluto tra i suoi compagni, sempre che il mercato non lo porti altrove.

Tomovic: L’idea ambiziosa del mercato biancazzurro è che il posto di Bonifazi, rientrato al Torino, possa essere preso dal serbo ex Chievo. La sua stagione verrà ricordata per errori surreali, un’inutile espulsione contro l’Hellas Verona e poca fiducia sia da parte di Semplici prima che da Di Biagio.
La curiosità: Tomovic è alla seconda retrocessione consecutiva da ultimo in classifica. Nella stagione precedente aveva vissuto lo stesso epilogo al Chievo Verona.

Sala: Arrivato nell’ultimo giorno di mercato per fare da alternativa a D’Alessandro, si ritrova in posizione privilegiata per ereditarne i minuti, ma fatica a integrarsi nel calcio di Semplici. L’allenatore lo scarica a novembre inoltrato causa atteggiamento poco costruttivo, nella speranza che Vagnati riesca a trovargli collocazione. Questo non succede e con Di Biagio viene reintegrato. La speranza di vederlo rendere nel suo ruolo di terzino a quattro si schianta quasi subito e quando viene piazzato sul fronte opposto dà vita a una galleria degli orrori che gli vale lo scherno della tifoseria.
La curiosità: secondo La Gazzetta dello Sport, la SPAL gli ha corrisposto 900mila euro d’ingaggio per questa stagione. La circostanza però è stata negata dal ds Vagnati, che ha sempre parlato di una cifra considerevolmente inferiore.

Castro: Sale senza troppi dubbi sul podio dei peggiori della stagione, nonostante sia arrivato solamente a gennaio. Tra problemi muscolari e una condizione fisica decisamente rivedibile non riesce mai a mettere in mostra le qualità tecniche per cui la SPAL aveva puntato su di lui, sperando di trovare un degno sostituto per il partente Kurtic. Scompare dopo la partita contro l’Udinese, ufficialmente per problemi fisici. Altro giocatore che contribuirà ai mal di testa di Zamuner.
La curiosità: se si considera che ha giocato appena 7 volte per la SPAL, finora è costato 428.571 euro a prestazione, oppure poco meno di 7mila euro al minuto.

NON GIUDICABILI: Meneghetti, Thiam, Iskra, Salamon, Zukanovic, Fares, Tunjov, Cuèllar, Horvath, Jankovic, Moncini, Paloschi

Salamon: Con Semplici era una sorta di separato in casa, con Di Biagio il minutaggio è aumentato fino ad arrivare a 341 minuti. Ha un altro anno di contratto a cifre non proprio da discount, resta da capire cosa ne sarà di lui.

Fares: Quando il suo ginocchio fa crack in un’amichevole agostana a Cesena, Semplici e i dirigenti capiscono subito che la stagione sarà lunga e difficile. Il 352 e il mercato biancazzurro costruiti parzialmente su di lui vanno in fumo in pochi istanti. Rientra poco prima del lockdown, ma la lunga sosta e poi la ripresa del campionato, con partite ogni tre giorni, non hanno reso semplice il suo recupero. Dovesse per davvero andare alla Lazio ricomporrebbe con Lazzari la coppia di esterni 2018-2019. E stavolta giocherebbero la Champions League.

Zukanovic: I propositi belligeranti dei giorni del suo arrivo si schiantano miseramente di fronte a una condizione fisica approssimativa e a problemi cronici a una caviglia che inducono la SPAL a toglierlo prematuramente dalla lista dei giocatori disponibili.

Tunjov: Il giovane estone (2001) ha il fisico per stare con i grandi, ma è ancora troppo acerbo a livello tecnico e psicologico. Si farà, magari andando in prestito.

Jankovic: Semplici non lo vede (111 minuti in campionato+ 146 di coppa Italia) e così la SPAL lo spedisce in prestito al Crotone in serie B. Peccato che Stroppa la pensi come il collega e gli riservi spezzoni qua e là (172 minuti), rendendolo figura marginalissima della promozione in serie A. Il montenegrino se ne cura il giusto, esibendosi in lungo e in largo in festeggiamenti documentati via Instagram.

Moncini: Sacrificato a gennaio sull’altare del budget per il mercato di riparazione, a Benevento non ha fatto gli sfracelli annunciati (4 gol in 19 presenze). L’errore non è stato quello di cederlo, ma di non essere riusciti a investire i soldi ricavati in una qualunque alternativa valida da affiancare a Petagna.

Paloschi: Sin dall’inizio è un corpo estraneo nel progetto di Semplici, nonostante il tecnico qualche opportunità gliela dia pure. Lo zero nella casella gol fatti fotografa impietosamente i suoi sei mesi in biancazzurro prima della partenza per Cagliari in cambio di Cerri. Con Maran ha un po’ di spazio, con Zenga in pratica non vede più il campo.

 

hanno collaborato Alessio Maini e Alessandro Orlandin



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